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	<title>Bimbi</title>
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	<description>Informazioni, strumenti e consigli per mamma e papà</description>
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		<title>Disturbi del linguaggio nei bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 06:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questo articolo affronteremo un tema delicate, importante e purtroppo ricorrente quale quello dei disturbi del linguaggio nei bambini. Un bambino, inizia fin dalla prima infanzia a sviluppare delle competenze di linguaggio, distinguendo ad esempio già dal primo mese dei rumori e producendo poi verso i sei mesi, i primi suoni (in particolare tende a ripetere sempre una stessa lettera e a imitare dei</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo affronteremo un tema delicate, importante e purtroppo ricorrente quale quello dei <strong>disturbi del linguaggio nei bambini</strong>.<br />
Un bambino, inizia fin dalla prima infanzia a sviluppare delle competenze di linguaggio, distinguendo ad esempio già dal primo mese dei rumori e producendo poi verso i sei mesi, i primi suoni (in particolare tende a ripetere sempre una stessa lettera e a imitare dei semplici suoni riportati dagli adulti a lui cari). Il linguaggio nei bambini comincia quindi a svilupparsi e assumere delle prime forme, con un percorso che prevede due importanti e successive fasi:</p>
<ul>
<li>Tra i 9 ed i 13 mesi, il linguaggio del bambino comincia ad arricchirsi con parole che identificano persone a loro care come la mamma o i nonni, oltre che parole di uso comune (pietanze o giocattoli).</li>
<li>Tra i due e i tre anni ci si avvia verso un’ accelerazione dell&#8217;apprendimento e maggiori proprietà di linguaggio del bambino.</li>
</ul>
<p>Sebbene queste fasi siano standard e ricorrenti nella maggior parte dei bambini, potrebbero esistere delle differenze circa i tempi di reazione, lo <a title="Sviluppo del linguaggio nel bambino" href="http://www.bimbi.net/sviluppo-del-linguaggio-nel-bambino.html">sviluppo del linguaggio </a>ed eventuali disturbi da correggere mediante esercizi specifici di logopedia.</p>
<h3>Linguaggio del bambino, le cose più importanti da sapere</h3>
<p>Un ruolo chiave è giocato dai genitori, che possono stimolare queste importanti fasi di apprendimento e sviluppo della comunicazione del bambino, con una maggiore interazione e in particolare:</p>
<ul>
<li>Stimolando la curiosità del bambino, raccontando delle storie e per catturare la sua attenzione coinvolgendolo nel racconto.</li>
<li>Contribuendo ad arricchire il vocabolario del bambino, insegnandogli sotto forma di gioco delle nuove parole.</li>
<li>Non sforzando il bambino nello sviluppo delle parole e attendere con pazienza i suoi tempi.</li>
</ul>
<p>In genere, i bambini completano il loro percorso di apprendimento e di acquisizione del linguaggio entro i tre anni, ed eventuali difficoltà o disturbi del piccolo dopo tale periodo, possono essere affrontanti cercando di creare situazioni in cui il bambino è a suo agio e possa parlare o formulare un discorso senza pressioni o comportamenti che evidenzino la presenza di un ritardo. Può essere utile, in questi casi, anche iniziare degli esercizi di logopedia per ridurre ed eliminare i disturbi del linguaggio più frequenti o rivolgersi ad un logopedista per delineare con lui il percorso più adatto e soprattutto non invasivo per superare il ritardo del linguaggio.</p>
<h3>Quando iniziano a parlare i bambini?</h3>
<p>I primi 3 anni di vita, sono le tappe fondamentali da seguire per l&#8217;apprendimento del linguaggio dei bambini e dove stimoli e giochi per coinvolgere l&#8217;interazione con il piccolo, sono elementi che possono favorire dei tempi più rapidi in cui iniziare a parlare. Esistono, infatti, delle tappe standard che tendono a ripetersi in ogni bambino e che possiamo racchiudere in 4 importantissimi momenti:</p>
<ul>
<li>2 mesi, il bambino riproduce i primi suoni di natura vegetativa come sbadigli o pianto.</li>
<li>6 mesi, il bambino ripete suoni molto meccanici con lettere semplici. Inoltre, comincia ad interagire con gli adulti.</li>
<li>18 mesi, il bambino è in grado di pronunciare più parole e a realizzare i primi discorsi.</li>
<li>3 anni, il bambino è in grado di usare anche 2-3 frasi alla volta e interagire maggiormente con l&#8217;adulto.</li>
</ul>
<p>E&#8217; dai 3 anni che i bambini cominciano a parlare correttamente e dove la presenza di frasi incomplete o parole non pronunciate correttamente possono essere segnali di potenziali disturbi del linguaggio. Questi possono essere affrontati mediante un primo confronto con il pediatra (e successivamente con visite specializzate presso un logopedista) pur senza allarmare o creare pressioni al bambino.</p>
<h3>Quali dei disturbi del linguaggio nei bambini sono più frequenti?</h3>
<p>Esistono dei disturbi del linguaggio più frequenti in un bambino che possono essere risolti con il tempo e con percorsi che mirano a intervenire sul problema alla fonte, ed evitare che tali problemi possano evolversi in disturbi più gravi dell&#8217;apprendimento (ad esempio per la lettura o la scrittura). Tra i più ricorrenti vi sono il disturbo della fonazione e le balbuzie. Nel primo caso il bambino è incapace di articolare in modo corretto parole di uso comune e può essere risolto con interventi di logopedia mirati al disturbo della fonazione.</p>
<p>Per le balbuzie, il problema è nell&#8217;emissione del linguaggio con prolungamento dei suoni o interruzioni durante la pronuncia. Inoltre, potrebbe manifestarsi tale problema in situazioni di forte tensione emotiva o per motivi ereditari e che impongono un pronto intervento con apposite terapie per favorire il corretto apprendimento del bambino e rimuovere un ritardo del linguaggio. In alcuni casi, possono essere presenti anche dei disturbi dell&#8217;espressione del linguaggio con difficoltà del bambino nell&#8217;apprendere parole nuove o la tendenza ad usare frasi molto corte o con errori grammaticali. In questi casi, si tratta di un problema più specifico nel ritardo del linguaggio, che impone percorsi mirati.</p>
<h3>Logopedia: cos&#8217;è, quali problemi può risolvere, esercizi logopedia</h3>
<p>La logopedia è una disciplina specifica che si occupa dello studio del linguaggio per eliminare i difetti di forma e correggere i disturbi più frequenti che possono sorgere in un bambino nei primi anni di vita. Il suo obiettivo è di intervenire per risolvere problemi più frequenti nello sviluppo della comunicazione del bambino, come difficoltà nell&#8217;esprimere dei concetti, difficoltà a parlare o errore nei suoni. Il tutto, è svolto con sedute in cui si interagisce con il bambino e si interviene con forme di gioco (ed eventualmente anche con la partecipazione dei genitori per creare un ambiente più familiare) per fare pratica e provare i primi esercizi di logopedia.<br />
Quali esercizi possono essere utili per aiutare il bambino a superare i disturbi del linguaggio senza subire troppe pressioni? Eccone alcuni:</p>
<ul>
<li>Memory, in cui il bambino deve individuare le figure simili, questo esercizio che è molto utile per stimolare la memoria e l&#8217;attenzione ai particolari.</li>
<li>Lettura di storie illustrate in cui coinvolgere il bambino nel formulare gli sviluppi di una storia e nel cominciare a individuare da solo le parole di uso più comune.</li>
<li>Pronuncia delle parole, mediante la ripetizione di parole associate alle immagini e che permette al bambino di sviluppare delle prime capacità di dialogo.</li>
</ul>
<p>Inoltre, è importante che il tutto sia vissuto sempre come un gioco dal bambino e che gli esercizi siano svolti anche a casa in un ambiente familiare e con i propri genitori, in modo da facilitare l&#8217;apprendimento sulla comunicazione ed eliminare i disturbi di linguaggio più frequenti.</p>
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		<title>Test di Gravidanza, quali sono e come eseguirli correttamente</title>
		<link>https://www.bimbi.net/test-di-gravidanza-quali-sono-e-come-eseguirli-correttamente.html</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 18:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione in gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I test di gravidanza, permettono alla potenziale madre di conoscere il suo stato, laddove si voglia verificare se si aspetta un bambino. Esistono diversi test disponibili per la suddetta verifica e in particolare con test fai da te o analisi del sangue. Il test fai da te, è quello più immediato per conoscere se la donna è incinta e può essere eseguito anche dal</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>test di gravidanza</strong>, permettono alla potenziale madre di conoscere il suo stato, laddove si voglia verificare se si aspetta un bambino.<br />
Esistono diversi test disponibili per la suddetta verifica e in particolare con test fai da te o analisi del sangue. Il test fai da te, è quello più immediato per conoscere se la donna è incinta e può essere eseguito anche dal primo giorno di ritardo della mestruazione.</p>
<p>In questo caso, si acquista il prodotto direttamente in farmacia (in alcuni casi anche al supermercato) e mediante un test sulle urine si attende la risposta sul proprio stato &#8220;interessante&#8221;. I costi, inoltre, sono molto contenuti e permettono in pochi minuti di ottenere un risultato sulla gravidanza abbastanza attendibile. In alternativa, è possibile eseguire un test di gravidanza presso laboratori specializzati e verificare mediante un prelievo di sangue se vi sono sintomi di gravidanza.</p>
<p>Il test, può essere eseguito dopo 10 giorni dalla data in cui si presume il concepimento del bambino e con una risposta in tempi molto veloci (entro 1 o 2 giorni). Il costo del test di gravidanza mediante analisi del sangue, è di poco superiore ai test fai da te, ma con una maggiore affidabilità circa l&#8217;esito dei risultati. In questa guida, saranno tanti gli aspetti trattati sull&#8217;argomento e per aiutare la potenziale mamma a decidere quale test utilizzare. Ecco, infatti, i tre punti che saranno affrontati:</p>
<ul>
<li>Quali sono i test disponibili: test fai da te e analisi del sangue.</li>
<li>Come si fa il test di gravidanza.</li>
<li>Quanto sono affidabili i test di gravidanza e quanto costano.</li>
