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	<title>Bimbi &#187; Giochi per bambini</title>
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	<description>Informazioni, strumenti e consigli per mamma e papà</description>
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		<title>Smartwatch per bambini, connessi e controllati</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2016 06:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e nuove tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il mondo della tecnologia e della connettività sempre più negli ultimi anni si sta focalizzando su prodotti dedicati all&#8217;infanzia come ad esempio lo smartwatch per bambini. Sembra una prerogativa irrinunciabile quella di garantire ai nostri bambini la possibilità di essere connessi e comunicare con noi o tra di loro, ma è davverò un&#8217;esigenza legittima? Sul rapporto bambini e tecnologia ci siamo occupati in altri</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo della tecnologia e della connettività sempre più negli ultimi anni si sta focalizzando su prodotti dedicati all&#8217;infanzia come ad esempio lo smartwatch per bambini.<br />
Sembra una prerogativa irrinunciabile quella di garantire ai nostri bambini la possibilità di essere connessi e comunicare con noi o tra di loro, ma è davverò un&#8217;esigenza legittima?<br />
Sul rapporto <a title="Rapporto bambini e tecnologia" href="http://www.bimbi.net/bambini-tecnologici-come-i-bambini-si-approcciano-alle-nuove-tecnologie.html">bambini e tecnologia</a> ci siamo occupati in altri articoli , oggi invece vogliamo esplorare le nuove frontiere della tecnologia e &#8220;buttare&#8221; un occhio sui prodotti che arriveranno presto sul nostro mercato, eccone uno di cui si parla molto.</p>
<h2>dokiWatch</h2>
<p><strong>dokiWatch</strong> è una delle ultime frontiere di orologio intelligente o per dirla in inglese &#8220;SmartWatch&#8221;, una soluzione tra le più avanzate al mondo per i bambini da 6 a 12 anni, non solo orologio ma, soprattutto, telefono portabile e localizzatore.<br />
Ciò che rende questo SmartWatch unico è la connessione con la rete 3G che consente ai bambini di comunicare con video chiamata, chiamata vocale e funzionalità di messaggistica, tutto in un unico dispositivo.<br />
Lo smartwatch quindi deve essere munito di una SIM card (non in dotazione) esattamente come qualunque telefonino.<br />
Questo è necessario per garantire le funzioni di chiamata e videochiamata, precisando che le chiamate possono essere effettuate sia dai bambini che dai genitori ma soltanto per una lista selezionata di contatti (impostata dai genitori).<br />
Per quanto riguarda la videochiamata invece è attivabile solo dai genitori e i bambini possono soltanto rispondere.</p>
<h2>Sicurezza</h2>
<p>Questo smartwatch probabilmente anticipa o &#8220;compensa&#8221; quella esigenza sempre più pressante dei genitori di mantenersi collegati ai figli, eccessiva secondo alcuni, del tutto legittima secondo altri visti i tempi che corrono.<br />
dokiWatch è anche dotato di importanti caratteristiche di sicurezza, tra cui il tracciamento GPS, che consente ai genitori di conoscere il luogo in cui si trovano i loro figli direttamente sul proprio smartphone.<br />
Non solo, è possibile per i genitori ricevere una notifica (SMS) quando il bambino si trova in una zona oltre il &#8220;perimetro di sicurezza&#8221; definito dal genitor (es. percorso casa scuola, o casa dei nonni, etc..).<br />
A completare il set di sicurezza c&#8217;è l&#8217;SOS alert, una funzionalità attivabile dal bambino premendo per 3 secondo un ben preciso tasto dello smartwatch. Questo invierà un SMS a tutti i contatti specificati insieme alla registrazione audio ambientale di dove si trova il bambino. Se non bastasse al telefono dei genitori viene anche inviata la posizione geografica del bambino ogni 60 secondi fin quando la funzionalità Alert non viene disattivata.</p>
<h2>Attività fisica</h2>
<p>Andando alle caratteristiche più &#8220;consuete&#8221; di uno smartwatch troviamo anche un tracker fitness, una sorta di computer in grado di registrare l&#8217;attività fisica di chi lo indossa, incluso secondo i produttori per incoraggiare i bambini a rimanere attivi e in buona salute, utilizzando incentivi divertenti come badge traguardo a raggiunto.<br />
