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	<title>Bimbi &#187; pianti neonato</title>
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	<description>Informazioni, strumenti e consigli per mamma e papà</description>
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		<title>Capire i pianti del nostro bebé</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 08:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Alimentazione neonato]]></category>
		<category><![CDATA[bebè che piange]]></category>
		<category><![CDATA[calmare pianti bebè]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tante le mamme che sentono piangere ininterrottamente il loro bebé. Il pianto può protrarsi per ore, giorni e persino mesi senza che sia semplice capire perché il bambino strilli sia di giorno che di notte. Nei <strong>neonati</strong>, però, il <strong>pianto</strong> non è quasi mai un problema o un sintomo preoccupante, ma solo una semplice modalità di comunicazione con gli altri e il mondo esterno. Un bimbo molto piccolo, infatti, non ha dalla sua molti strumenti di comunicazione: non può parlare e quindi esprimere i propri bisogni e sentimenti. Il pianto, dunque, diventa l’unica<strong> forma di comunicazione</strong> con i genitori.</p>
<p>Prima di lasciarsi prendere dal panico, specie se si è genitori per la prima volta, bisogna imparare a capire i momenti della giornata in cui il bimbo inizia a piangere. Di solito, il pianto si verifica quando il piccolo ha <strong>fame o sonno</strong>, oppure quando avverte una colica oppure quando si annoia. La soluzione al pianto esiste sempre, anche quando sembra impossibile fermare quelle ininterrotte crisi di pianto notturno o diurno. Il pianto può essere certamente stressante per i genitori, ma per il bambino molto piccolo, lo ribadiamo, è l’unico modo per farsi sentire e per affermare i propri bisogni ed esigenze.</p>
<p>Calmare un bimbo quando ha fame è semplice: basta fornirgli la <strong>poppata nel giusto orario</strong> ed il gioco è fatto. Anche il pianto causato dal sonno può essere facilmente gestito. Basta prendere il bimbo in braccio e cantargli una <strong>ninna nanna</strong> per estinguere la crisi di pianto alle prime avvisaglie. Molti genitori si chiedono anche perché un bimbo pianga prima di addormentarsi. In realtà non è poi così strano che il piccolo strilli prima di andare a nanna. Anche il pianto che anticipa il sonno serve a comunicare qualcosa ai genitori: come, ad esempio, l’eccesso di rumori o una TV con volume troppo alto che impedisce al piccolo di addormentarsi.</p>
<p>Altro motivo che innesca i pianti del bebé:<strong> ambienti troppo caldi o freddi</strong> rispetto al giusto grado di temperatura. E’ risaputo che i bambini soffrono molto sia il caldo che il freddo, specie se non sono adeguatamente abbigliati. Negli ambienti troppo caldi e chiusi conviene tenere il piccolo con una semplice canotta, in modo da impedirne la sudorazione e favorirne il sonno. Quando la temperatura è troppo alta e non si vogliono accendere i climatizzatori per evitare malanni da raffreddamento, il bimbo può essere tenuto in culla solo con il pannolino.</p>
<p>Con queste strategie, il bambino dovrebbe piangere meno frequentemente. Un pianto difficile da placare è quello della noia. I piccoli amano infatti essere distratti con giochi e filastrocche. Se restano qualche ora nel box da soli, iniziano a strillare e a lacrimare. In questi casi, i bimbi si possono placare semplicemente<strong> prendendoli in braccio</strong> e cullandoli un po’. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, i pianti causati dalla noia riprendono appena il bebé viene rimesso in culla, nel passeggino o nel box.</p>
<p>Che fare in questo caso? Diciamo subito che per questo tipo di pianto non esistono molte soluzioni se non quella di cullare o prendere il bimbo in braccio praticamente per tutto il giorno. Altrimenti<strong> bisogna abituarsi</strong> agli strilli e aspettare che passino. Abituare il bebé a essere preso in braccio appena piange può essere però controproducente, perché, in questo modo, la presa in braccio diventa l’unica strategia per calmare i pianti.</p>
<p>In realtà, al posto della presa in braccio, che comunque non deve mai mancare perché nei primi mesi di vita il bimbo deve sentire il <strong>contatto con la propria mamma e il proprio papà</strong>, si possono usare giochi musicali o carillon da appendere nella culla e da azionare appena il piccolo comincia a piangere. I suoni e la musica hanno l’effetto di distrarre il bambino e di placare le crisi di pianto causate dalla noia.</p>
<p>Un pianto troppo intenso e straziante potrebbe essere invece sintomo di colica oppure dei primi dentini. In ogni caso, il pianto del bebé va sempre attenzionato e se non si placa con le prese in braccio o altre strategie, va immediatamente comunicato al pediatra, il quale, valutata la causa del pianto e l’eventuale disturbo alla base, prescriverà un’idonea terapia.</p>
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