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	<title>Bimbi &#187; Salute e Alimentazione bambino</title>
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	<description>Informazioni, strumenti e consigli per mamma e papà</description>
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		<title>Vaccinazioni, come orientarsi?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2014 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione bambino]]></category>
		<category><![CDATA[guida vaccinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazioni bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando un bimbo cresce si dice che è adulto e vaccinato. In realtà, le vaccinazioni, quelle vere e sanitarie, si effettuano già dai primi mesi di vita del bimbo, per cui c’è da stare certi che, da grande, il ragazzo si ritroverà davvero ad essere “adulto e vaccinato”. Altre tipologie di “vaccini” arriveranno con le esperienze della vita, ma in questa guida vogliamo parlare</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un bimbo cresce si dice che è adulto e vaccinato. In realtà, le <strong>vaccinazioni</strong>, quelle vere e sanitarie, si effettuano già dai primi mesi di vita del bimbo, per cui c’è da stare certi che, da grande, il ragazzo si ritroverà davvero ad essere “adulto e vaccinato”. Altre tipologie di “vaccini” arriveranno con le esperienze della vita, ma in questa<strong> guida</strong> vogliamo parlare proprio delle vaccinazioni a cui vanno sottoposti i bambini durante i primi anni di vita e durante l’infanzia.</p>
<p>Nei più piccoli, la somministrazione del vaccino può essere obbligatoria e strettamente raccomandata. Le <strong>vaccinazioni obbligatorie</strong> riguardano quelle contro tetano, difterite, poliomielite ed epatite B. Le <strong>vaccinazioni strettamente raccomandate</strong> sono invece quelle contro pertosse, meningite, morbillo, parotite, rosolia, varicella e infezioni da papilloma virus. Tutte le vaccinazioni, sia quelle obbligatorie che raccomandate, servono a proteggere il bambini dal rischio di infezioni anche gravi e letali o da conseguenze che le stesse infezioni possono provocare se contratte durante la vita adulta.</p>
<p>Le vaccinazioni, inoltre, proteggono il delicato sistema immunitario dei più piccoli, il quale, non avendo ancora sviluppato tutti gli anticorpi, è più suscettibile alle infezioni. Per effettuare le vaccinazioni, i genitori devono portare il bambino presso l’apposito ufficio vaccinazioni della Asl territoriale. La <strong>periodicità delle vaccinazioni</strong> segue uno specifico calendario fissato dal Ministero della Salute e recepito dalle regioni con apposito decreto regionale. Il calendario delle vaccinazioni, detto anche “ <strong>calendario vaccinale</strong>”, prevede la somministrazione di vaccini, sia obbligatori che raccomandati, a partire dalla nascita e fino al diciottesimo anno di età.</p>
<p><strong>Alla nascita</strong> è prevista la vaccinazione contro l’epatite B, ma solo per bimbi nati da madri già affette dalla malattia. <strong>A tre mesi</strong>, invece, ovvero a partire dal 61° giorno di vita, il bimbo deve essere sottoposto al vaccino contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, haemophilus influenzae B e pneumococco. <strong>Dal quinto al sesto mese</strong>, invece, si effettua la seconda vaccinazione contro le stesse infezioni previste per la prima. Tra gli undici e i tredici mesi, al bimbo viene somministrata la terza dose di vaccino contro le stesse infezioni previste nella seconda e nella prima vaccinazione.</p>
<p><strong>Tra i tredici e i quindici mesi,</strong> invece, viene effettuata la prima vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia e meningococco C. Il calendario vaccinale delle regioni può anche prevedere la somministrazione di una dose di vaccino contro la varicella. <strong>Tra i cinque ed i sei anni</strong>, si effettua la quarta dose di vaccino contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite, e la seconda dose di vaccino contro morbillo, rosolia, parotite e varicella.</p>
<p><strong>Tra gli undici e i diciotto anni,</strong> infine, si effettua la vaccinazione obbligatoria, detta “richiamo”, contro difterite e tetano e quella raccomandata contro pertosse, meningococco C e contro morbillo, rosolia, parotite e varicella se non effettuate negli anni precedenti. Per le ragazze, verso i dodici anni, è anche consigliata la vaccinazione in tre dosi contro il papilloma virus, responsabile del tumore al collo dell’utero.</p>
