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	<title>Bimbi &#187; difendersi dal bullismo</title>
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		<title>Bullismo: cause, rimedi e prevenzione</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 07:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento bambini]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>bullismo</strong> è un comportamento ripetuto nel tempo e messo in atto da ragazzi, detti “bulli”, nei confronti di altri (ritenuti più deboli e indifesi) definiti “ vittime”. Il rapporto tra il bullo e la sua vittima è fatto di molestie, prepotenze, prevaricazioni e umiliazioni. Gli ambienti in cui il bullismo è più frequente sono la scuola e Internet, in quest’ultimo caso si parla anche di cyberbullismo. Ma perché alcuni ragazzi diventano bulli e altri, invece, vittime?</p>
<p>Le <strong>cause</strong> di questi ruoli e di queste distorte capacità di relazione tra i ragazzi sono anzitutto da ricercarsi nell’ambiente familiare e nel modello educativo che i genitori trasmettono ai figli. I bulli sono <strong>ragazzi educati a dominare o prevaricare gli altri</strong> e non perché i genitori siano a loro volta prevaricatori, ma perché, magari, nella relazione di coppia, mettono in atto comportamenti aggressivi nei confronti dell’altro coniuge. Possono diventare bulli anche i ragazzini a cui i genitori dicono sempre “sì” per compensare il senso di colpa dovuto alle lunghe assenze dal lavoro.<strong> Le vittime</strong> dei bulli, invece, sono <strong>ragazzini timidi e introversi</strong>, magari troppo bene educati, che vengono visti e &#8220;vissuti&#8221;, dal branco dei bulli, come dei deboli o dei perdenti.</p>
<p>I<strong> genitori possono</strong> facilmente <strong>accorgersi</strong> se il loro bambino è vittima di <strong>bullismo</strong>, così come possono scoprire se lo stesso, invece, si comporta da bullo. La vittima del bullismo torna spesso a casa con libri e vestiti sgualciti o addirittura con dei lividi sul viso, sulle mani e sul resto del corpo. La vittima di bullismo può anche chiedere continuamente del denaro ai genitori ( per darlo magari ai compagni bulli che lo minacciano). Le difficoltà a rivelare le vessazioni subite possono indurre la vittima a manifestare anche irritabilità, comportamenti aggressivi o stati d’ansia e depressione.</p>
<p>Anche<strong> il bullo può essere</strong> facilmente <strong>smascherato</strong>. Il ragazzo che mette in atto comportamenti da bullo è di solito aggressivo e incapace di instaurare una relazione paritaria con gli altri; di solito manifesta anche scarso rispetto delle regole e tende a disobbedire sempre ai genitori o ad altre figure adulte di riferimento. Il bullo può anche tornare a casa con oggetti o piccole somme di danaro di cui i genitori sconoscono la provenienza. Le <strong>conseguenze del bullismo</strong> sono <strong>devastanti</strong> sia per i bulli che per le vittime. I primi possono sviluppare dei disturbi della condotta, i secondi, invece, gravi disturbi psicologici come scarsa autostima, ansia e depressione.</p>
<p>Se i genitori scoprono che il figlio è vittima di bullismo, devono immediatamente <strong>denunciare </strong>il fenomeno a insegnanti e dirigenti scolastici. Bisogna anche incontrare i genitori dei bulli per porre in essere severe strategie che impediscano ai loro figli di mettere in atto <strong>prepotenze e vessazioni.</strong> Il ragazzo vittima del bullismo deve inoltre parlare del problema con i genitori e gli insegnanti, non deve né vergognarsi, né sentirsi in colpa.</p>
<p>C’è da dire, inoltre, che il <strong>bullismo</strong> può essere <strong>diretto e indiretto</strong>. Il primo si manifesta con atti di violenza che colpiscono direttamente la vittima; il secondo, con azioni che tendono a escludere o emarginare la vittima dal gruppo. Si parla di bullismo indiretto anche quando la vittima è oggetto di<strong> calunnie e maldicenze</strong>. Questa forma di bullismo è frequentemente messa in atto dalle femmine, le quali tendono a parlar male della vittima con le altre compagne.</p>
<p>Quando le maldicenze vengono invece divulgate <strong>via chat, social network ed email,</strong> si parla di<strong> cyberbullismo</strong>. Questa forma di bullismo può essere denunciata alle autorità perché penalmente perseguibile. Se le maldicenze vengono divulgate da minorenni, la responsabilità penale ricadrà sui genitori.</p>
<p>Pur non esistendo uno specifico reato di “bullismo”, anche le prepotenze subite nella vita reale possono essere <strong>denunciate, sia civilmente che penalmente.</strong> I reati penali ravvisabili all’interno degli atti di bullismo sono molti, come, ad esempio, le percosse, i furti, le estorsioni di danaro, i danneggiamenti a cose e persone, le offese o ingiurie, le minacce e le prese in giro. Queste ultime si configurano come disturbo alle persone o molestia, reato previsto dall’art. 600 del codice penale. Il bullismo, dunque, si può sconfiggere denunciandolo e facendo prevalere le giuste regole della giustizia contro le ingiuste condotte della prepotenza e della violenza.</p>
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