</ul>
<h3>Test fai da te, analisi del sangue o entrambi?</h3>
<p><strong>Il test gravidanza fai da te</strong>, può essere eseguito dopo due settimane dal presunto concepimento o comunque dal primo giorno di ritardo del ciclo mestruale. Può essere svolto in un qualsiasi momento della giornata (anche se in genere è consigliabile la mattina appena sveglie) e prevede un riscontro del test mediante l&#8217;esame dell&#8217;urina. La potenziale madre, può acquistare il test in farmacia o al supermercato e utilizzarlo direttamente a casa per verificarne comodamente il risultato. L&#8217;obiettivo, è di verificare la presenza nelle urine di una sostanza nota come gonadotropina corionica umana (beta- HCG) che è alla base della futura formazione della placenta. Tra i pro, il facile utilizzo del test da parte della potenziale mamma e risultati veloci sul proprio stato dopo pochi minuti (laddove si identifichi la presenza del beta-HCG nelle urine). Tuttavia, la tempistica in cui poter eseguire il test è più lunga rispetto al test del sangue in laboratorio, bisogna infatti attendere almeno il 1° giorno di ritardo.</p>
<p><strong>Il test di gravidanza con esami del sangue</strong>, ha lo stesso obiettivo dei test fai da te, ossia confermare lo stato di gravidanza mediante la rilevazione del beta HCG all&#8217;interno del sangue (e non nelle urine). Può, tuttavia, essere eseguito in tempi più veloci rispetto al test fai da te e a partire da una settimana dalla data del presunto concepimento del bambino. Viene quindi prelevato del sangue dalla potenziale mamma e analizzata la presenza del beta HCG, con risultati che in genere possono essere consegnati in giornata o dopo uno o due giorni. Tra i pro, vi sono quelli di test abbastanza affidabili e da poter eseguire già a partire dai 7-10 giorni da un presunto sintomo di gravidanza, mentre tra i contro, vi sono dei costi un pò più alti rispetto ad un test fai da te e di dover comunque recarsi in laboratorio per eseguire il prelievo del proprio sangue per ulteriori conferme e per verificare il livello del beta HCG.</p>
<h3>Come si fa il test di gravidanza?</h3>
<p>Un test di gravidanza, è facile da eseguire e permette in tempi molto veloci di confermare i sintomi di gravidanza e di concepimento del feto. E&#8217; da decidere soprattutto la modalità di test da svolgere e con una scelta che può essere guidata da vari fattori:</p>
<ul>
<li><strong>Tempistiche a disposizione</strong> nel voler confermare dei sintomi di gravidanza. Con test che possono essere eseguiti a partire dai 7 giorni dalla data di presunto concepimento per le analisi del sangue in laboratorio e a partire dai 15 giorni o primo giorno di ritardo del ciclo, per le analisi sulle urine con test fai da te.</li>
<li><strong>Costi da voler sostenere</strong> per la verifica della gravidanza. Il test fai da te presenta dei costi minori rispetto al test in laboratorio.</li>
<li><strong>Modalità per eseguire il test</strong> con una scelta tra il proprio domicilio (test fai da te sulle urine) o in laboratorio (esami del sangue).</li>
</ul>
<p>Il test di gravidanza fai da te, impone di leggere attentamente le istruzioni sul suo corretto utilizzo. E&#8217; infatti importante, che la striscia farmaceutica o il test digitale sia inserito sotto il flusso di urina della potenziale madre per verificare dopo pochi minuti la formazione di un colore (e la presenza o l&#8217;assenza di gravidanza). Il test di gravidanza in laboratorio, invece, prevede solo di recarsi in un laboratorio specializzato per il prelievo del sangue e nell&#8217;attendere in giornata o al massimo nel giorno seguente, i risultati del test (con conferma o meno dello stato di gravidanza).</p>
<h3>Quanto sono affidabili i test di gravidanza e quanto costano</h3>
<p>I test di gravidanza sono molto affidabili e prevedono una percentuale del 99% per i test fai da te (con analisi sulle urine) e del 100% per i test in laboratorio (con analisi del sangue). Tuttavia, è spesso consigliabile utilizzare dei test fai da te solo per una prima conferma sui sintomi della gravidanza e optare comunque per controlli sullo stato di gravidanza mediante le analisi del sangue.</p>
<p>Il costo del test di gravidanza, invece, prevede cifre abbastanza accessibili e comprese a partire da 7 euro per i test fai da te da acquistare in farmacia o in supermercato. In molti casi, è possibile trovare in commercio anche confezioni con due test (con prezzi a partire da 15 euro) per una ulteriore conferma dello stato di gravidanza. Costi medi a partire da 20 euro, per i test del sangue presso i laboratori specializzati, da poter verificare personalmente recandosi in struttura (sono spesso consigliati anche dagli stessi ginecologi per verificare anche i propri valori del sangue e il dosaggio della beta HCG).</p>
<p>Per una guida completa sulle esenzioni in gravidanza vi suggeriamo di visitare la pagina dedicata sul sito del Ministero della salute: <a href="http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1016&amp;area=esenzioni&amp;menu=vuoto" target="_blank">Esenzioni in gravidanza</a></p>
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		<title>Diagnosi prenatale, guida agli esami in gravidanza</title>
		<link>https://www.bimbi.net/diagnosi-prenatale-guida-agli-esami-in-gravidanza.html</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 12:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le diagnosi prenatale sono tra gli esami più importanti da eseguire in gravidanza e possono essere suddivisi in base al loro grado di invasività, in due categorie: Analisi prenatale non invasive come il NIPT, il non invasive prenatale testing. Analisi prenatale invasive come la amniocentesi e la villocentesi. Negli esami in gravidanza, soprattutto laddove la madre superi i 35 anni di età o presenti</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>diagnosi prenatale</strong> sono tra gli esami più importanti da eseguire in gravidanza e possono essere suddivisi in base al loro grado di invasività, in due categorie:</p>
<ul>
<li><strong>Analisi prenatale non invasive </strong>come il <strong>NIPT</strong>, il non invasive prenatale testing.</li>
<li><strong>Analisi prenatale invasive </strong>come la amniocentesi e la villocentesi.</li>
</ul>
<p><br/><br />
Negli esami in gravidanza, soprattutto laddove la madre superi i 35 anni di età o presenti malattie genetiche o cromosomiche in famiglia (anche nel caso del proprio partner) è richiesto di eseguire alcuni di questi esami, in modo da tenere sotto controllo lo stato del feto e verificare la presenza di anomalie cromosomiche o genetiche. Il <strong>test prenatale non invasivo</strong>, è una prima modalità di questi esami, ed è svolto nelle prime settimane di gravidanza mediante un piccolo prelievo di sangue della madre al fine di analizzare la composizione del DNA e verificare la presenza di eventuali anomalie. E&#8217; consigliata, soprattutto nel caso di una età avanzata della futura mamma e per verificare eventuali rischi della gravidanza su anomalie cromosomiche quali la Sindrome di Down. E&#8217; una tecnica, che presenta come pro la non invasività nel feto e il raggiungimento di diagnosi prenatali non invasive importanti circa la presenza di eventuali anomalie cromosomiche in tempi più veloci. Tra i contro, invece, gli alti costi che questa tecnica comporta per essere eseguita rispetto ad altre analisi altrettanto importanti in gravidanza.</p>
<p><strong>Le analisi invasive</strong>, sono svolte tra i due e i tre mesi di vita del feto e sono tra gli esami in gravidanza più importanti da eseguire per verificare come procede quest&#8217;ultima. In particolare, <strong>l&#8217;amniocentesi</strong>, prevede un prelievo del liquido amniotico per la verifica di eventuali malattie genetiche del feto. Tra i pro, vi sono i tempi molto veloci per ricevere le diagnosi prenatali invasive (in circa 20 giorni) mentre tra i contro, la tecnica comunque invasiva con un rischio di perdita fetale sullo 0,5%. La <strong>Villocentesi</strong>, invece, è svolta con prelievi di piccole quantità di villi coriali (ossia la parte embrionale della placenta). L&#8217;obiettivo, è di verificare la presenza di malattie genetiche nel feto e rispetto ad altre tecniche invasive, presenta delle diagnosi più complete. Tra i pro della Villocentesi, vi sono i tempi veloci della diagnosi sullo stato del feto rispetto alla presenza di malattie genetiche, mentre tra i contro, la possibilità di rischio di perdita fetale attorno all&#8217;1%.</p>
<h2>NIPT, test prenatale non invasivo</h2>
<p><em>Come si fa, a cosa serve, pro e contro, dove farlo, quanto tempo passa per avere il risultato, quanto costa?</em></p>
<p>Il <strong>NIPT è un test prenatale</strong> <strong>non invasivo</strong> di ultima generazione che permette di individuare con maggiore precisione la presenza di malattie genetiche nel feto e di una delle anomalie cromosomiche più diffuse come la sindrome di Down (con la presenza di una terza copia del cromosoma 21). E&#8217; un test, consigliato soprattutto nel caso di madri in età avanzata (e in particolare dai 40 anni in su) e che, a differenza di altre analisi prenatale come la amniocentesi e la villocentesi (ossia tecniche invasive) permette di raggiungere il medesimo risultato sul controllo nel feto da anomalie genetiche in modo meno aggressivo e soprattutto non invasivo.</p>
<p>Il NIPT, è il non invasive prenatale testing, ed è una analisi prenatale non invasiva eseguita sul sangue della madre e nel controllo sulle cellule provenienti dalla placenta del DNA del feto. Serve, per individuare anomalie cromosomiche e per individuare alcune importanti malattie come la sindrome di Down. Tra i pro di questa tecnica, vi è quella di una maggiore percentuale di precisione delle diagnosi prenatali non invasive nel definire la presenza di anomalie cromosomiche e con una minore invasione rispetto a tecniche analoghe come la amniocentesi (con rischio di perdita fetale dell&#8217;1%). Tuttavia, presenta tra i suoi contro, dei costi ancora troppo alti e non coperti dal servizio sanitario nazionale. Per eseguire le analisi del NIPT, infatti, è necessario rivolgersi a delle strutture private e con costi da sostenere anche attorno ai 1100 euro.</p>