<p>Di fronte a un <strong>calendario</strong> così <strong>fitto</strong> è normale che i genitori sviluppino timori e dubbi sull’efficacia dei vaccini e sui rischi di reazioni avverse. In realtà, esistono solo alcune <strong>controindicazioni</strong> al vaccino, ovvero: terapia con immunosoppressori, malattie maligne dei tessuti e del sistema immunitario, allergia alle uova, per i vaccini preparati con derivati dell’uovo, allergia all’antibiotico “ neomicina”, per i vaccini che lo contengono, e solo per il vaccino antivaricella, gravidanza della madre o di altro componente del nucleo familiare.</p>
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		<title>Incidenti domestici: come prevenirli</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 14:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione bambino]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e incidenti domestici]]></category>
		<category><![CDATA[evitare incidenti domestici]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Si stima che gli incidenti domestici siano tra le prime cause di morte di mamme e bambini. La casa, infatti, con i suoi angoli e anfratti, può nascondere molte insidie, alcune di queste anche mortali. Quando si hanno bimbi piccoli o in un’età a rischio ( da zero a sei anni), gli incidenti domestici possono sempre verificarsi. Ciò che conta, però, nella crescita e</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Si stima che gli<strong> incidenti domestici</strong> siano tra le prime cause di morte di mamme e bambini. La casa, infatti, con i suoi angoli e anfratti, può nascondere molte insidie, alcune di queste anche mortali. Quando si hanno bimbi piccoli o in un’età a rischio ( da zero a sei anni), gli incidenti domestici possono sempre verificarsi. Ciò che conta, però, nella crescita e gestione dei più piccoli, è evitare quelli più <strong>tragici o dannosi</strong>. In questa breve guida ci occuperemo proprio della prevenzione degli incidenti domestici.</p>
<p>Prima di entrare nel merito occorre però definire correttamente il concetto di incidente domestico. Con questo termine si intende un sinistro in grado di causare il decesso o una parziale o totale invalidità. <strong>Cadute dalle scale o dal balcone</strong>, incendi, esplosioni a causa della bombola del gas, sono tra gli incidenti più comuni. Quelli che colpiscono frequentemente i più piccoli sono le cadute oppure sbattere la testa contro i sanitari del bagno, cassetti e spigoli di muri e arredi.</p>
<p>La prima regola per<strong> evitare e prevenire gli incidenti nei più piccoli</strong> è la loro stretta sorveglianza: mai lasciare i piccoli da soli o incustoditi. In caso di assenza dei genitori, i bimbi vanno affidati ai nonni e se questi sono troppo anziani, a persone più giovani e in grado di intervenire tempestivamente in caso di pericolo. La maggior parte degli incidenti domestici si previene anche vivendo in abitazioni strutturalmente sicure e arredate a prova di bambino.</p>
<p>Cadute e scivolamenti si possono prevenire usando <strong>rivestimenti e mattonelle antiscivolo</strong> e antisdrucciolo. Queste mattonelle presentano una superficie ruvida che impedisce lo scivolamento sia da scalzi che con qualsiasi tipo di calzatura. La casa inoltre deve avere una superficie abbastanza ampia che consenta di posizionare mobili, sanitari e arredi a una certa distanza l’una dall’altra. Negli spazi piccoli, infatti, gli arredi vengono posti addossati quasi l’uno all’altro e ciò intensifica la presenza degli spigoli e il conseguente rischio di incidenti. In ogni caso, gli <strong>spigoli</strong> vanno resi <strong>innocui</strong> rivestendoli <strong>tramite dei paraspigoli</strong>.</p>
<p>Accessi pericolosi, come scale, terrazzi e balconi, vanno adeguatamente protetti e delimitati da <strong>recinzioni protettive</strong>. Per le scale, ad esempio, esistono dei cancelletti metallici che si applicano proprio nella parte superiore delle stesse. Il bimbo però non deve mai essere lasciato solo in terrazza o sul balcone. Se la casa è dotata di un camino, ricordatevi di ricoprirlo con un parafuoco.</p>
<p>Porte e finestre con vetri vanno corredati da lastre in <strong>vetro infrangibile</strong> o da lastre di polipropilene che impediscono la formazione di frantumi in caso di rottura. I piani alti come tavoli, terrazze, balconi e finestre vanno accuratamente liberati da sedie e sgabelli. Sulle ante di porte, portone, finestre e nei cassetti, vanno applicati dei dispositivi antichiusura che evitano lo schiacciamento delle dita del bambino.</p>
