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	<title>Bimbi &#187; giochi bambini</title>
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	<description>Informazioni, strumenti e consigli per mamma e papà</description>
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		<title>Giochi hi-tech per intrattenere i bimbi in viaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 08:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A volte, l’idea di mettersi in viaggio con i propri bimbi può assumere i contorni di un incubo.  Stare seduti per ore in auto o in treno non è infatti l’ideale per i più piccoli, abituati a scorrazzare per casa in libertà. La soluzione per calmare i bambini in viaggio è rappresentata dai giochi hi &#8211; tech, applicazioni digitali che possono davvero fare miracoli</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A volte, l’idea di mettersi in viaggio con i propri bimbi può assumere i contorni di un incubo.  Stare seduti per ore in auto o in treno non è infatti l’ideale per i più piccoli, abituati a scorrazzare per casa in libertà. La soluzione per<strong> calmare i bambini in viaggio</strong> è rappresentata dai giochi hi &#8211; tech, applicazioni digitali che possono davvero fare miracoli durante i viaggi medio-lunghi.</p>
<p>Ricchi di applicazioni e idee divertenti, i <strong>giochi hi-tech</strong> hanno lo straordinario potere di zittire i più piccoli durante il viaggio e di trasformarli da urlatori scalmanati a piccoli scolari silenziosi e diligenti. I giochi hi-tech sono disponibili per le varie fasce di età e non è necessario aggiungere che per intrattenere i bimbi in viaggio conviene scegliere solo le applicazioni adatte alla loro età.</p>
<p>I giochi hi-tech si possono tranquillamente <strong>scaricare su tablet e smartphone</strong> e visualizzare al semplice tocco dello schermo. Visto che in auto e in treno la connessione Internet non è sempre disponibile, conviene scaricare i giochi sul cellulare in modo da visualizzarli anche in assenza della Rete. Tante le applicazioni disponibili e scaricabili da Google Play and App Store. Ricordiamo che per un buon funzionamento dei giochi bisogna scaricare solo quelli compatibili con il sistema operativo del proprio apparecchio. I giochi hi-tech sono disponibili sia gratis che a pagamento. Quelli a pagamento hanno un costo abbastanza accessibile e compreso tra due e sei euro.</p>
<p>Tra le tipologie di giochi hi-tech più divertenti per i più piccoli: le<strong> fiabe, </strong>le<strong> lezioni di inglese interattive, </strong>i<strong> giochi Lego</strong> e la playlist con le canzoni cantate da animali. Le fiabe sono delle applicazioni molto utili per bambini dai tre ai dieci anni che soffrono il mal d’auto. Queste applicazioni consentono solo di ascoltare e di guardare la fiaba senza che il bimbo faccia movimenti bruschi e faticosi accusando i fastidi del viaggio.</p>
<p>Le lezioni di inglese<strong> </strong> interattive<strong> utili per grandi e piccini</strong>, sono corredate da divertenti illustrazioni che consentono di imparare la lingua come fosse un gioco. Su Google Play e App Store sono disponibili anche i Lego, giochi che imitano le vicende e i protagonisti della playstation e dunque molto appassionanti per i bambini. Con i Lego digitali i bambini possono, al semplice tocco dello schermo, guidare un camion o salvare altri bambini da un incendio.</p>
<p>La<strong> playlist cantata da animali</strong> è un applicazione adatta ai bambini dai zero ai tre anni. Con queste app, i bambini possono ascoltare divertenti filastrocche interpretate dagli animali più amati, ovvero gatto, cane, ma anche animali da cortile come oche e galline. Un altro ottimo intrattenimento hi-tech per bimbi in viaggio è il gioco dei colori. Scaricando l’applicazione sul tablet, i bambini possono colorare qualsiasi illustrazione digitando e scegliendo i colori del menu e senza necessità di usare quelli veri.</p>
<p>E’ proprio vero dunque che<strong> la tecnologia fa miracoli</strong>, specie e soprattutto durante i viaggi, esperienze che i più piccoli vivono sempre con una certa vivacità e agitazione. Con i giochi hi-tech, invece, due o tre ore di relax in viaggio sono assicurate. Ai bimbi, a loro volta, viene assicurato il divertimento e la possibilità di imparare cose nuove anche mentre viaggiano.</p>