<p><em>Come si fa il test prenatale non invasivo NIPT? </em>E&#8217; sufficiente un prelievo di sangue della madre e la verifica dei frammenti di placenta contenuti al suo interno. Lo scopo, è di analizzare la presenza di tre importanti trisomie collegate alle malattie genetiche più diffuse al mondo: Trisomia 21 e sindrome di Down, Trisomia 13 e sindrome di Patau, Trisomia 18 e sindrome di Edwards. Può essere eseguita dalla decima settimana di gravidanza e con una diagnosi consegnata in genere entro le 2 settimane. Al momento, i test non sono coperti dal servizio sanitario nazionale e possono essere eseguiti solo presso strutture private. Di conseguenza, è necessario prima informarsi presso le strutture autorizzate a tale tecnica e dei servizi offerti con relativi costi. <em>Quali elementi in particolare sono da verificare prima di eseguire le suddette analisi in gravidanza?</em></p>
<ul>
<li>Assistenza sulle procedure per il prelievo del sangue della madre e analisi sui frammenti di placenta del feto.</li>
<li>Costi richiesti dalla struttura per eseguire le analisi e tempi di consegna della diagnosi.</li>
<li>Eventuale assistenza nel caso in cui il risultato sia positivo e si verifichi la presenza di anomalie genetiche quali la sindrome di Down.</li>
</ul>
<p>Trovate maggiori informazioni sul sito del Ministero della Salute al seguente link: <a href="http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&#038;id=2381">NIPT &#8211; Linea guida</a><br />
<br/></p>
<h2>Amniocentesi</h2>
<p><em> come si fa, a cosa serve, pro e contro, dove farlo,  quanto tempo passa per avere il risultato, quanto costa?</em></p>
<p><strong>L&#8217;amniocentesi</strong>, è una analisi prenatale per la prevenzione di malattie genetiche nel feto e si fa mediante un prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico. Eseguito attorno alla 16°settimana, è consigliato soprattutto per le donne con una età superiore ai 35 anni o con la presenza in famiglie di patologie cromosomiche e per le quali è prevista anche la possibilità di accesso ad esami in modo gratuito presso delle strutture sanitarie pubbliche.</p>
<p>L&#8217;amniocentesi è svolta in ambulatorio mediante una puntura trans addominale per il prelievo del liquido amniotico e per rivelare delle anomalie cromosomiche come la sindrome di Down e con tempi di diagnosi entro i 20 giorni. Essendo una tecnica invasiva, può comportare dei rischi per la perdita del liquido amniotico e per la perdita fetale (con percentuali tuttavia basse dello 0,5%). Tra i pro di questa tecnica, vi è la prevenzione sul feto nel poter conoscere per tempo la presenza di anomalie cromosomiche come la sindrome di Down e di test che possono essere eseguiti gratuitamente in molte strutture pubbliche.</p>
<p>In particolare, le diagnosi prenatale sull&#8217;amniocentesi, possono essere gratuite nel caso di donne con età superiore ai 35 anni o con anomalie genetiche già verificate in famiglia, ossia con una maggiore percentuale di rischio rispetto alla possibilità che si verifichi anche nel feto tale anomalia. In alternativa, è possibile richiedere tali analisi anche in strutture private, ma i costi previsti sono più alti e in genere a partire dai 600 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Villocentesi</h2>
<p><em>Come si fa, a cosa serve, pro e contro, dove farlo,  quanto tempo passa per avere il risultato, quanto costa?</em></p>
<p><strong>La Villocentesi</strong> è una ulteriore analisi prenatale per la prevenzione di malattie cromosomiche e genetiche del feto e con prelievi dei villi coriali (ossia di una componente molto importante per la placenta). Viene eseguita dalla 11° settimana di gravidanza attraverso una puntura sull&#8217;addome della donna o in alternativa sulla cervice uterina per le analisi sullo stato del feto. Permette sia di individuare la presenza di eventuali anomalie cromosomiche come la sindrome di Down (laddove si individui il Trisoma 21) e sia di eventuali malattie generiche come la fibrosi cistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono in genere sottoposte alle tecniche di Villocentesi, le donne in età avanzata o coppie con precedenti figli soggetti ad anomalie cromosomiche o a rischio di malattie genetiche come la fibrosi cistica. In tali casi, tra l&#8217;altro, gli esami possono essere eseguiti gratuitamente presso delle strutture pubbliche. In alternativa, è possibile rivolgersi anche a strutture private, ma con costi più alti a partire da 1000 euro. Altre informazioni importanti da conoscere rispetto a questa tecnica, sono sui pro e i contro. Tra i pro, i tempi di risposta della diagnosi di circa 20 giorni e della possibilità di poter eseguire dei controlli nel feto e sul rischio di malattie genetiche o cromosomiche prima di altre tecnica invasive come la amniocentesi. Tra i contro, invece, i rischi di perdita fetale stimati su percentuali dell&#8217;1% (comunque basse) e perdita di sangue per la madre (con rischi comunque bassi).</p>
<h2>Analisi invasive e non invasive, pro e contro</h2>
<p>Le tecniche non invasive, sono quelle al momento più all&#8217;avanguardia per la verifica nel feto di anomalie cromosomiche, sono più precise e soprattutto con un minore rischio di perdita fetale. Tuttavia, gli alti costi ancora presenti possono portare a propendere verso soluzioni alternative e con percentuali comunque significative sui risultati forniti nelle diagnosi prenatale come la amniocentesi e la villocentesi (ossia tecniche invasive). Nella maggior parte dei casi, infatti, tali analisi possono essere eseguite gratuitamente presso strutture sanitarie pubbliche (soprattutto nel caso di donne con una età superiore ai 35 anni) e portare ad una percentuale di affidabilità comunque alta. Ad ogni modo, è consigliabile valutare caso per caso a quale tecnica sottoporsi per gli esami in gravidanza, relativi costi e di:</p>
<ul>
<li>Tempi di esecuzione delle analisi tra la nona e la decima settimana per le analisi prenatale non invasive e nei primi mesi di gravidanza per le analisi prenatale invasive come l&#8217;amniocentesi e la villocentesi.</li>
<li>Il NIPT è tra le migliori tecniche non invasive per individuare la presenza di malattie genetiche o anomalie cromosomiche come la sindrome di Down.</li>
<li>L&#8217;amniocentesi è una tecnica invasiva per individuare la presenza di eventuali malattie genetiche nel feto. Il prelievo e le analisi sono eseguite attorno alla 16° settimana sul liquido amniotico e permettono di individuare anomalie cromosomiche come la sindrome di Down.</li>
<li>La villocentesi, è una tecnica invasiva che può essere eseguita dalla 11° settimana di vita del feto e per individuare la presenza di eventuali malattie genetiche come la fibrosi cistica o di anomalie cromosomiche come la sindrome di Down.</li>
</ul>
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		<title>Sviluppo del linguaggio nel bambino</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 10:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento bambini]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento bambini]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo sviluppo del linguaggio nel bambino è un processo dettato da fasi precise che richiedono il giusto tempo. La prima di queste fasi nasce dai primi scambi di parole con il neonato. Questa comunicazione iniziale benché sia ancora rudimentale non va sottovalutata anzi è stato provato che la qualità del linguaggio che il bambino udirà lo aiuterà ad acquisire un lessico preciso e ricco</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sviluppo del linguaggio nel bambino è un processo dettato da fasi precise che richiedono il giusto tempo.<br />
La prima di queste fasi nasce dai primi scambi di parole con il neonato.<br />
Questa comunicazione iniziale benché sia ancora rudimentale non va sottovalutata anzi è stato provato che la qualità del linguaggio che il bambino udirà lo aiuterà ad acquisire un lessico preciso e ricco di termini.</p>
<h2>Il termine esatto</h2>
<p>Come sappiamo la fase in cui il bambino comincia ad articolare le prime parole è preceduta da una fase in cui pur non parlando il bambino piccolo capisce e assimila quello che sente.<br />
E&#8217; in seguito tra i 15 mesi e i 3 anni che il linguaggio si evolve in modo più spedito e a volte sorprendente a meno di <a title="Disturbi del linguaggio nei bambini" href="http://www.bimbi.net/disturbi-del-linguaggio-nei-bambini.html">disturbi del linguaggio</a>.<br />
E&#8217; importante accompagnare queste fasi di ascolto e aiutarlo ad acquisire un lessico ricco e preciso cercando di utilizzare i termini esatti per descrivere il mondo che lo circonda.<br />
Ad esempio se ci troviamo in campagna e indichiamo una margherita al nostro piccolo, non limitiamoci a dire &#8220;Fiore&#8221; pensando che l&#8217;informazione sia sufficiente per la sua età.<br />
Pronunciamo piuttosto il suo nome &#8220;margherita&#8221; o &#8220;girasole&#8221;, per un bambino l&#8217;importante è di udire il termine preciso di ciò che portiamo alla sua attenzione.<br />
L&#8217;invito è quindi quello di superare ogni esitazione e ad adoperare la parola esatta, per il bambino la realtà acquista maggior interesse e ricchezza se la descriviamo con le parole appropriate.<br />
Un&#8217;altra resistenza tipica di molti genitori è quella di creare una sorta di &#8220;barriera di sicurezza&#8221; tra gli oggetti e il piccolo.<br />
Sebbene sia del tutto normale vigilare su ciò con cui il piccolo viene in contatto dall&#8217;altra parte è essenziale per il bambino osservare, manipolare, annusare le cose reali, questo lo aiuterà a collegare le parole agli oggetti da esse designati.<br />
Questo chiaramente vale non solo per gli oggetti inanimati ma anche per le sue esperienze e le sue sensazioni quotidiane che necessitano del nostro aiuto per essere identificate e successivamente nominate con il giusto termine.</p>
<h2>La lettura</h2>
<p>Durante il periodo d&#8217;apprendimento del linguaggio è molto importante leggere quotidianamente un libro al bambino.<br />
In questo modo il bambino memorizzerà sia il linguaggio orale nel corso della giornata che quello scritto quando gli leggiamo un libro.</p>
<p>Questo binomio orale-scritto è un arricchimento prezioso in quanto il libro propone un diverso modo di raccontare e contiene termini spesso più ricercati del lessico orale utilizzato durante la giornata.<br />
La lettura dovrebbe diventare un rito quotidiano, fatto di racconti, fiabe e poesie che coccolano il piccolo mentre ne stimolano il senso del ritmo e l&#8217;immaginario.<br />