<p>I bimbi vanno anche tenuti alla larga dalla possibilità di aprire e toccare oggetti pericolosi. <strong>Prodotti chimici, farmaci, cosmetici</strong>, profumi, detersivi, saponi e detergenti vanno dunque conservati <strong>lontano dalla</strong> loro<strong> portata</strong>. I cassetti con i farmaci o con altre sostanze pericolose vanno anche chiusi a chiave. I prodotti pericolosi vanno preferibilmente conservati in cassetti con lucchetto di sicurezza o in cassetti molto alti e inaccessibili ai <strong>bimbi</strong>.</p>
<p><strong>Stesse precauzioni</strong> vanno prese anche per gli<strong> oggetti taglienti</strong> come forbici e coltelli. Tenete i bambini lontani anche dalla<strong> manopola del gas </strong>e dalla<strong> pentola in ebollizione</strong> mentre cucinate. Le pietanze bollenti, inoltre, vanno sempre tenute al centro del tavolo e mai ai bordi. Bottiglie in vetro o plastica si collocano su tavoli alti in modo da essere inaccessibili ai più piccoli. Vietato anche lasciare incustoditi e con spina inserita, gli<strong> apparecchi elettrici</strong>.</p>
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		<title>Quanto sarà alto da grande?</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 08:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione bambino]]></category>
		<category><![CDATA[crescere in altezza]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Anche se appena nati i bimbi sembrano davvero “mignon”, non è detto che da grandi non possano raggiungere altezze ragguardevoli. Quello dell&#8217; altezza, poi, è il “leit motiv” di tutti i genitori, che appena diventano tali non fanno altro che chiedersi quanto sarà alto da grande il loro bambino. Naturalmente, si spera sempre che i figli non abbiano mai problemi di alcun tipo, altezza</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se appena nati i bimbi sembrano davvero “mignon”, non è detto che da grandi non possano raggiungere altezze ragguardevoli. Quello dell&#8217; <strong>altezza</strong>, poi, è il “leit motiv” di tutti i genitori, che appena diventano tali non fanno altro che chiedersi quanto sarà alto da grande il loro <strong>bambino</strong>. Naturalmente, si spera sempre che i figli non abbiano mai problemi di alcun tipo, altezza compresa, e che non restino troppo bassi o che, al contrario, non diventino alti come Lurch, il maggiordomo della famiglia Addams.</p>
<p>Ma quale potrebbe essere in teoria l’altezza ideale dei figli una volta diventati adulti? Di solito, parlando di altezza, la differenza tra maschi e femmine è di circa dodici centimetri, quindi l’altezza ideale del figlio da adulto dovrebbe essere compresa tra il metro e sessantotto ( femmina) e il metro e settantasette ( maschio). Il raggiungimento di questi standard è possibile combinando tra loro <strong>fattori genetici e alimentari</strong>. C’è da dire, però, che i primi influenzano l’altezza più di tutti gli altri. Vale a dire che se il bimbo ha genitori alti, da grande probabilmente sarà alto, se invece mamma e papà sono bassi, esistono parecchie probabilità che il bimbo da grande rientri nella categoria delle persone un po’ più basse della media.</p>
<div>
<h6><a class="button fancy big cta" href="#calcola-altezza-bambino">Calcola quanto sarà alto vostro figlio/a in base all&#8217;altezza di voi genitori</a></h6>
</div>
<p>La verità delle cose però non si riesce quasi mai a <strong>prevedere</strong> con esattezza ed è probabile che le caratteristiche genetiche vengano completamente stravolte durante il percorso di crescita del bimbo. Tuttavia, esistono delle formule matematiche e delle tabelle di riferimento che consentono di effettuare una prima stima <strong>dell&#8217;altezza</strong> che vostro figlio potrà raggiungere da grande. Troverete tutti i dati alla fine del nostro post.</p>
<p>Accorgimenti alimentari e <strong>stile di vita</strong> possono in un certo senso condizionare lo sviluppo in altezza del bambino. Si tratta di condizionamenti marginali rispetto ai già citati fattori genetici, ma che comunque possono regalare un paio di centimetri in più ai ragazzi una volta cresciuti.</p>