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		<title>Il gioco nei primi mesi di vita</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 15:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giocare, al pari di mangiare e dormire, è una delle attività fondamentali nella vita di un bambino, anche nei primi mesi. Le attività ludiche hanno infatti il potere di stimolare lo sviluppo cerebrale del bebé e di gettare le basi per il suo futuro sviluppo cognitivo. Da zero a tre anni, però, il gioco non va inteso come nei bimbi più grandi, dove esiste</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giocare</strong>, al pari di mangiare e dormire, è una delle attività fondamentali nella vita di un bambino, anche nei primi mesi. Le attività ludiche hanno infatti il potere di stimolare lo sviluppo cerebrale del bebé e di gettare le basi per il suo futuro sviluppo cognitivo. Da zero a tre anni, però, il gioco non va inteso come nei bimbi più grandi, dove esiste già una maggiore percezione degli stimoli esterni.I giochi per bebé sono infatti più soft e meno stancanti per i genitori, che non devono far altro che coccolare il loro piccolo.</p>
<p>Per i <strong>bimbi da zero a tre mesi</strong>, il gioco fa proprio rima con le coccole: sono queste che non vanno lesinate mai, dal giorno del parto fino a tutta l’infanzia e oltre. Il neonato percepisce le coccole come segno di affetto e di protezione da parte dei genitori. Questi ultimi devono donare al piccolo tutto l’amore di cui sono capaci. Anche se i neonati sembrano non capire le parole dei genitori, le frasi affettuose hanno un grande effetto su di loro. Il gioco per i bebé sarà quindi fatto anche di parole o frasi tenere e sdolcinate come “ tesoro o piccolo mio”, ma anche “amore di mamma e papà” e simili. E’ chiaro che queste frasi vengano naturali e che non richiedano alcuno sforzo per essere pronunciate.</p>
<p>La fase iniziale del gioco con il bebé è dunque una semplice e alquanto normale sequela di parole e gesti affettuosi tra genitori e figli. Inoltre, non bisogna credere che il gioco nei primi mesi di vita del piccolo si fermi solo alle normali carinerie e coccole tipiche del rapporto genitori figli. Un&#8217;altra importante <strong>fase del gioco per bebé</strong> sono le passeggiate in braccio per casa. Queste hanno l’effetto di far rilassare il piccolo e al tempo stesso di farlo divertire. Le <strong>passeggiate in braccio</strong> possono e devono anche essere alternate da quelle in carrozzina, che il neonato percepisce sempre come rilassanti e propedeutiche a un buon sonno.</p>
<p>Nei giochi per bimbi da zero a tre mesi rientrano anche gli oggetti musicali e i pupazzetti in gomma da appendere alla culla. Far dondolare un pupazzetto o un carillon musicale svolge un potente ruolo nello sviluppo cognitivo del bambino. I neonati sono infatti molto sensibili ai rumori e ai suoni. Molto divertente per loro può anche essere <strong>l’ascolto di canzoni</strong> per bambini in Tv o via tablet e Pc. Ci sono bebé, come testimoniano anche alcuni genitori, che trovano molto divertente ascoltare le suonerie del cellulare e persino la musica rap o dance.</p>
<p>La musica attira l’attenzione del bimbo e ne stimola anche le future capacità di concentrazione. Tutte queste attività ludiche possono anche gettare le basi per lo sviluppo della fantasia e della creatività del bimbo. E’stato visto, infatti, che i bimbi più creativi e intelligenti sono quelli che hanno ricevuto <strong>stimoli sonori e visivi</strong> fin dai primi mesi di vita.</p>
<p>Anche se non è ancora in grado di parlare, il bebé è perfettamente in grado di comunicare le sue <strong>preferenze in fatto di gioco</strong>. Se un determinato suono non gli piace, inizierà subito a piangere. Se nessun’ altra melodia sortisce l’effetto di farlo calmare, allora vi trovate di fronte a un giocatore scatenato, ovvero a un bebé più vivace del solito.</p>
<p>Con questa tipologia di neonato si possono <strong>sperimentare giochi più movimentati</strong>, come il sollevarlo in alto intonando delle ninne nanna o suoni anche senza significato, oppure tradizionali frasi ludiche come “opp opp cavallino”. I neonati, sollevati delicatamente in alto al canto di “opp opp cavallino”, si divertono come matti e lo dimostrano smettendo subito di piangere, sorridendo e regalandovi delle fantastiche nottate di sonno.</p>