Oltre a ritagliarci un pò di tempo tutti i giorni è importante anche individuare una zona &#8220;relax&#8221; a casa da dedicare alla lettura.<br />
Basta un posto comodo, intimo dove troveranno posto dei cuscini e dei libri che possano essere alla portata del bambino.</p>
<p>Rendere i libri accessibili aiuta il bambino a comprenderne l&#8217;importanza e lo abitua alla lettura come gesto spontaneo da fare ogni volta che ne ha voglia.<br />
L&#8217;importanza del libro viene percepita dal bambino anche facendo una distinzione con i giocattoli. Un suggerimento che ci viene dagli esperti è quello di non mescolare i giocattoli con i libri, questo per rinforzare anche a livello spaziale il concetto che i libri  sono oggetti preziosi e da maneggiare con cura.</p>
<h2>La scelta di libri</h2>
<p>Abbiamo parlato di come i libri giochino un ruolo da protagonista nello <strong>sviluppo del linguaggio nel bambino</strong> per questo bisogna sceglierli con cura.<br />
Che sia colorato e chiassoso non è sempre sinonimo di un buon libro specie per i bimbi piccoli.<br />
Libri con un eccesso di stimoli possono avere l&#8217;effetto apposto e causare distrazione anziché rilassare e far concentrare i nostri bambini su una storia o un argomento.<br />
Teniamo conto che il bambino specie dopo i 3 anni desidera scoprire il mondo reale per cui l&#8217;argomento del libro dovrebbe basarsi sulla realtà.<br />
In questo caso prima di sottoporre il libro al bambino leggiamola per verificarne il significato che sia appropriato alla sua età.<br />
Sebbene in modo del fantastico e l&#8217;immaginario sono senza dubbio molto attraenti, le storie vere sono la migliore preparazione a un&#8217;immaginazione creativa e allo sviluppo del linguaggio nel bambino.</p>
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		<title>Casa dei bambini</title>
		<link>https://www.bimbi.net/casa-dei-bambini.html</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2016 14:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento bambini]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento bambini]]></category>
		<category><![CDATA[casa dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Casa dei bambini è un ambiente di vita progettato e realizzato da Maria Montessori, vera e propria pioniera in Italia e nel mondo nel campo della pedagogia. Rappresentata da un vero e proprio ambiente arredato, che può essere l’asilo o la scuola primaria, la Casa dei bambini si propone come un ambiente in grado di aiutare lo sviluppo psicomotorio e sensoriale dei più</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Casa dei bambini</strong> è un ambiente di vita progettato e realizzato da Maria Montessori, vera e propria pioniera in Italia e nel mondo nel campo della pedagogia. Rappresentata da un vero e proprio ambiente arredato, che può essere l’asilo o la scuola primaria, la Casa dei bambini si propone come un ambiente in grado di aiutare lo sviluppo psicomotorio e sensoriale dei più piccoli.</p>
<p>Secondo gli studi compiuti dalla Montessori, la Casa dei bambini potrebbe davvero contribuire al percorso di crescita dei nostri figli, aiutandoli a formarsi in maniera sana, responsabile e senza comportamenti deviati.<br />
La prima Casa dei bambini venne fondata a Roma nel 1907. Inizialmente si trattava di una struttura adatta ai bambini disabili, poi, come constatò la stessa dott.ssa Montessori, l’ambiente, l’arredo e la disposizione degli oggetti, non solo stimolavano la concentrazione dei bambini portatori di disabilità, ma anche di quelli sani.<br />
La Casa dei bambini, dunque, vera e propria manifestazione reale e vivente del famoso metodo Montessori,  venne così estesa anche ai bambini sani, di età compresa tra i tre ed i sei anni. E’ questa, infatti, l’età in cui i bambini, aiutati dalle attività ludiche e di iniziale apprendimento, completano il loro sviluppo sensoriale. Il progetto relativo alla Casa dei bambini si compone di uno spazio dove i più piccoli possono giocare, muoversi e apprendere liberamente i concetti necessari alla loro formazione.<br />
La disposizione dei mobili, degli oggetti e la forma degli spazi rispecchia infatti questo fondamentale concetto.</p>
<h2>Guidare i bimbi all&#8217;autocorrezione</h2>
<p>Sempre sotto l’occhio vigile dell’insegnante, che osserva, spiega e invita a compiere delle attività o a scegliere gli oggetti necessari a eseguirle,  i bambini compiono un percorso di autocorrezione, ovvero di apprendimento ad individuare gli errori e a correggerli autonomamente. Questa tecnica, basata sul metodo Montessori e fortemente voluta dalla sua creatrice,  ha definitivamente rivoluzionato i metodi educativi del passato, che, purtroppo, si fondavano su una rigida disciplina imposta da adulti a volte troppo rigidi e quasi spietati. I nonni sicuramente ricordano i rimproveri degli insegnanti fatti  a colpi di bacchetta sulle mani. Questo metodo, fortemente sconfessato dalla Montessori e dalla pedagogia moderna, si è rivelato quanto mai dannoso per lo sviluppo emotivo dei ragazzi,  privandoli di quella fondamentale opportunità di crescita rappresentata dalla libertà di scelta e di autocorrezione. In questo ambito, infatti, non vale più il concetto di sgridare il bambino, ma prevale piuttosto quello di guidarlo a capire i propri errori e a correggerli.<br />
Con il metodo Montessori si realizza, quindi,  l’importante passaggio dall’autoritarismo all’autorevolezza. Il primo attiene più ad atti violenti, intimidatori e coercitivi, mentre il secondo, a un amorevole interesse ad accompagnare il bambino verso una vita consapevole e responsabile.  Dal punto di vista pratico,  la Casa dei bambini si configura come una classe che comprende bambini dai tre ai sei anni.  Nel mondo, le classi multietà sono diffuse in molte scuole primarie e secondarie, mentre in Italia sono applicate solo nelle Case dei bambini.<br />
E’ stato dimostrato, infatti, che l’attività di concentrazione e apprendimento viene facilitata dalla presenza di individui con una breve differenza di età l’uno dall’altro.  Se il più grande esegue un compito e lo spiega al più piccolo, questo sarà a sua volta in grado di apprenderlo più facilmente rispetto alla spiegazione proveniente da un adulto.</p>
<h2>Materiali per lo sviluppo sensoriale</h2>
<p>Mobili e arredi, come sedie, tavoli, banchi e  scaffalature,  sono in legno e leggeri,  in modo da essere spostati  e rimessi al loro posto direttamente dai bambini. Gli scaffali e gli oggetti sono anche disposti in modo da venire facilmente visualizzati dagli alunni. La disposizione dell’arredo deve anche conciliarsi ( sempre secondo il metodo Montessori) con la cosiddetta “ mente assorbente” del bambino,  ovvero con la capacità di ricordare e apprendere ciò che viene proposto dal mondo esterno. A tre anni, infatti, si formano la coscienza e la capacità sensoriale dell’individuo.<br />
Il  bambino è quindi in grado di scegliere autonomamente anche tutti gli oggetti e i materiali che sono a portata della sua vista e delle sue mani. Materiali e oggetti da usare nella lezione consentono diverse possibilità di scelta ai bambini, ma una scelta limitata, perché ogni scaffale contiene solo un numero limitato di materiali.<br />
La scelta entro un certo limite è sempre contemplata dal metodo Montessori, perché si è visto che troppe possibilità di scelta distraggono gli alunni riducendo la loro capacità di apprendimento e concentrazione.  I materiali della Casa dei bambini si dividono in pratici, sensoriali e culturali. I primi sono relativi alla cura della persona e della casa, quindi: pulire, tagliare, spazzolare, eccetera. I secondi riguardano lo sviluppo dei cinque sensi, mentre gli ultimi sono finalizzati all’apprendimento di materie didattiche, come disegno, linguaggio, geografia, matematica e simili.</p>
<h2>Casa dei bambini o asilo tradizionale? </h2>
<p>Le classi possono essere anche organizzate per area tematica, con arredo adatto al tema scelto. In questo caso, l’insegnante potrà sceglierlo in base ai propri gusti o preferenze, ma sempre rispettando le linee guida del metodo Montessori.  In classe, l’insegnante deve limitarsi a istruire il bambino sull’azione da compiere, ripetendo la lezione in caso di errore di quest’ultimo, ma lasciandolo libero di concentrarsi ed auto correggersi.  I metodi appena descritti sono applicati e seguiti ancora oggi in tutte le Case dei bambini attive sul territorio nazionale.  Queste scuole sono spesso gestite da associazioni onlus. Può anche trattarsi di asili e scuole dell’infanzia, ma per essere sicuri che si tratti di una reale Casa dei bambini, la scuola deve sempre riportare la dicitura omonima.  I costi di iscrizione alla suddetta struttura possono a volte essere proibitivi, ma prima di scoraggiarsi, conviene sempre contattare la segreteria della scuola ed informarsi sulle rette.  Riguardo a alla Casa dei bambini, le opinioni dei genitori sono contrastanti.<br />
Alcuni preferiscono l’asilo tradizionale, perché  temono che abituare i bambini a lavorare da soli su un determinato materiale od oggetto li conduca all’isolamento emotivo. Altri preferiscono asili con bambini che giocano tra loro e con insegnanti più presenti e in grado di  interagire con gli alunni durante le attività. In ogni caso, la prima impressione è sempre quella che conta. Verificate le reazioni di vostro figlio durante l’esperienza nella Casa dei bambini e se notate in lui qualcosa di insolito, chiedete spiegazioni o cambiate asilo, perché, a volte,  non sono i metodi o le teorie a far felici i bambini, ma solo gli ambienti giusti.<br />
Per chi volesse approfondire suggeriamo questo video sul sito di Rai Scuola:<br />
<a title="Rai Scuola" href="http://www.raiscuola.rai.it/articoli/la-casa-dei-bambini-di-maria-montessori/3894/default.aspx" target="_blank">http://www.raiscuola.rai.it/articoli/la-casa-dei-bambini-di-maria-montessori/3894/default.aspx</a></p>
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		<title>Smartwatch per bambini, connessi e controllati</title>