<p>Per <strong>stimolare l’ormone della crescita</strong>, ovvero il famigerato ormone GH, servono alimenti proteici, come latticini, carne e legumi. Nei primi mesi di vita del bimbo, le proteine essenziali vengono fornite dal latte materno, l’unico in grado di stimolare il veloce sviluppo del sistema muscolo scheletrico del neonato. Gli <strong>alimenti a base di carne e legumi</strong>, invece, da fornire al bimbo una volta svezzato, sembrano possedere tutte quelle proteine nobili in grado di favorire la crescita in altezza.</p>
<p>Il bimbo cresce bene in altezza anche se segue un’alimentazione sana e regolare e quindi ricca di tutte le altre tipologie di alimenti, tra cui <strong>cereali, verdure a foglia verde, frutta, pesce e formaggi</strong>. Molto utile è anche consumare cibi ricchi di ferro, zinco e vitamina D, quest’ultima fondamentale per lo sviluppo e l’allungamento delle ossa. Di contro, uno scorretto stile di vita può influenzare le prospettive di crescita del bambino.</p>
<p>In passato si credeva che l’eccesso di caffeina bloccasse la crescita, questa teoria è oggi del tutto infondata. Vera invece la tesi sul buon sonno, ovvero la necessità di far <strong>dormire</strong> il bimbo per il numero di ore necessarie alla sua età. Durante l’infanzia, i bimbi hanno bisogno di dormire da nove a undici ore di fila. Sembra infatti che l’apparato muscolo-scheletrico dei bimbi si allunghi e sviluppi proprio durante il sonno. La caffeina, quindi, essendo una sostanza eccitante, può impedire al bimbo di dormire <strong>bene</strong>.</p>
<p>Anche la <strong>malnutrizione blocca</strong> lo sviluppo in <strong>altezza</strong>. La carenza di minerali, ad esempio, specie dello zinco, può essere causa di rachitismo. Un altro fattore di arresto della crescita possono essere le terapie a base di farmaci steroidei. Sembra, infatti, che i bimbi asmatici curati con steroidi siano alti un centimetro in meno rispetto ai bimbi sani. Altri studi rivelano che i bimbi sottoposti <strong>a fumo passivo</strong> e gli adolescenti che iniziano a fumare precocemente restano più bassi rispetto ai ragazzi non fumatori.La regola per crescere bene anche in altezza è dunque una sola: stare lontani dalle cattive abitudini.<br />
<a name="calcola-altezza-bambino"></a></p>
<form name="statura" action="" id="statura">
    <script language="javascript" src="https://www.bimbi.net/misura/statura.js" type="text/javascript"></script><br />
    </p>
<div align="center">
<table width="96%"   class="tabella">
<tr>
<td>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="85%" bgcolor="#F0F7FA" class="imgcenter"   style="border:#B9DCFF 1px solid">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" bgcolor="#DDEEFF">STATURA PADRE<br />
                  <input onFocus="vo2clear()" size="8" name="staturapadre" /><br />
                  cm</td>
<td width="52%" colspan="3" bgcolor="#FFECF5">STATURA MADRE<br />
                  <input onFocus="vo2clear()" size="8" name="staturamadre" /><br />
                  cm</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="500" bgcolor="#F0F7FA" class="imgcenter" id="table111"   style="border:#B9DCFF 1px solid">
<tbody>
<tr>
<td width="172" rowspan="5"><input onClick="calcolatorestatura()" type="button" value="Calcolo Statura" name="Button1" style="font-weight: 700" /></td>
<td width="150" rowspan="2">
<p> Figlio<br />
                    <input size="6" name="staturafiglio" /><br />
                    cm</p>
</td>
<td  width="35">min</td>
<td  width="115"><input size="6" name="staturafigliomin" /><br />
                    cm </td>
</tr>
<tr>
<td>max</td>
<td><input size="6" name="staturafigliomax" /><br />
                    cm</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3"  height="8"></td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="2">Figlia<br />
                    <input size="6" name="staturafiglia" /><br />
                    cm</td>
<td>min</td>
<td><input size="6" name="staturafigliamin" /><br />
                    cm</td>
</tr>
<tr>
<td>max</td>
<td><input size="6" name="staturafigliamax" /><br />
                    cm</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
</tr>
</table></div>
</p></form>
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		<title>Come fare addormentare i piccoli</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 15:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Alimentazione neonato]]></category>