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		<title>Giochi per i primi passi: come aiutare nostro figlio a camminare</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2014 15:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In media, un bimbo impara a camminare tra i dodici e i sedici mesi. In questo ambito, le eccezioni sono sempre possibili e può anche capitare che il bimbo faccia fatica a reggersi da solo anche quando ha abbondantemente superato i diciotto mesi di vita. Durante la fase dei primi passi, il bambino può essere aiutato ad acquistare più sicurezza tramite il gioco. Le</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In media, un <strong>bimbo impara a camminare</strong> tra i dodici e i sedici mesi. In questo ambito, le eccezioni sono sempre possibili e può anche capitare che il bimbo faccia fatica a reggersi da solo anche quando ha abbondantemente superato i diciotto mesi di vita. Durante la fase dei primi passi, il bambino può essere aiutato ad acquistare più sicurezza <strong>tramite il gioco.</strong></p>
<p>Le attività ludiche propedeutiche ai <strong>primi passi</strong> comprendono di solito l’accompagnamento o l’azione diretta dei genitori, oppure attrezzi e giochi specifici come il girello e il box. Nel primo caso, saranno la mamma o il papà ad accompagnare il piccolo nel percorso che lo porterà a camminare da solo.</p>
<p>Prima di diventare autonomo camminando, però, il bimbo attraversa la fase del cosiddetto “ <strong>gattonamento</strong>”. Questa fase consente al piccolo di muoversi e trascinarsi sulle superfici usando gambe e braccia. Sperimentando un movimento in stile “ quadrupede”, il bimbo acquisisce lentamente la capacità di reggersi in piedi da solo. E’ infatti difficile e molto raro che un bambino impari a camminare senza aver mai gattonato. Anche il gattonamento può essere vissuto come un gioco. Accade quando mamma e papà si siedono a terra sopra un tappetino dove il piccolo comincerà a muoversi per raggiungerli e gettarsi tra le loro braccia. “Gattonando gattonando”, per dirla come un ritornello, il bimbo impara anche a camminare sulle sue piccole gambe.</p>
<p>La fase dei primi passi è quasi sempre accompagnata dall’intervento dei genitori, specie quando il bimbo non ha ancora acquisito la sicurezza per lanciarsi da solo in corse forsennate dentro casa e fuori. Se la muscolatura del piccolo non è ancora abbastanza sviluppata e abituata a consentire dei <strong>passetti autonomi</strong>, bisogna giocare con il bimbo <strong>tenendolo per le mani</strong> durante le sue prime camminate dentro casa. Quest’attività è vista come un gioco dal bambino, mentre per i genitori può rappresentare un vero e proprio esercizio ginnico, visto che le camminate del piccolo, retto dalle mani dei genitori, possono protrarsi per ore, giorni o mesi. In questa fase, il bambino può anche essere coinvolto in giochi di interazione e <strong>socializzazione</strong>. Mentre la mamma accompagna il piccolo nella sua camminata quotidiana, il papà, ad esempio, posto davanti, può incitare il figlio a correre o a superare un ostacolo o a inseguire il genitore mentre si nasconde.</p>
<p>Quando la stanchezza prende il sopravvento, il bimbo può essere posto all’interno di un box imbottito e corredato di manigliette in plastica. Questa struttura, magari riempita di giocattoli, permette al bambino di <strong>sperimentare il senso di autonomia</strong> e di indipendenza. Anche se cade, infatti, il piccolo non potrà mai farsi male all’interno del box imbottito. Man mano che il senso di paura svanisce, il bimbo impara anche ad alzarsi da solo e a reggersi tenendosi avvinghiato alle maniglie del contenitore.</p>
<p>Ottimo, per stimolare il senso di indipendenza del bambino, anche il girello, gioco composto da una superficie in plastica, da seduta con cintura di sicurezza e rotelline per lo spostamento. Il girello è un gioco che va usato intorno ai sette mesi. Questo attrezzo serve ad abituare il bimbo a <strong>poggiare i piedi al suolo</strong>. L’uso del girello deve però essere limitato nel tempo, perché il piccolo, non potendo poggiare perfettamente i piedi a terra a causa dell’ingombro del gioco, rischia di perdere la capacità di camminare da solo.</p>
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		<title>I cartoon più amati dai bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tra le trasmissioni tv più seguite dai più piccoli vi sono certamente i cartoni animati o cartoon, come si dice sempre più spesso in gergo anglosassone. In fatto di cartoni animati, la programmazione televisiva non solo è soddisfacente, ma addirittura ben nutrita e abbondante. Con l’avvento del digitale terrestre, poi, i canali televisivi dedicati a bambini e ragazzi sono molto più numerosi e ciò</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le trasmissioni tv più seguite dai più piccoli vi sono certamente i <strong>cartoni animati</strong> o cartoon, come si dice sempre più spesso in gergo anglosassone. In fatto di cartoni animati, la programmazione televisiva non solo è soddisfacente, ma addirittura ben nutrita e abbondante. Con l’avvento del digitale terrestre, poi, i canali televisivi dedicati a bambini e ragazzi sono molto più numerosi e ciò consente di scegliere i cartoon più interessanti e divertenti.</p>