		<link>https://www.bimbi.net/smartwatch-per-bambini.html</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2016 06:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[smartwatch]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il mondo della tecnologia e della connettività sempre più negli ultimi anni si sta focalizzando su prodotti dedicati all&#8217;infanzia come ad esempio lo smartwatch per bambini. Sembra una prerogativa irrinunciabile quella di garantire ai nostri bambini la possibilità di essere connessi e comunicare con noi o tra di loro, ma è davverò un&#8217;esigenza legittima? Sul rapporto bambini e tecnologia ci siamo occupati in altri</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo della tecnologia e della connettività sempre più negli ultimi anni si sta focalizzando su prodotti dedicati all&#8217;infanzia come ad esempio lo smartwatch per bambini.<br />
Sembra una prerogativa irrinunciabile quella di garantire ai nostri bambini la possibilità di essere connessi e comunicare con noi o tra di loro, ma è davverò un&#8217;esigenza legittima?<br />
Sul rapporto <a title="Rapporto bambini e tecnologia" href="http://www.bimbi.net/bambini-tecnologici-come-i-bambini-si-approcciano-alle-nuove-tecnologie.html">bambini e tecnologia</a> ci siamo occupati in altri articoli , oggi invece vogliamo esplorare le nuove frontiere della tecnologia e &#8220;buttare&#8221; un occhio sui prodotti che arriveranno presto sul nostro mercato, eccone uno di cui si parla molto.</p>
<h2>dokiWatch</h2>
<p><strong>dokiWatch</strong> è una delle ultime frontiere di orologio intelligente o per dirla in inglese &#8220;SmartWatch&#8221;, una soluzione tra le più avanzate al mondo per i bambini da 6 a 12 anni, non solo orologio ma, soprattutto, telefono portabile e localizzatore.<br />
Ciò che rende questo SmartWatch unico è la connessione con la rete 3G che consente ai bambini di comunicare con video chiamata, chiamata vocale e funzionalità di messaggistica, tutto in un unico dispositivo.<br />
Lo smartwatch quindi deve essere munito di una SIM card (non in dotazione) esattamente come qualunque telefonino.<br />
Questo è necessario per garantire le funzioni di chiamata e videochiamata, precisando che le chiamate possono essere effettuate sia dai bambini che dai genitori ma soltanto per una lista selezionata di contatti (impostata dai genitori).<br />
Per quanto riguarda la videochiamata invece è attivabile solo dai genitori e i bambini possono soltanto rispondere.</p>
<h2>Sicurezza</h2>
<p>Questo smartwatch probabilmente anticipa o &#8220;compensa&#8221; quella esigenza sempre più pressante dei genitori di mantenersi collegati ai figli, eccessiva secondo alcuni, del tutto legittima secondo altri visti i tempi che corrono.<br />
dokiWatch è anche dotato di importanti caratteristiche di sicurezza, tra cui il tracciamento GPS, che consente ai genitori di conoscere il luogo in cui si trovano i loro figli direttamente sul proprio smartphone.<br />
Non solo, è possibile per i genitori ricevere una notifica (SMS) quando il bambino si trova in una zona oltre il &#8220;perimetro di sicurezza&#8221; definito dal genitor (es. percorso casa scuola, o casa dei nonni, etc..).<br />
A completare il set di sicurezza c&#8217;è l&#8217;SOS alert, una funzionalità attivabile dal bambino premendo per 3 secondo un ben preciso tasto dello smartwatch. Questo invierà un SMS a tutti i contatti specificati insieme alla registrazione audio ambientale di dove si trova il bambino. Se non bastasse al telefono dei genitori viene anche inviata la posizione geografica del bambino ogni 60 secondi fin quando la funzionalità Alert non viene disattivata.</p>
<h2>Attività fisica</h2>
<p>Andando alle caratteristiche più &#8220;consuete&#8221; di uno smartwatch troviamo anche un tracker fitness, una sorta di computer in grado di registrare l&#8217;attività fisica di chi lo indossa, incluso secondo i produttori per incoraggiare i bambini a rimanere attivi e in buona salute, utilizzando incentivi divertenti come badge traguardo a raggiunto.<br />
Siamo nell&#8217;era degli smartphone e bambini in età sempre più giovane accedono a questi dispositivi.<br />
Ma non tutti i bambini sono ancora pronti per i smartphone degli adulti, ecco che dokiWatch si presenta coma una soluzione intermedia che garantisce ai bambini un orologio tecnologico che stimola la loro attività fisica e ai genitori uno strumento efficace grazie al quale possono godersi la sicurezza di sapere che sono al sicuro.</p>
<p>dokiWatch è un progetto nato grazie al crowdfunding o finanziamento collettivo dove un gruppo di persone chiede agli utenti il finanziamento della loro idea affinché possa essere entrare nella fase di produzione.<br />
Lo smartwatch dokiWatch è stato totalmente finanziato rispetto al budget richiesto quindi entrerà a fine estate in produzione anche in Europa. Per maggiori informazioni <a href="http://www.doki.com/" target="_blank">http://www.doki.com/</a></p>
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		<title>Diritti dei Bambini, spesso ignorati, ecco quali sono.</title>
		<link>https://www.bimbi.net/diritti-dei-bambini.html</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2016 16:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento bambini]]></category>
		<category><![CDATA[carenze affettive bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La nostra epoca rischia di essere tristemente ricordata come quella dei “diritti negati”. Guerre, terrorismo, crisi economica e disoccupazione, stanno infatti privando milioni di persone del diritto a una vita stabile e dignitosa. Purtroppo, a subire le conseguenze di questa atroce privazione dei diritti, non sono soltanto gli adulti, ma anche i bambini, l’anello debole e più indifeso della nostra società. I più piccoli</p>
<p><a class="cta" href="https://www.bimbi.net/diritti-dei-bambini.html">Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.bimbi.net/diritti-dei-bambini.html">Diritti dei Bambini, spesso ignorati, ecco quali sono.</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.bimbi.net">Bimbi</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra epoca rischia di essere tristemente ricordata come quella dei “diritti negati”. Guerre, terrorismo, crisi economica e disoccupazione, stanno infatti privando milioni di persone del diritto a una vita stabile e dignitosa. Purtroppo, a subire le conseguenze di questa atroce privazione dei diritti, non sono soltanto gli adulti, ma anche i bambini, l’anello debole e più indifeso della nostra società.</p>
<p>I più piccoli sono anche il nostro futuro e possono darci la speranza di un domani migliore, a patto però di essere messi in condizione di crescere in un ambiente sano, amorevole e in grado di garantire loro l’accesso ai diritti fondamentali di ogni essere umano. </p>
<p><strong>Ma quali sono i diritti dei bambini? </strong><br />
Semplice: si tratta di quelli che ci consentono di stare al mondo, ovvero il diritto alla vita, all’educazione, all’istruzione, al lavoro, alla libertà di pensiero e di opinione, senza alcuna discriminazione di sesso, razza, religione o condizione economica. In quanto esseri umani, i bambini godono dunque dei diritti basilari che sono comuni anche ai loro genitori.<br />
Molti di questi diritti sono contenuti nella Costituzione italiana, negli articoli relativi ai principi fondamentali della stessa ( art. 1, 2,3,4). Anche durante la celebrazione delle nozze, il sacerdote o il pubblico ufficiale ricordano agli sposi e futuri genitori i doveri che avranno nei confronti dei figli, doveri che per i bimbi si traducono in diritti da far rispettare a tutti i costi. I genitori infatti hanno l’obbligo di accudire responsabilmente, mantenere, educare e istruire la prole. Il non rispetto di questi obblighi si configura come una grave violazione dei <strong>diritti dei bambini</strong>.</p>
<h2>Povertà e sfruttamento</h2>
<p>Purtroppo, però, la realtà, in alcuni casi, può essere molto diversa e non sempre per colpa dei genitori. Pensiamo al caso delle famiglie che si trovano improvvisamente ad affrontare dei gravi problemi economici. Molto spesso, l’improvvisa e prolungata mancanza di lavoro, può impedire ai genitori di garantire ai figli il diritto al mantenimento e all’istruzione. Gli ultimi dati statistici rivelano infatti che, nel nostro Paese, oltre un milione di bambini vivono in condizioni di povertà assoluta. Oltre alla povertà assoluta esiste anche quella “educativa”, per povertà educativa si intende una grave carenza di servizi formativi volti allo sviluppo e all’apprendimento di capacità, talenti e aspirazioni del bambino.<br />
Il diritto ad essere mantenuti e istruiti è, quindi, in Italia, e forse anche nel mondo, uno dei diritti più a rischio di essere negato. I bambini non hanno solo diritto a essere educati, mantenuti e istruiti, ma anche a non essere sfruttati sotto qualsiasi punto di vista. Se volete rendere partecipi i vostri figli della vostra attività lavorativa, ricordate che esistono specifiche leggi internazionali che disciplinano l’età minima di ammissione al lavoro. Per legge, tutti gli individui al di sotto dei 18 anni sono minorenni. In base al tipo di lavoro, sono però i vari Stati che stabiliscono l’età minima per il contratto di apprendistato a favore dei minori di 18 anni. Quindi, attenzione a mandare in estate il vostro bambino a lavorare nel negozio dello zio, ad esempio, perché, in base alle convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia e in base anche alla legislazione italiana, potreste essere accusati di sfruttamento lavorativo di un minore. </p>
<h2>Diritto al gioco</h2>
<p>Per la loro tenera età, i più piccoli hanno anche dei diritti aggiuntivi, come quello al gioco e al tempo libero. Tutti i bambini hanno diritto a dedicarsi ad attività ludiche e ricreative adatte alla loro età e ad avere accesso ad attività culturali ed artistiche. Queste attività favoriscono lo sviluppo psicosociale del bambino e la sua capacità di relazione con il mondo esterno. La prima forma di tutela dei diritti dei bambini avviene in ambito familiare, dove i genitori devono dedicare le giuste ore al gioco e al dialogo con i propri figli. Il gioco garantisce al bambino un sereno sviluppo psico-emotivo e di conseguenza anche il diritto allo sviluppo psicosociale dello stesso. </p>
<h2>Diritti negati in famiglia</h2>