		<category><![CDATA[dormire]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quando in famiglia arriva un bebé, tutte le vecchie abitudini vengono inevitabilmente sconvolte, a partire da quella più importante: dormire. Per il piccolo, infatti, specie nei primi mesi, il vecchio detto “dolce dormire” sembra non valere. Per lui non esiste nemmeno tanta differenza tra il giorno e la notte, anche perché non è ancora capace di distinguerli. Il risultato sono notti insonni e scarso</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando in famiglia arriva un<strong> bebé</strong>, tutte le vecchie abitudini vengono inevitabilmente sconvolte, a partire da quella più importante: <strong>dormire</strong>. Per il piccolo, infatti, specie nei primi mesi, il vecchio detto “dolce dormire” sembra non valere. Per lui non esiste nemmeno tanta differenza tra il giorno e la notte, anche perché non è ancora capace di distinguerli. Il risultato sono notti insonni e scarso riposo, sia per il bimbo che per i genitori.</p>
<p>Il primo può comportarsi come un vero e proprio “urlatore” notturno, mentre mamma e papà possono cominciare a pensare di non essere dei bravi genitori. La realtà, per fortuna, non è mai così drammatica. L’importante è iniziare a capire fin da subito<strong> i ritmi del bimbo</strong>.</p>
<p>Durante i <strong>primi tre mesi di vita</strong>, quasi tutti i neonati vivono con disagio il distacco dal grembo materno. Immersi per nove mesi nel liquido amniotico, i piccoli non riescono ad adattarsi subito ai nuovi spazi e alle luci che caratterizzano l’alternarsi del giorno e della notte. Ecco perché, fin dal rientro dall’ospedale, bisogna abituare il bebé a capire la differenza tra il giorno e la notte.</p>
<p>Questa strategia (a dispetto della sua tenerissima età) lo renderà pian piano consapevole delle ore da destinare al <strong>riposo</strong>, escludendo le interruzioni per la pappa, che nei primi mesi avvengono ogni due, tre ore. A parte questi risvegli, sarebbe auspicabile che il piccolo dormisse in maniera tranquilla e regolare.</p>
<p>Le<strong> regole</strong> <strong>per far addormentare i</strong> nostri <strong>piccoli</strong> sono comunque semplici da applicare e possono condurre a risultati positivi in un brevissimo arco di tempo. Anzitutto è importante vestire il bebé con tutine comode e adatte alla stagione. Se il piccolo, infatti, avverte una sensazione di caldo o di freddo, tenderà a svegliarsi o a non dormire affatto. La <strong>stanza</strong> adibita alla carrozzina o alla culla, deve essere <strong>spaziosa</strong>. In genere, per agevolare la gestione delle poppate, il giaciglio del piccolo va posto nella camera matrimoniale. L’ambiente notturno deve essere silenzioso ( meglio senza Tv in camera) e illuminato solo da luci soffuse. La culla o la carrozzina vanno corredati da piccoli carillon che emettono suoni tipici delle <strong>ninne nanna</strong>.</p>
<p>Se il piccolo continua ancora a non volerne sapere di dormire, meglio prenderlo in braccio e passeggiare lentamente per la camera. Anche se molti lo sconsigliano, il <strong>contatto notturno</strong> <strong>con la mamma</strong>, specie nei primi mesi, ha l’effetto di rilassare il piccolo e di farlo sentire come se fosse ancora dentro la pancia. Non dimentichiamo che il neonato ha vissuto per nove mesi nel pancione materno e che l’adattamento a nuovi spazi richiede tempo e pazienza.</p>
<p>Di giorno, poi, meglio illuminare le camere con la luce del sole, in modo da abituare il bimbo alla differenza tra la luce del giorno e il buio della notte. Anche una <strong>posizione comoda</strong> può agevolare il sonno del bebé. Quella consigliata dagli esperti è la posizione<strong> supina</strong>, mentre quella a pancia in giù è da evitare perché potrebbe causare la cosiddetta “ morte nella culla”. Dibattuta e controversa è invece la posizione su  un lato, che alcuni esperti definiscono pericolosa. Trattandosi di bebé comunque, bisogna anzitutto pensare alla loro sicurezza. Pertanto ci sentiamo di consigliare solo la posizione supina. Il bimbo va posto preferibilmente su un <strong>materasso rigido e senza cuscino</strong>. </p>
<p>Se poi, i nostri piccoli tendono ancora a sfuggire alle braccia di Morfeo, si può tentare una <strong>strategia</strong> pedagogica molto <strong>efficace</strong>: farli giocare di giorno affinché arrivino stanchi e insonnoliti per la notte. Parlategli, sorridetegli, comportatevi come dei giullari, prendeteli e alzateli in alto per fare “opla, opla”. Vedrete che l’energia e la fatica spese durante il giorno, di notte si trasformeranno in una dolce nanna per tutti: bebé e genitori compresi!</p>
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