<p>Tutto merito della programmazione legata a canali specifici dove, sempre grazie al digitale terrestre, vanno in onda cartoon per tutti i gusti e per tutte le fasce di età. Sarebbe però interessante capire quali siano i cartoni<strong> più amati dai bambini</strong> piccoli e dai ragazzi in età scolare.</p>
<p>La statistica, in questo caso, è molto semplice da effettuare. I bimbi da zero a quattro anni, infatti, amano alla follia <strong>Peppa Pig</strong>, cartoon di produzione anglosassone che sta mietendo successi nelle Tv di tutta Europa. Peppa Pig è una maialina rosa che vive in una famiglia di maialini composta dal fratellino, da mamma Pig e papà Pig. Il successo di questo cartoon è stato talmente elevato che la sua protagonista è stata usata anche come soggetto di prodotti per bambini, quali quadernoni, stickers e persino vestiti di Carnevale.</p>
<p>I bimbi intorno a un anno e un anno e mezzo vanno matti anche per <strong>Barbapapà</strong>, cartoon andato in onda alla fine degli anni ‘70 e recentemente riproposto dai canali Rai dedicati ai bambini. Anche questo cartoon ha come protagonista una famiglia di strani esseri a forma di pera che si trasformano in qualsiasi cosa, persino in barche o strumenti musicali. In questa tipologia di cartoni emerge sempre il forte senso della famiglia e dei legami familiari. I bimbi piccoli, probabilmente, non percepiscono ancora il significato affettivo di certe tipologie di cartoni, sono però molto attratti dai colori vivaci e dalle forme di questi personaggi animati.</p>
<p>Nei canali della concorrenza, ovvero nelle nuove reti digitali del Gruppo Mediaset dedicate ai ragazzi, imperano riproposizioni di cartoni animati che sono stati dei veri e propri &#8220;cult&#8221; per le generazioni precedenti. Ci riferiamo a <strong>Pollon</strong>, ad esempio, una birbante dea bambina che nell’Olimpo delle divinità greche fa perdere la pazienza un po’ a tutti. Alcune di queste reti per ragazzi hanno anche riproposto <strong>Belle e Sebastien</strong>, storia dell’amicizia tra un enorme cane bianco di montagna e un ragazzino orfano che abita in un paesino delle Alpi Francesi.</p>
<p>Proprio in questo momento, le reti per ragazzi ripropongono anche le <strong>Avventure di Lupin</strong>, cartoon nato da un manga giapponese e ispirato alle vicende del ladro gentiluomo Arsenio Lupin. Questo cartoon, a causa di scene un po’ troppo audaci, è però adatto a ragazzi più grandi, meglio se studenti delle superiori.</p>
<p>Nella lunga carrellata dei cartoon più amati dai bambini non possiamo dimenticare <strong>Masha e Orso</strong>, serie animata trasmessa sempre dalle reti Rai dedicate ai bambini e ai ragazzi. Questo cartoon, di produzione russa, è seguito anche da bimbi molto piccoli, persino da coloro che non hanno ancora compiuto il primo anno di età. Masha è una bimba dispettosa che vive a casa di un orso costretto a riprenderla in ogni momento. L’orso è anche l’insegnante di Masha e si prodiga per insegnarle le lettere, i numeri e altre cose con finalità didattiche.</p>
<p>Come si può notare, nei cartoon, gli animali parlanti, le famiglie, e gli orsi che insegnano a leggere e a scrivere, rappresentano un ottimo <strong>strumento educativo</strong> per i più piccoli. Attraverso questi cartoon, i bimbi non solo imparano a conoscere gli animali, ma vengono immersi nelle loro avventure e in un contesto didattico che ne stimola anche le capacità di apprendimento.</p>
<p><strong>I bimbi amano anche le sigle</strong> di questi cartoon. Per loro sono davvero uno spasso, per i genitori, invece, una manna dal cielo. Grazie ai <strong>cartoni animati</strong>, infatti (e alle sigle in grado di catturare l’attenzione dei più piccoli), le mamme riescono anche a trovare il tempo per cucinare e completare le altre beghe domestiche. Il fatto non è di poco conto e riesce anche a spiegare perché i cartoon siano amati non solo dai più piccoli, ma anche dai grandi.</p>
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		<title>Giocare assieme ai bambini: pro e contro</title>