<p>Il dialogo, invece, consente di scoprire e risolvere per tempo eventuali situazioni di disagio. In questo quadro, occorre ricordare che lasciare i bambini da soli davanti a Internet, oppure trascurarli per chattare sui social, configura una vera e propria condizione di maltrattamento. Instaurare un sereno dialogo con i bambini, comprende anche il rispetto della loro liberà di pensiero, di parola e di opinione. Questi diritti non sono sanciti solo dalla Costituzione italiana, ma anche dalla <a href="http://www.savethechildren.it/chi_siamo/convenzione_diritti_infanzia.html" title="Convenzione diritti infanzia" target="_blank">Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia</a> ratificata a New York il 20 novembre 1999.<br />
 Ascoltare le esigenze del bambino è fondamentale in caso di separazione dei genitori e di conseguenti controversie giudiziarie. Spesso, sono proprio le testimonianze dei più piccoli a porre fine ai conflitti e alle situazioni più litigiose. I bambini hanno anche il diritto ad avere serene frequentazioni con entrambi i genitori e con i parenti. Questo diritto, oltre a essere sancito dalla Riforma del Diritto di Famiglia italiano, è garantito sempre dalle convenzioni internazionali per l’infanzia.</p>
<p>Secondo queste norme, i bambini non possono essere forzatamente separati da uno dei due genitori per essere trasferiti nel paese estero di uno dei due. Questo trasferimento forzato rappresenta oggi una delle peggiori controversie tra i coniugi appartenenti a paesi e religioni diverse. Basta pensare al caso dei matrimoni misti tra cristiani e musulmani.<br />
In caso di crisi coniugale, può succedere che uno dei due genitori fugga nel paese d’origine con il figlio ancora piccolo e all’insaputa dell’altro genitore. Spesso, il Paese di arrivo è uno di quelli piagati dalla guerra e dal terrorismo, dove i bambini possono essere uccisi, imprigionati, torturati o costretti a combattere come dei soldati. Simili episodi configurano un vero e proprio reato di rapimento e una violazione grave dei diritti dei bambini.<br />
Le convenzioni internazionali vietano di condurre i più piccoli in Paesi in guerra dove rischiano di subire traumi e violenze irreversibili. Per tutte le famiglie che si trovano a dover affrontare le situazioni appena descritte, ricordiamo che l’Italia ha approvato la convezione Onu sui diritti dell’infanzia con la Legge 27 maggio 1991, n. 176 e che le autorità possono intervenire con una semplice denuncia presentata da uno dei genitori o tutore del bambino vittima di uno o più diritti negati. Vale la pena di ricordare che i diritti dei bambini furono riconosciuti per la prima volta dalla Convenzione di Ginevra del 1924, varata a seguito delle terribili conseguenze che il primo conflitto mondiale produsse sui più piccoli. Ogni anno, inoltre, il venti novembre, data di ratifica della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia, viene celebrata la Giornata mondiale dei diritti dei bambini, con eventi, striscioni, giochi e conferenze sul tema. Una buona occasione per partecipare tutti assieme, genitori e bimbi, a un evento che ci ricorda di tutelare e preservare i diritti dei più piccoli, diritti che si possono, in sintesi, riassumere in quelli più importanti e relativi alla loro età: il diritto all’infanzia e all’innocenza.</p>
<p><small>Credits immagine: unicef.cn</small></p>
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		<title>Tutine neonato: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2016 17:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento bambini e premaman]]></category>
		<category><![CDATA[Abbigliamento neonato]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E’ in assoluto il capo d’abbigliamento più regalato ai neonati ed è anche il più amato dalle neomamme. Stiamo parlando della tutina, accessorio e allo stesso tempo capo indispensabile nel guardaroba del piccolo arrivato. Perché la tutina non deve mancare mai nell’armadietto di un bebè? Anzitutto perché è comoda, pratica e veloce da indossare, facilmente lavabile e in grado di adattarsi alle esigenze di</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ in assoluto il capo d’abbigliamento più regalato ai neonati ed è anche il più amato dalle neomamme.<br />
Stiamo parlando della tutina, accessorio e allo stesso tempo capo indispensabile nel guardaroba del piccolo arrivato. Perché la tutina non deve mancare mai nell’armadietto di un bebè?<br />
Anzitutto perché è comoda, pratica e veloce da indossare, facilmente lavabile e in grado di adattarsi alle esigenze di qualsiasi neonato. Realizzata con trame e tessuti diversi, la tutina è ideale in tutte le stagioni, sia in estate che in inverno.<br />
Per evitare il rischio di allergie ( la pelle del neonato è in genere più delicata di quella degli adulti), la tutina dovrebbe essere preferibilmente in cotone, ma la pesantezza e struttura del tessuto dipendono sempre anche dalla stagione.<br />
Le tutine in cotone pettinato, ovvero in tessuto leggerissimo e con uno spessore più sottile del lino, sono ideali in estate, mentre quelle in cotone felpato, internamente rivestite da una calda peluria, sono perfette per l’inverno.  Per proteggere meglio il nostro bimbo dal freddo, esistono anche le tutine in cotone con doppia felpa, sia interna che esterna. Da evitare quelle in lana, perché questo tessuto è molto irritante per la pelle dei bebè.<br />
In  autunno si può usare anche la tutina in caldo cotone,  tessuto detto anche interlock, da non confondere con la felpa. Il caldo cotone è solamente un tessuto più spesso del cotone estivo, ma più leggero di quello felpato. Le tutine per neonato possono essere realizzate anche in altri tessuti,  quelle importate sono quasi sempre in fibra sintetica, una soluzione che spesso serve anche ad abbassare i prezzi del prodotto, ma non a garantire praticità e comodità alla pelle del bambino. In ogni caso, i tessuti più usati per le <strong>tutine neonato</strong> sono il cotone, la felpa e la ciniglia. Quest’ultimo è un materiale realizzato con un pelo lucido e all’esterno simile al velluto.<br />
Lo spessore del tessuto lo rende ideale per la mezza stagione ( primavera o autunno). Questo capo, vista la sua eleganza, si usa in genere per le prime uscite festive o domenicali del piccolo.  </p>
<h2>Tutine neonato alla moda</h2>
<p>Quindi, in questo caso,  vale la regola che esiste una tutina per ogni stagione e per ogni diverso momento di vita del bebè. Non a caso, molti esperti e stilisti del settore parlano anche di tutine per neonato chic o da sera e da giorno. Anche se ancora piccoli per capire, i nostri bebè possono sfoggiare tutine alla moda, magari da abbinare al look della neomamma. Il suggerimento non è affatto venale o scontato, ma, anzi, può avere un impatto molto positivo sul benessere psicologico della donna. Tutti sanno, infatti, che i primi mesi dopo il parto possono essere molto stressanti e a rischio di depressione per la neomamma. Organizzare un’uscita con il bebè, magari agghindato con una bella tutina alla moda, può essere una valida soluzione per smaltire lo stress della fase post parto.<br />
A parte le questioni legate alla moda o alle tendenze del momento, nella scelta della tutina devono sempre prevalere il benessere e la comodità del neonato. In genere, le mamme possono scegliere tra diversi modelli di tutina già regalati da nonni, amici e parenti. Se questi ultimi non sono stati in grado di azzeccare i gusti della mamma e le esigenze del bambino, si può sempre fare un salto in qualche negozio di abbigliamento per neonato o un giro virtuale in qualche sito web omonimo per scegliere la tutina più adatta al proprio bebè.<br />
Questo capo è classificato nell’abbigliamento per neonati da zero a dodici mesi, l’età in cui in genere è più pratico far indossare le tutine ai nostri bambini.   L’ampia scelta di tutine permette di spaziare tra diversi modelli, prezzi e colori. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, è sconsigliabile fossilizzarsi sulla scelta della nuance in base al genere di appartenenza del bambino, ovvero sulla tutina rosa per la femminuccia e su quella azzurra per il maschietto. Oltre a essere fuori moda, questa consuetudine impedisce di scegliere tra modelli davvero originali ed innovativi.<br />
La tutina rosa o azzurra può andare bene nei primi giorni di vita del bambino, quando ancora si ricevono le visite di amici e parenti lontani che non fanno altro che chiederci se abbiamo avuto un maschietto o una femminuccia. Superata però la fase dei preamboli, il bebè può essere vestito con tutine multicolore.<br />
Attenzione ai colori troppo intensi, perché nei modelli importati rischiano di rilasciare sostanze nocive sulla pelle del bambino e di scolorire facilmente durante il lavaggio a mano o in lavatrice.  Vista la tenera età del piccolo, meglio preferire colori tenui o tinte pastello. Ottimi e alla moda anche i modelli  colorati di rosso e blu ( magari intervallati da strisce bianche), ma in questo caso meglio scegliere prodotti rigorosamente di qualità e Made in Italy,  per non ritrovarseli scoloriti dopo alcune settimane.</p>
<h2>Scegliere la praticità</h2>
<p>Visto che il bambini tendono a crescere in fretta, molto utili possono essere le tutine in set che comprendono almeno cinque tutine di taglia e colori differenti da usare nei primi sei mesi di vita del bebè. La tutina per neonato può essere dotata di apertura frontale o dorsale, in ogni caso deve trattarsi di un modello facilmente sfilabile per consentire un comodo cambio del pannolino. Per l’inverno esistono anche le tutine con cappuccio, questi modelli non vanno assolutamente usati per la nanna, perché il cappuccio potrebbe soffocare il bambino durante il sonno. Nei mesi più caldi conviene usare la tutina smanicata o a mezza manica. Le tutine estive per neonato possono essere lunghe o corte. Le prime arrivano fino alle caviglie del bambino, mentre le seconde sono prive del pantalone e funzionano più come un body.<br />
Questi modelli, dotati di bottoni sul cavallo, consentono un facile e veloce cambio del pannolino.<br />
I modelli estivi sono solitamente in cotone. Le <strong>tutine neonato invernali</strong> sono invece in cotone felpato e assomigliano molto a un minuscolo pigiama tuta.  Possono essere con o senza piedini, ovvero con pantalone aperto o chiuso alle estremità per coprire i piedi. In inverno conviene usare le tutine con piedini, perché evitano che il bebè prenda freddo. Per il lavaggio delle tutine, attenersi scrupolosamente alle indicazioni riportate nell’etichetta. Le più complicate da lavare sono quelle in ciniglia. Questo tessuto è particolarmente delicato e tende letteralmente a perdere piccoli pezzi o particelle della trama durante il lavaggio.<br />