Siamo nell&#8217;era degli smartphone e bambini in età sempre più giovane accedono a questi dispositivi.<br />
Ma non tutti i bambini sono ancora pronti per i smartphone degli adulti, ecco che dokiWatch si presenta coma una soluzione intermedia che garantisce ai bambini un orologio tecnologico che stimola la loro attività fisica e ai genitori uno strumento efficace grazie al quale possono godersi la sicurezza di sapere che sono al sicuro.</p>
<p>dokiWatch è un progetto nato grazie al crowdfunding o finanziamento collettivo dove un gruppo di persone chiede agli utenti il finanziamento della loro idea affinché possa essere entrare nella fase di produzione.<br />
Lo smartwatch dokiWatch è stato totalmente finanziato rispetto al budget richiesto quindi entrerà a fine estate in produzione anche in Europa. Per maggiori informazioni <a href="http://www.doki.com/" target="_blank">http://www.doki.com/</a></p>
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		<title>Giochi hi-tech per intrattenere i bimbi in viaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 08:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[giochi bambini]]></category>
		<category><![CDATA[giochi hi-tech bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[giochi hi-tech bimbi in viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A volte, l’idea di mettersi in viaggio con i propri bimbi può assumere i contorni di un incubo.  Stare seduti per ore in auto o in treno non è infatti l’ideale per i più piccoli, abituati a scorrazzare per casa in libertà. La soluzione per calmare i bambini in viaggio è rappresentata dai giochi hi &#8211; tech, applicazioni digitali che possono davvero fare miracoli</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A volte, l’idea di mettersi in viaggio con i propri bimbi può assumere i contorni di un incubo.  Stare seduti per ore in auto o in treno non è infatti l’ideale per i più piccoli, abituati a scorrazzare per casa in libertà. La soluzione per<strong> calmare i bambini in viaggio</strong> è rappresentata dai giochi hi &#8211; tech, applicazioni digitali che possono davvero fare miracoli durante i viaggi medio-lunghi.</p>
<p>Ricchi di applicazioni e idee divertenti, i <strong>giochi hi-tech</strong> hanno lo straordinario potere di zittire i più piccoli durante il viaggio e di trasformarli da urlatori scalmanati a piccoli scolari silenziosi e diligenti. I giochi hi-tech sono disponibili per le varie fasce di età e non è necessario aggiungere che per intrattenere i bimbi in viaggio conviene scegliere solo le applicazioni adatte alla loro età.</p>
<p>I giochi hi-tech si possono tranquillamente <strong>scaricare su tablet e smartphone</strong> e visualizzare al semplice tocco dello schermo. Visto che in auto e in treno la connessione Internet non è sempre disponibile, conviene scaricare i giochi sul cellulare in modo da visualizzarli anche in assenza della Rete. Tante le applicazioni disponibili e scaricabili da Google Play and App Store. Ricordiamo che per un buon funzionamento dei giochi bisogna scaricare solo quelli compatibili con il sistema operativo del proprio apparecchio. I giochi hi-tech sono disponibili sia gratis che a pagamento. Quelli a pagamento hanno un costo abbastanza accessibile e compreso tra due e sei euro.</p>
<p>Tra le tipologie di giochi hi-tech più divertenti per i più piccoli: le<strong> fiabe, </strong>le<strong> lezioni di inglese interattive, </strong>i<strong> giochi Lego</strong> e la playlist con le canzoni cantate da animali. Le fiabe sono delle applicazioni molto utili per bambini dai tre ai dieci anni che soffrono il mal d’auto. Queste applicazioni consentono solo di ascoltare e di guardare la fiaba senza che il bimbo faccia movimenti bruschi e faticosi accusando i fastidi del viaggio.</p>
<p>Le lezioni di inglese<strong> </strong> interattive<strong> utili per grandi e piccini</strong>, sono corredate da divertenti illustrazioni che consentono di imparare la lingua come fosse un gioco. Su Google Play e App Store sono disponibili anche i Lego, giochi che imitano le vicende e i protagonisti della playstation e dunque molto appassionanti per i bambini. Con i Lego digitali i bambini possono, al semplice tocco dello schermo, guidare un camion o salvare altri bambini da un incendio.</p>