		<link>http://www.bimbi.net/giocare-assieme-ai-bambini-pro-e-contro.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2014 14:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non bisogna essere esperti per capire che il gioco è una delle attività maggiormente preferite dai bambini. Non solo: non bisogna nemmeno essere scienziati o psicologi per rendersi conto che il gioco incide notevolmente sulla crescita e sullo sviluppo psicologico dei nostri figli. In parole semplici, potremmo definire il gioco come l’altra faccia dell’educazione. Giocare con i bambini, dunque, può rappresentare il lato divertente</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non bisogna essere esperti per capire che il<strong> gioco</strong> è una delle attività maggiormente preferite dai bambini. Non solo: non bisogna nemmeno essere scienziati o psicologi per rendersi conto che il gioco incide notevolmente sulla crescita e sullo sviluppo psicologico dei nostri figli. In parole semplici, potremmo definire il gioco come l’altra faccia dell’educazione.</p>
<p><strong>Giocare con i bambini,</strong> dunque, può rappresentare il lato divertente dello stesso percorso educativo. Invece di dare ordini e stabilire dei &#8220;sì&#8221; e dei &#8220;no&#8221; da dare e dire quando è necessario, il gioco, o meglio, l’attività del giocare, consente ai più piccoli di sperimentare fin da subito le loro capacità di <strong>socializzazione</strong> e di relazione con gli altri. Anche i giochi hanno delle regole e dei limiti da rispettare ed è per questo che costituiscono un elemento cardine di tutto quel vasto mondo chiamato anche “educazione”. Educare significa infatti “ impartire o insegnare delle regole” e quale modo migliore per farlo se non con il gioco fatto magari assieme ai genitori o ad altre figure di riferimento?</p>
<p>Sappiamo quanto oggi sia difficile <strong>dedicare del tempo ai più piccoli</strong> per via dei numerosi impegni quotidiani, ma dedicare qualche ora o qualche giorno alle giocate con i bambini può far bene a grandi e piccoli. Nel trascorrere del tempo con i bimbi, anche giocando, esistono numerosi vantaggi e solo qualche isolato svantaggio. I pro sono sia a beneficio dei genitori che dei bambini, i contro spesso sono solo a danno dei genitori, che magari vorrebbero trascorrere del tempo libero per riprendersi dallo stress lavorativo o quotidiano. Pochi sanno, invece, che anche giocare con i figli può rappresentare una valida<strong> attività antistress.</strong></p>
<p>Ma quali giochi fare con i propri bimbi? La<strong> scelta delle attività ludiche</strong> dipende sempre dall’età del bimbo e dalle sue attitudini. Anzitutto occorre sapere che i bambini amano il gioco fin dai primi giorni della loro nascita. Le attività ludiche devono quindi andare di pari passo con le varie<strong> fasi di crescita</strong> dei nostri piccoli. Nei primi mesi di vita, il gioco insieme ai bimbi si configura come tenere il bebé in braccio per calmarlo, cantargli delle ninne nanna o imitare suoni e versi di animali.</p>
<p><strong>Dal primo anno in poi</strong>, il gioco assieme ai figli diventa più impegnativo, per via della maggiore capacità di apprendimento che i bimbi sviluppano a partire dai dieci mesi di vita. Tra i dieci e i dodici mesi, infatti, il bambino è in grado di percepire e identificare le figure di riferimento. Il gioco, quindi, può essere sviluppato <strong>come un’interazione tra lui e i genitori.</strong> Questi ultimi possono parlargli, fargli afferrare quaderni, peluche o altri giocattoli, oppure giocare a nascondino.</p>
<p><strong>Il gioco del nascondino</strong> è quello che i bimbi amano di più anche quando ancora non camminano. In questo caso, a giocare bisogna essere in tre: chi tiene in braccia il bambino e si nasconde con lui e chi deve trovarli o a sua volta nascondersi per essere trovato. Al sentire pronunciare le fatidiche parole del gioco “ cucù settete”, il bimbo esploderà di gioia e di sorpresa, riempiendo di felicità i cuori di genitori e parenti.</p>
<p>Quando il bimbo avrà imparato a camminare e parlare, si potranno sperimentare <strong>giochi più complessi</strong>, come scambiarsi un pallone o stendersi su un tappetino per giocare a carte o con le costruzioni. Alcuni genitori coinvolgono i loro figli persino nei giochi <strong>telematici e interattivi</strong> con l’iPhone o l’iPad. Questi giochi, da selezionare esclusivamente tra le App per bambini, possono essere compresi nelle attività ludiche purché non si abusi della tecnologia.</p>
<p>Una crescita sana dei piccoli avviene anche abituandoli a relazionarsi con<strong> giochi che li tengano in movimento</strong> e in costante contatto con gli altri. Giocare a &#8220;palla prigioniera&#8221;, ad esempio, può essere molto più istruttivo che tenere nostro figlio per ore a pigiare tasti sull’iPad.</p>
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