Meglio, quindi, lavarlo a mano in acqua fredda e al rovescio. Per le macchie più ostinate, che di solito si localizzano sui piedini, strofinate delicatamente del sapone di Marsiglia naturale. Attenzione a non strofinare violentemente tutta la tutina in ciniglia, perché vi ritrovereste in mano solo uno straccetto. Lasciate che la ciniglia rimanga anche inzuppata d’acqua dopo il risciacquo, stendetela e lasciatela gocciolare per tutto il tempo necessario. Al termine,  vi ritroverete una tutina perfettamente asciutta e come nuova. <br />
Per quanto riguarda i prezzi, le tutine per neonato sono ormai alla portata di tutti. I prezzi vanno infatti dai 7 ai 45 euro. I modelli più costosi sono quelli in ciniglia, mentre quelli in cotone pettinato o felpato non superano quasi mai i 25 euro. Le tutine invernali a forma di Topolino o di orsacchiotto, invece, quelle da far indossare ai nostri piccoli a Carnevale, possono anche sfiorare i 40 euro.</p>
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		<title>Rimedi ai disturbi in gravidanza</title>
		<link>https://www.bimbi.net/rimedi-ai-disturbi-in-gravidanza.html</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2016 12:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questo articolo tratteremo alcuni dei disagi più comuni che le donne incontrano durante il periodo di gestazione, disturbi certamente fastidiosi ma anche naturali in questo periodo così cruciale della vita della mamma e del bimbo che porta in grembo. Cercheremo di fornire consigli su come affrontare al meglio questi disturbi in gravidanza. 1. Nausea La nausea gravidica è un disturbo che fa la</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo tratteremo alcuni dei disagi più comuni che le donne incontrano durante il periodo di gestazione, disturbi certamente fastidiosi ma anche naturali in questo periodo così cruciale della vita della mamma e del bimbo che porta in grembo.</p>
<p>Cercheremo di fornire consigli su come affrontare al meglio questi disturbi in gravidanza.</p>
<h3>1. Nausea</h3>
<p>La nausea gravidica è un disturbo che fa la sua comparsa intorno la quinta o sesta settimana di gravidanza e normalmente si conclude a conclusione del terzo mese.<br />
Anche se le cause di questo disturbo non sono del tutto chiare, sono certamente legate all&#8217;alterazione e all&#8217;aumento ormonale che la donna vive in questo periodo. I principali ormoni in gravidanza sono gli estrogeni e il progesterone, questi subiscono un incremento costante durante tutta la gravidanza per garantire una buona gestazione, la crescita e il benessere del feto.<br />
Potremmo quindi dire che questo aumento ormonale è una medaglia dalle due facce, se da una parte è un&#8217;azione naturale che il corpo della donna incinta mette in campo a garanzia di una buona gravidanza, dall&#8217;altra ha il fastidioso effetto collaterale della nausea.<br />
Da persona a persona la nausea si può presentare in maniera più o meno intensa, per alcune si tratta soltanto di repulsione verso certi odori particolari, per altre si tratta di conati di vomito limitati al mattino, per altre ancora invece diventa vomito che si può ripetere diverse volte durante la giornata.</p>
<h2 class="rimedi">Rimedi alla nausea in gravidanza</h2>
<p>Così come l&#8217;intensità e la frequenza della nausea è soggettiva, allo stesso modo non esiste un rimedio che vada bene a tutte, ecco perchè ne elenchiamo una lista di quelli ritenuti più efficaci.</p>
<ul>
<li>Mangiare poco e di frequente, tenere sempre dei cracker a portata di mano da consumare al bisogno.</li>
<li>Zenzero. La documentazione scientifica ci dice che lo zenzero svolge un&#8217;efficace azione anti-nausea. A volte non è facile reperirlo al naturale ma si trova più facilmente (e comodamente) sotto forma di biscotti o caramelle. Pur essendo un rimedio naturale se ne consiglia un consumo moderato e al bisogno, senza eccessi.</li>
<li>Braccialetti antinausea, composti di un tessuto elastico che fa da base a una sfera. Questa pallina va a premere su uno speciale punto dell’avambraccio donando la sensazione di sollievo dalla nausea. </li>
</ul>
<hr/>
<h3>Seno dolorante</h3>
<p>Sin dall&#8217;inizio della gravidanza il seno tende ad incrementare il suo volume e a diventare più teso.<br />
Come nel caso precedente i responsabili sono sempre gli ormoni , la prolattina in particolare che ha il compito di preparare il seno all&#8217;allattamento.<br />
In questo periodo le ghiandole del seno crescono mentre il tessuto adiposo che fa un pò da cuscinetto diminuisce ecco perchè il seno risulta più sensibile e dolente al tatto. Questa evoluzione porterà alla produzione di colostro intorno al quinto mese di gravidanza, questo costituirà il primo alimento del neonato.</p>
<h2 class="rimedi">Rimedi al seno indolenzito</h2>
<ul>
<li>Utilizzare un reggiseno con maggiore sostegno e adeguatamente contenitivo.<br />
E&#8217; preferibile utilizzare in reggiseno in cotone,  senza ferretto e dalla trama semplice (niente pizzo).</li>
</ul>
<hr/>
<h3>Stanchezza e sonnolenza</h3>
<p>Specialmente nella fase iniziale della gravidanza un senso di spossatezza e di torpore è molto comune e del tutto normale.<br />
L&#8217;organismo si sta adattando al nuovo stato e ai cambiamenti che a partire da questo periodo si manifesteranno.<br />
Anche in questo caso l&#8217;azione di alcuni ormoni, progesterone e Beta HCG, determinano questo stato nel primo trimestre di gravidanza, dopo questa fase comunque tende progressivamente migliorare.<br />
Ad risentire in maggior misura di questo stato di stanchezza sono soprattutto le donne più attive che per attitudine sono abituate a fare di tutto di più e che anche in questa fase vorrebbero continuare a tenere i ritmo di sempre, mentre il loro fisico chiede loro di rallentare.</p>
<h2 class="rimedi">Rimedi alla stanchezza in gravidanza</h2>
<ul>
<li>Assecondare il proprio fisico in questa fase rallentando i propri ritmi e congedendosi riposo e pennichelle quando se ne sente il bisogno.</li>
<li>Evitare sforzi e carichi di lavoro eccessivi, in questo periodo bisogna maggiormente prendersi cura di se facendosi supportare dal compagno o dagli amici per i lavoro più pesanti o stressanti.</li>
<li>Monitorare il valore del ferro nelle analisi al sangue. In caso di valori al di sotto della soglia il vostro ginecologo potrebbe consigliarvi degli integratori. Non assumerne se non sotto prescrizione del vostro ginecologo.</li>
</ul>
<hr/>
<h3>Mal di schiena</h3>
<p>Il dolore alla zona lombare o anche al bacino e alle articolazioni può essere avvertito intorno al quarto-quinto mese di gravidanza.<br />
Ne soffre circa la metà delle donne in questo periodo a causa dell&#8217;aumento del peso del pancione che sposta in avanti il baricentro della donna e sollecita maggiormente la colonna vertebrale e la zona lombare. Si innesca quindi un meccanismo di riflesso per cui la donna tende a bilanciare l&#8217;equilibrio portando il busto all&#8217;indietro e assumendo una postura scorretta che alla lunga provocando dolore.<br />
Purtroppo nei mesi a seguire questa situazione tende a non migliorare a causa del fisiologico aumento di peso del bebè e della placenta. Il problema potrebbe accentuarsi per quelle donne che già prima della gravidanza soffrivano già di dolori alla schiena o di patologie alla colonna vertebrale. Il tutto comunque rientra spontaneamente alla nascita del bambino.</p>
<h2 class="rimedi">Rimedi al mal di schiena in gravidanza</h2>
<ul>
<li>Per contrastare il mal di schiena è consigliato del moderato esercizio fisico come yoga e piscina. Il movimento tende ad allentare la tensione muscolare e a facilitare la diminuzione del dolore alla schiena.</li>
<li>Evitare di stare troppo tempo sedute perchè la sedentarietà non aiuta, potete aiutarvi con cuscini o supporto lombari.</li>
<li>Dormire di fianco anzicché sullaschiena.</li>
<li>Non aumentare eccessivamente di peso. Se da una parte un aumento fisiologico del peso della futura mamma è normale, eccedere con i chili non fa che gravare la pressione sulla colonna vertebrale.</li>
</ul>
<hr/>
<h3>Stitichezza</h3>
<p>Questo fastidioso disturbo è più frequente nella fase iniziale e finale della gravidanza.<br />
Nel primo periodo infatti a causa dell&#8217;aumento del progesterone per contrastare le contrazioni vi è un rilassamento dei muscoli. Questa situazione non facilità la regolarità intestinale e può provocare stipsi.<br />
Verso la fine della gravidanza invece a causa dell&#8217;aumentato volume dell&#8217;utero si può crea una pressione sul colon e quindi un ostacolo alla normale evaquazione.</p>
<h2 class="rimedi">Rimedi alla stitichezza in gravidanza</h2>
<ul>
<li>Idratarsi spesso, bere molto e assumere cibi ricchi di liquidi è importante in questa fase.</li>
<li>Consumare alimenti ricchi di fibre come cereali integrali, frutti di bosco, pere, mele, etc.</li>
<li>In caso i rimedi precedenti non sortissero effetto chiedere consulto al proprio ginecologo il quale può indicarvi dei lassativi adatti al vostro stato.</li>
</ul>
<hr/>
<h3>Mani e piedi gonfi</h3>
<p>In particolare nell&#8217;ultimo trimestre di gravidanza è piuttosto comune il gonfiore a mani e piedi dovuto alla <strong>ritenzione idrica</strong>.<br />
Cosa accade nel corpo della donna in questo periodo? Nel fisico della futura mamma vi è un accumulo liquidi intracellulare, si tratta di liquidi che il corpo non riesce a smaltire adeguatamente. L&#8217;effetto di questo accumulo non è altro che il tipico e fastidioso  rigonfiamento di mani, caviglie e piedi.<br />
La mani e i piedi gonfi diventano anche doloranti e l&#8217;abbigliamento e gli accessori di tutti i giorno come anelli, fede nuziale, scarpe cominciano a diventare scomodi o addirittura insopportabili se indossati. </p>
<h2 class="rimedi">Rimedi a mani e piedi gonfi in gravidanza</h2>
<ul>
<li>Utilizzare scarpe comode con tacco basso e pianta larga.</li>
<li>Durante la giornata concedersi alcune ore sdraiata con le gambe e i piedi in posizione rialzata, aiutarsi posizionando dei cuscini sotto le gambe.</li>
<li>Specie per il gonfiore a gambe e piedi i massaggi linfodrenanti possono essere efficaci contro i liquidi ristagnanti svolgendo un&#8217;azione di allegerimento. Rivolgersi però ad operatori esperti e sempre in accordo con le indicazioni del proprio ginecologo.