<p>La<strong> playlist cantata da animali</strong> è un applicazione adatta ai bambini dai zero ai tre anni. Con queste app, i bambini possono ascoltare divertenti filastrocche interpretate dagli animali più amati, ovvero gatto, cane, ma anche animali da cortile come oche e galline. Un altro ottimo intrattenimento hi-tech per bimbi in viaggio è il gioco dei colori. Scaricando l’applicazione sul tablet, i bambini possono colorare qualsiasi illustrazione digitando e scegliendo i colori del menu e senza necessità di usare quelli veri.</p>
<p>E’ proprio vero dunque che<strong> la tecnologia fa miracoli</strong>, specie e soprattutto durante i viaggi, esperienze che i più piccoli vivono sempre con una certa vivacità e agitazione. Con i giochi hi-tech, invece, due o tre ore di relax in viaggio sono assicurate. Ai bimbi, a loro volta, viene assicurato il divertimento e la possibilità di imparare cose nuove anche mentre viaggiano.</p>
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		<title>Il gioco nei primi mesi di vita</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 15:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giocare, al pari di mangiare e dormire, è una delle attività fondamentali nella vita di un bambino, anche nei primi mesi. Le attività ludiche hanno infatti il potere di stimolare lo sviluppo cerebrale del bebé e di gettare le basi per il suo futuro sviluppo cognitivo. Da zero a tre anni, però, il gioco non va inteso come nei bimbi più grandi, dove esiste</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giocare</strong>, al pari di mangiare e dormire, è una delle attività fondamentali nella vita di un bambino, anche nei primi mesi. Le attività ludiche hanno infatti il potere di stimolare lo sviluppo cerebrale del bebé e di gettare le basi per il suo futuro sviluppo cognitivo. Da zero a tre anni, però, il gioco non va inteso come nei bimbi più grandi, dove esiste già una maggiore percezione degli stimoli esterni.I giochi per bebé sono infatti più soft e meno stancanti per i genitori, che non devono far altro che coccolare il loro piccolo.</p>
<p>Per i <strong>bimbi da zero a tre mesi</strong>, il gioco fa proprio rima con le coccole: sono queste che non vanno lesinate mai, dal giorno del parto fino a tutta l’infanzia e oltre. Il neonato percepisce le coccole come segno di affetto e di protezione da parte dei genitori. Questi ultimi devono donare al piccolo tutto l’amore di cui sono capaci. Anche se i neonati sembrano non capire le parole dei genitori, le frasi affettuose hanno un grande effetto su di loro. Il gioco per i bebé sarà quindi fatto anche di parole o frasi tenere e sdolcinate come “ tesoro o piccolo mio”, ma anche “amore di mamma e papà” e simili. E’ chiaro che queste frasi vengano naturali e che non richiedano alcuno sforzo per essere pronunciate.</p>
<p>La fase iniziale del gioco con il bebé è dunque una semplice e alquanto normale sequela di parole e gesti affettuosi tra genitori e figli. Inoltre, non bisogna credere che il gioco nei primi mesi di vita del piccolo si fermi solo alle normali carinerie e coccole tipiche del rapporto genitori figli. Un&#8217;altra importante <strong>fase del gioco per bebé</strong> sono le passeggiate in braccio per casa. Queste hanno l’effetto di far rilassare il piccolo e al tempo stesso di farlo divertire. Le <strong>passeggiate in braccio</strong> possono e devono anche essere alternate da quelle in carrozzina, che il neonato percepisce sempre come rilassanti e propedeutiche a un buon sonno.</p>
<p>Nei giochi per bimbi da zero a tre mesi rientrano anche gli oggetti musicali e i pupazzetti in gomma da appendere alla culla. Far dondolare un pupazzetto o un carillon musicale svolge un potente ruolo nello sviluppo cognitivo del bambino. I neonati sono infatti molto sensibili ai rumori e ai suoni. Molto divertente per loro può anche essere <strong>l’ascolto di canzoni</strong> per bambini in Tv o via tablet e Pc. Ci sono bebé, come testimoniano anche alcuni genitori, che trovano molto divertente ascoltare le suonerie del cellulare e persino la musica rap o dance.</p>
<p>La musica attira l’attenzione del bimbo e ne stimola anche le future capacità di concentrazione. Tutte queste attività ludiche possono anche gettare le basi per lo sviluppo della fantasia e della creatività del bimbo. E’stato visto, infatti, che i bimbi più creativi e intelligenti sono quelli che hanno ricevuto <strong>stimoli sonori e visivi</strong> fin dai primi mesi di vita.</p>
<p>Anche se non è ancora in grado di parlare, il bebé è perfettamente in grado di comunicare le sue <strong>preferenze in fatto di gioco</strong>. Se un determinato suono non gli piace, inizierà subito a piangere. Se nessun’ altra melodia sortisce l’effetto di farlo calmare, allora vi trovate di fronte a un giocatore scatenato, ovvero a un bebé più vivace del solito.</p>
<p>Con questa tipologia di neonato si possono <strong>sperimentare giochi più movimentati</strong>, come il sollevarlo in alto intonando delle ninne nanna o suoni anche senza significato, oppure tradizionali frasi ludiche come “opp opp cavallino”. I neonati, sollevati delicatamente in alto al canto di “opp opp cavallino”, si divertono come matti e lo dimostrano smettendo subito di piangere, sorridendo e regalandovi delle fantastiche nottate di sonno.</p>
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		<title>Giochi per i primi passi: come aiutare nostro figlio a camminare</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2014 15:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[box]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In media, un bimbo impara a camminare tra i dodici e i sedici mesi. In questo ambito, le eccezioni sono sempre possibili e può anche capitare che il bimbo faccia fatica a reggersi da solo anche quando ha abbondantemente superato i diciotto mesi di vita. Durante la fase dei primi passi, il bambino può essere aiutato ad acquistare più sicurezza tramite il gioco. Le</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In media, un <strong>bimbo impara a camminare</strong> tra i dodici e i sedici mesi. In questo ambito, le eccezioni sono sempre possibili e può anche capitare che il bimbo faccia fatica a reggersi da solo anche quando ha abbondantemente superato i diciotto mesi di vita. Durante la fase dei primi passi, il bambino può essere aiutato ad acquistare più sicurezza <strong>tramite il gioco.</strong></p>
<p>Le attività ludiche propedeutiche ai <strong>primi passi</strong> comprendono di solito l’accompagnamento o l’azione diretta dei genitori, oppure attrezzi e giochi specifici come il girello e il box. Nel primo caso, saranno la mamma o il papà ad accompagnare il piccolo nel percorso che lo porterà a camminare da solo.</p>
<p>Prima di diventare autonomo camminando, però, il bimbo attraversa la fase del cosiddetto “ <strong>gattonamento</strong>”. Questa fase consente al piccolo di muoversi e trascinarsi sulle superfici usando gambe e braccia. Sperimentando un movimento in stile “ quadrupede”, il bimbo acquisisce lentamente la capacità di reggersi in piedi da solo. E’ infatti difficile e molto raro che un bambino impari a camminare senza aver mai gattonato. Anche il gattonamento può essere vissuto come un gioco. Accade quando mamma e papà si siedono a terra sopra un tappetino dove il piccolo comincerà a muoversi per raggiungerli e gettarsi tra le loro braccia. “Gattonando gattonando”, per dirla come un ritornello, il bimbo impara anche a camminare sulle sue piccole gambe.</p>
<p>La fase dei primi passi è quasi sempre accompagnata dall’intervento dei genitori, specie quando il bimbo non ha ancora acquisito la sicurezza per lanciarsi da solo in corse forsennate dentro casa e fuori. Se la muscolatura del piccolo non è ancora abbastanza sviluppata e abituata a consentire dei <strong>passetti autonomi</strong>, bisogna giocare con il bimbo <strong>tenendolo per le mani</strong> durante le sue prime camminate dentro casa. Quest’attività è vista come un gioco dal bambino, mentre per i genitori può rappresentare un vero e proprio esercizio ginnico, visto che le camminate del piccolo, retto dalle mani dei genitori, possono protrarsi per ore, giorni o mesi. In questa fase, il bambino può anche essere coinvolto in giochi di interazione e <strong>socializzazione</strong>. Mentre la mamma accompagna il piccolo nella sua camminata quotidiana, il papà, ad esempio, posto davanti, può incitare il figlio a correre o a superare un ostacolo o a inseguire il genitore mentre si nasconde.</p>