</li>
</ul>
<hr/>
<h3>Macchie della pelle</h3>
<p>&#8220;Cloasma gravidico&#8221; o &#8220;Maschera gravidica&#8221; possono suonare abbastanza inquietanti anche se in realtà si tratta di macchie alla pelle in particolare al viso.<br />
Le parti più colpite sono generalmente naso, zigomi, fronte, e labbra, che presentano zone più scure rispetto al normale colorito della pelle.<br />
Il fenomeno dovuto allo sbalzo ormonale in gravidanza provoca una stimolazione della melatonina e si acuisce se vi è un&#8217;esposizione al sole.</p>
<h2 class="rimedi">Rimedi alle macchie in gravidanza</h2>
<ul>
<li>Evitare lunga esposizione al sole e comunque proteggere sempre la pelle con una crema da giorno con protezione adeguata.</li>
<li>In molti casi al &#8220;rientro&#8221; dei normali valori ormonali le macchie tendono ad attenuarsi e a sparire ma se rimanessero visibili è possibile sottoporsi a peeling o laser. Rivolgetevi sempre a centri specializzati di provata competenza e professionalità.</li>
</ul>
<hr/>
<h3>Smagliature</h3>
<p>Ogni donna conosce o ha certamente sentito il fenomeno delle smagliature giacchè non si verifica esclusivamente nel periodo di gravidanza che se è comune in questa fase.<br />
La nostra pelle per quanto elastica se sottoposta ad un&#8217;eccessiva e rapida tensione tende a &#8220;smagliarsi&#8221; presentando delle striature di colore variabile dal rossastro al bianco perla.<br />
Questo fenomeno è presente in particolare nelle donne incinte a causa dell&#8217;aumento rapido del volume del seno e dell&#8217;addome. </p>
<h2 class="rimedi">Rimedi alle smagliature in gravidanza</h2>
<ul>
<li>Come azione preventiva per rendere la pelle più elastica in modo da sopportare la tensione, idratare e massaggiare ogni giorno le zone interessate con creme ricche di oli vegetali</li>
<li>Mantenere una buona idratazione è un &#8220;must&#8221; in questo periodo quindi oltre che esternamente il nostro corpo va arricchito interamente seguendo una dieta adeguata e un consumo di acqua adeguato</li>
<li>Se le smagliature tendono a rimanere, dopo il parto esistono dei trattamenti per la riduzione dell&#8217;inestetismo  utilizzando prodotti chimici, radiofrequenza o laser. </li>
</ul>
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		<title>Naso chiuso neonati, rimedi</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 11:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione neonato]]></category>
		<category><![CDATA[lavaggio nasale neonato]]></category>
		<category><![CDATA[naso chiuso]]></category>
		<category><![CDATA[raffreddore neonato]]></category>
		<category><![CDATA[soluzione fisiologica]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni saline]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come tutte le mamme sanno, il lavaggio del naso del neonato entra a pieno titolo tra i riti quotidiani al pari dell&#8217;allattamento, il cambio del pannolino e il bagnetto. Il naso chiuso nei neonati è abbastanza comune, specie nel primo periodo di vita quando ancora il piccolo non può soffiarsi il naso, in questi casi è necessario che un adulto provveda ad aiutarlo a</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutte le mamme sanno, il <strong>lavaggio del naso del neonato</strong> entra a pieno titolo tra i riti quotidiani al pari dell&#8217;allattamento, il cambio del pannolino e il bagnetto.<br />
Il naso chiuso nei neonati è abbastanza comune, specie nel primo periodo di vita quando ancora il piccolo non può soffiarsi il naso, in questi casi è necessario che un adulto provveda ad aiutarlo a liberarsi del muco in eccesso con aspiratori e soluzioni saline. Questa igiene gli consentirà di mantenere una respirazione normale e di evitare infiammazioni delle vie respiratorie come le fastidiose otiti e sinusidi.<br />
Mantenere il nasino libero è indispensabile anche perchè ha delle ricadute dirette sull&#8217;alimentazione e il sonno del neonato che come sappiamo sono cruciali nei primi mesi di vita.</p>
<p>La pediatra in presenza di naso chiuso nei neonati suggerisce l&#8217;utilizzo di acqua fisiologica o soluzioni saline per fluidificare il muco tramite lavaggio nasale e un aspiratore per far fuoriuscire ed eliminare le secrezioni nasali.</p>
<h3>Soluzioni saline</h3>
<p>Ne esistono di due tipi: la <strong>soluzione isotonica</strong> a bassa concentrazione di sali mentre la <strong>soluzione ipertonica</strong> ad alta concentrazione di sali.<br />
La isotonica per la sua composizione è ideale per la pulizia quotidiana del naso, la soluzione ipertonica in più è indicata come decongestionante del naso.<br />
In commercio esistono diverse aziende che offrono kit già completi di fiale isotoniche e ipertoniche e aspiratore nasale, si differenziano tra di loro per la quantità di minerali e oligoelementi contenute nella soluzione: dalla semplice acqua con aggiunta di sale, all&#8217;acqua di mare diluita fino al cosiddetto siero di mare che contiene la maggiore concentrazione di minerali e oligoelementi.<br />
E&#8217; possibile preparare la soluzione fisiologica anche a casa servendosi di acqua e sale nelle giuste proporzioni, di un bicchiere e di una siringa (senza ago ovviamente). Assicurandosi che l&#8217;acqua sia pura e chiedere al proprio pediatra maggiori informazioni sulla quantità di di sale da diluire in acqua nel caso si voglia ottenere una soluzione isotonica o ipertonica.<br />
La soluzione <em>fai da te </em>un processo meno pratico rispetto ai flaconcini già pronti ma può essere un&#8217;alternativa per chi vuole affidarsi a <strong>rimedi naturali per la pulizia del naso</strong> del neonato.</p>
<h3>Lavaggio del naso del neonato</h3>
<p>L&#8217;operazione di lavaggio del nasino richiede semplici passaggi ma richiede che venga effettuata garantendo la sicurezza del bambino.</p>
<ol>
<li>Su di un piano orizzontale e al sicuro da cadute adagiare il bambino tenendolo con la testa reclinata all&#8217;indietro (più bassa rispetto alle braccia e al corpo).</li>
<li>Introdurre il beccuccio del della soluzione in una narice e premere il flaconcino delicatamente, ripetere l&#8217;operazione con l&#8217;altra narice</li>
<li>Aspirare le secrezioni nasali e il liquido in eccesso servendosi di un aspiratore nasale e asciugare il naso.</li>
</ol>
<h3>Consigli</h3>
<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno e a causa del riscaldamento l&#8217;umidificazione degli ambienti può venire compromessa risultando in aria troppo secca per i bambini. È bene tenerne conto e garantire un grado di umidità intorno al 50%.<br />
Un ulteriore consiglio, anche se potrebbe risultare scontato, è quello di tenere il neonato o il bambino lontano dal fumo di sigarette e affini in quanto hanno un impatto molto negativo sulle vie respiratorie e non solo.</p>
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