<p>Quando la stanchezza prende il sopravvento, il bimbo può essere posto all’interno di un box imbottito e corredato di manigliette in plastica. Questa struttura, magari riempita di giocattoli, permette al bambino di <strong>sperimentare il senso di autonomia</strong> e di indipendenza. Anche se cade, infatti, il piccolo non potrà mai farsi male all’interno del box imbottito. Man mano che il senso di paura svanisce, il bimbo impara anche ad alzarsi da solo e a reggersi tenendosi avvinghiato alle maniglie del contenitore.</p>
<p>Ottimo, per stimolare il senso di indipendenza del bambino, anche il girello, gioco composto da una superficie in plastica, da seduta con cintura di sicurezza e rotelline per lo spostamento. Il girello è un gioco che va usato intorno ai sette mesi. Questo attrezzo serve ad abituare il bimbo a <strong>poggiare i piedi al suolo</strong>. L’uso del girello deve però essere limitato nel tempo, perché il piccolo, non potendo poggiare perfettamente i piedi a terra a causa dell’ingombro del gioco, rischia di perdere la capacità di camminare da solo.</p>
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		<title>Giocare con il peluche, cosa significa per i bambini</title>
		<link>https://www.bimbi.net/giocare-con-il-peluche-cosa-significa-per-i-bambini.html</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 17:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[giocare con i peluche]]></category>
		<category><![CDATA[il gioco del peluche]]></category>
		<category><![CDATA[peluche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tutti ce lo ricordiamo ancora, perché ci ha fatto compagnia quando eravamo piccoli. Stiamo parlando del peluche, uno dei giochi più amati e conosciuti dai bambini di tutto il mondo. Il peluche, o i peluche, vista ormai l’abbondanza di modelli ed esemplari, sono tra i primi giocattoli a varcare la soglia delle culle o dei box per bimbi. Soffici, morbidi e facili da maneggiare</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti ce lo ricordiamo ancora, perché ci ha fatto compagnia quando eravamo piccoli. Stiamo parlando del <strong>peluche</strong>, uno dei giochi più amati e conosciuti dai <strong>bambini</strong> di tutto il mondo. Il peluche, o i peluche, vista ormai l’abbondanza di modelli ed esemplari, sono tra i primi giocattoli a varcare la soglia delle culle o dei box per bimbi.</p>
<p>Soffici, morbidi e facili da maneggiare e abbracciare, questi giochi svolgono anche un’importante funzione educativa e affettiva, tanto da avere anche un certo ruolo nell’ambito della psicologia infantile. La presenza del peluche è in grado di contribuire positivamente allo <strong>sviluppo psicoaffettivo </strong>del bambino<strong>.</strong></p>
<p>Questi pupazzi, di solito, <strong>fanno</strong> <strong>compagnia ai bimbi</strong> durante la notte o durante il giorno nei momenti in cui i genitori sono impegnati a fare altro. Il pupazzo di peluche, dunque, tiene compagnia ai bambini in diversi momenti della giornata, rivelandosi un ottimo sostituto dei genitori. I pupazzi di peluche però non devono diventare il surrogato dei genitori, cioè non devono essere usati per compensare la loro sistematica assenza.</p>
<p>Quando mamma e papà lavorano, il loro ruolo deve essere assunto dai parenti più prossimi, quali nonni o zii, mai dal peluche, anche perché, lasciare un bambino da solo, con peluche o senza, configura il gravissimo reato di abbandono di minore. Il pupazzo di stoffa o con pelo soffice e morbido va invece <strong>messo accanto al piccolo</strong> in tutte le occasioni in cui si ha necessità di staccare per un attimo gli occhi dal bimbo e di occuparsi magari di preparare pranzo e cena.</p>
<p>Per giocare con il peluche, il bambino va posto <strong>all’interno del box imbottito o del seggiolone</strong>, mai lasciarlo da solo per casa, specie se gattona o cammina, perché il solo peluche non potrebbe proteggerlo dal rischio di rovinose cadute. Durante la notte, invece, il peluche può validamente contribuire all’addormentamento del bambino, evitando anche che quest’ultimo sviluppi l’abitudine di dormire esclusivamente nel lettone dei genitori.</p>
<p>I peluche attualmente disponibili sul mercato permettono un’ampia scelta, valida per tutte le età. La forma dei peluche si rifà di solito all’aspetto di animali o personaggi dei cartoni animati. I peluche più amati e regalati in assoluto sono quelli con l’aspetto di<strong> orsacchiotto,</strong> seguono quelli a forma di <strong>coniglietto, cagnolino</strong> e micio. Molto carini sono anche quelli a forma di anatra o papera. I pupazzi con la forma di animale sono particolarmente graditi dai bimbi entro il primo anno di vita. La forma dell’animale ispira infatti un senso di protezione e di fiducia.</p>
<p>L’avvento dei cartoon ha portato anche alla diffusione dei peluche di Peppa Pig o di Winnie The Pooh, l’orsacchiotto lanciato da Walt Disney. Per evitare il rischio di allergie, il peluche deve essere realizzato in fibra naturale e senza rilasciare pelucchi in giro per casa. I più indicati in tal senso sono quelli in fibra di cotone o in spugna oppure quelli realizzati con un pelo fitto e molto corto. La <strong>funzione educativa</strong> dei peluche può essere potenziata dall’inserimento, al loro interno, di dispositivi parlanti e musicali.</p>
<p>I <strong>peluche parlanti</strong> sono in genere più pesanti di quelli muti ed è per questo che vanno usati solo in presenza dei genitori. Esistono anche i <strong>peluche sorpresa</strong>, da regalare ai bimbi in occasione del Natale o della Pasqua. Questi pupazzi sono corredati di cerniera posteriore dove all’interno sono contenuti ovetti di cioccolato o caramelle. Il costo dei peluche è abbastanza accessibile e va dai cinque ai venti euro. I più costosi, naturalmente, sono i peluche di maggiori dimensioni.</p>
<p>Per una maggiore sicurezza, si consiglia sempre di <strong>scegliere prodotti Made in Italy</strong> o di provenienza sicura. Da scartare quelli importati da paesi extracomunitari o che presentano il solito problema del cattivo odore riferito probabilmente all’uso di tessuti o materiali tossici. Il peluche può servire anche a compiere delle buone azioni: esistono, infatti, i <strong>pupazzi equosolidali</strong>. Si tratta di peluche realizzati da organizzazioni umanitarie che finanziano progetti non-profit. In tal caso, il peluche potrà avere un doppio significato: consolare il bambino e aiutare il mondo.</p>
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		<title>Alienazione da videogiochi: cosa comporta?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2014 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[alienazione da videogioco]]></category>
		<category><![CDATA[rischio dipendenza videogame]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Hanno ormai sostituito i giochi tradizionali e sono sempre più richiesti e acquistati. Stiamo parlando dei videogiochi o playstation, strumenti digitali che permettono di giocare stando comodamente seduti davanti a uno schermo. Questi giochi digitali, proprio perché molto appassionanti e coinvolgenti, sono particolarmente apprezzati dai bambini più grandi e dagli adolescenti. Le storie proposte dal videogame infatti si ispirano a fatti storici, film o</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno ormai sostituito i giochi tradizionali e sono sempre più richiesti e acquistati. Stiamo parlando dei <strong>videogiochi</strong> o playstation, strumenti digitali che permettono di giocare stando comodamente seduti davanti a uno schermo. Questi giochi digitali, proprio perché molto appassionanti e coinvolgenti, sono particolarmente apprezzati dai bambini più grandi e dagli adolescenti.</p>
<p>Le storie proposte dal videogame infatti si ispirano a fatti storici, film o grandi battaglie del passato. Queste riproposizioni permettono ai ragazzi di conoscere gli eventi storici e quindi di sviluppare una certa cultura sul nostro passato e su epoche remote. Dall’altro alto, però, i videogiochi tendono ad assorbire completamente l’attenzione del giocatore portandolo verso uno stato di alienazione che può facilmente sconfinare nella<strong> dipendenza da videogame</strong>.</p>
<p><strong>L’alienazione da videogame</strong> può manifestarsi con una chiusura emotiva del ragazzo nei confronti degli altri e del mondo esterno, ma anche con atteggiamenti aggressivi o di indifferenza nei confronti del prossimo. Quando compaiono questi segnali è probabile che il ragazzo trascorra molte ore davanti al videogame e che quindi stia sviluppando una dipendenza.</p>
<p>Secondo i dati diffusi da una ricerca condotta dal Centro Studi Minori e Media è emerso che più del <strong>58% degli studenti intervistati gioca almeno una volta al giorno</strong> con il videogioco e che il 40,5% si identifica qualche volta con i personaggi del gioco stesso. La ricerca, dal titolo &#8220;Minori in videogioco&#8221;, ha coinvolto 2037 studenti di 39 scuole italiane del nord, del centro e del sud.</p>
<p>Lo studio ha rivelato che <strong>uno studente su quattro</strong> <strong>trascorre da uno a tre ore</strong> davanti al videogame. Questo stesso studente, secondo i dati dello studio, predilige i giochi di combattimento. Altri studenti intervistati prediligono invece l’avventura e lo sport, mentre il tempo medio di gioco è di meno di un’ora al giorno per il 57% degli studenti intervistati. I dati della ricerca sono incoraggianti e sperando che gli amanti delle playstation siano stati sinceri nelle loro risposte c’è da sperare che non vi sia alcun caso di dipendenza tra i giovanissimi che giocano con il videogame.</p>
<p>La dipendenza o l’alienazione, in realtà, non vengono causate dal gioco in sé, ma dalla modalità di gestione del gioco stesso. E’ bene dunque che i genitori si attivino per evitare che i figli incappino nella tanto temuta dipendenza da videogame. Per <strong>evitare la dipendenza</strong>, il videogame dovrebbe essere <strong>usato per meno di un’ora al giorno</strong>, o meglio, occasionalmente, e poche volte alla settimana. Troppe ore davanti alla playstation sortiscono infatti lo stesso effetto di stare troppo davanti alla Tv: dopo qualche tempo si rischia di non poterne più fare a meno.</p>
<p>I media digitali in genere, hanno lo straordinario potere di coinvolgere ed appassionare oltre ogni limite, specie le menti più giovani. Ma la dipendenza e l’alienazione da videogioco non comportano solo un <strong>danno a livello psicologico</strong>, ma anche a livello fisico. Basti pensare al rischio di sedentarietà, spesso causa di aumento di peso od obesità nei bambini e non solo. Stare troppo davanti allo schermo può comportare anche l’isolamento sociale, scarsa concentrazione durante le attività scolastiche, o altri <strong>comportamenti disturbati</strong> come saltare i pasti.</p>
<p>L’<strong>esposizione prolungata</strong> al videogioco può comportare anche fenomeni di videomania o videofissazione, cioè una vera e propria patologia da dipendenza che costringe a vivere solo in attesa della nuova sessione di gioco. La dipendenza da videogioco è considerata una vera e propria patologia, al pari dell’abuso di alcool e droghe. Negli Usa sono stati già attivati i centri per disintossicarsi da questa nuova piaga dell’era moderna. I sintomi della dipendenza da videogioco si manifestano addirittura con<strong> tremori, ansia e agitazione</strong>.</p>
<p>C’è però da dire che, in sé, i videogiochi non sono pericolosi. <strong>Usati con giudizio</strong> e parsimonia, cioè per poche ore al giorno o poche volte alla settimana, i giochi digitali <strong>stimolano le capacità cognitive</strong>, logiche e di apprendimento, ma anche le abilità manuali e di percezione. Un uso corretto del videogioco aiuta i ragazzi anche a saper maturare la capacità di gestire gli obiettivi, a prendere decisioni rapide e a controllare le proprie emozioni.</p>
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		<title>Giocare assieme ai bambini: pro e contro</title>
		<link>https://www.bimbi.net/giocare-assieme-ai-bambini-pro-e-contro.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2014 14:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Non bisogna essere esperti per capire che il gioco è una delle attività maggiormente preferite dai bambini. Non solo: non bisogna nemmeno essere scienziati o psicologi per rendersi conto che il gioco incide notevolmente sulla crescita e sullo sviluppo psicologico dei nostri figli. In parole semplici, potremmo definire il gioco come l’altra faccia dell’educazione. Giocare con i bambini, dunque, può rappresentare il lato divertente</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Non bisogna essere esperti per capire che il<strong> gioco</strong> è una delle attività maggiormente preferite dai bambini. Non solo: non bisogna nemmeno essere scienziati o psicologi per rendersi conto che il gioco incide notevolmente sulla crescita e sullo sviluppo psicologico dei nostri figli. In parole semplici, potremmo definire il gioco come l’altra faccia dell’educazione.</p>
<p><strong>Giocare con i bambini,</strong> dunque, può rappresentare il lato divertente dello stesso percorso educativo. Invece di dare ordini e stabilire dei &#8220;sì&#8221; e dei &#8220;no&#8221; da dare e dire quando è necessario, il gioco, o meglio, l’attività del giocare, consente ai più piccoli di sperimentare fin da subito le loro capacità di <strong>socializzazione</strong> e di relazione con gli altri. Anche i giochi hanno delle regole e dei limiti da rispettare ed è per questo che costituiscono un elemento cardine di tutto quel vasto mondo chiamato anche “educazione”. Educare significa infatti “ impartire o insegnare delle regole” e quale modo migliore per farlo se non con il gioco fatto magari assieme ai genitori o ad altre figure di riferimento?</p>
<p>Sappiamo quanto oggi sia difficile <strong>dedicare del tempo ai più piccoli</strong> per via dei numerosi impegni quotidiani, ma dedicare qualche ora o qualche giorno alle giocate con i bambini può far bene a grandi e piccoli. Nel trascorrere del tempo con i bimbi, anche giocando, esistono numerosi vantaggi e solo qualche isolato svantaggio. I pro sono sia a beneficio dei genitori che dei bambini, i contro spesso sono solo a danno dei genitori, che magari vorrebbero trascorrere del tempo libero per riprendersi dallo stress lavorativo o quotidiano. Pochi sanno, invece, che anche giocare con i figli può rappresentare una valida<strong> attività antistress.</strong></p>
<p>Ma quali giochi fare con i propri bimbi? La<strong> scelta delle attività ludiche</strong> dipende sempre dall’età del bimbo e dalle sue attitudini. Anzitutto occorre sapere che i bambini amano il gioco fin dai primi giorni della loro nascita. Le attività ludiche devono quindi andare di pari passo con le varie<strong> fasi di crescita</strong> dei nostri piccoli. Nei primi mesi di vita, il gioco insieme ai bimbi si configura come tenere il bebé in braccio per calmarlo, cantargli delle ninne nanna o imitare suoni e versi di animali.</p>
<p><strong>Dal primo anno in poi</strong>, il gioco assieme ai figli diventa più impegnativo, per via della maggiore capacità di apprendimento che i bimbi sviluppano a partire dai dieci mesi di vita. Tra i dieci e i dodici mesi, infatti, il bambino è in grado di percepire e identificare le figure di riferimento. Il gioco, quindi, può essere sviluppato <strong>come un’interazione tra lui e i genitori.</strong> Questi ultimi possono parlargli, fargli afferrare quaderni, peluche o altri giocattoli, oppure giocare a nascondino.</p>
<p><strong>Il gioco del nascondino</strong> è quello che i bimbi amano di più anche quando ancora non camminano. In questo caso, a giocare bisogna essere in tre: chi tiene in braccia il bambino e si nasconde con lui e chi deve trovarli o a sua volta nascondersi per essere trovato. Al sentire pronunciare le fatidiche parole del gioco “ cucù settete”, il bimbo esploderà di gioia e di sorpresa, riempiendo di felicità i cuori di genitori e parenti.</p>
<p>Quando il bimbo avrà imparato a camminare e parlare, si potranno sperimentare <strong>giochi più complessi</strong>, come scambiarsi un pallone o stendersi su un tappetino per giocare a carte o con le costruzioni. Alcuni genitori coinvolgono i loro figli persino nei giochi <strong>telematici e interattivi</strong> con l’iPhone o l’iPad. Questi giochi, da selezionare esclusivamente tra le App per bambini, possono essere compresi nelle attività ludiche purché non si abusi della tecnologia.</p>
<p>Una crescita sana dei piccoli avviene anche abituandoli a relazionarsi con<strong> giochi che li tengano in movimento</strong> e in costante contatto con gli altri. Giocare a &#8220;palla prigioniera&#8221;, ad esempio, può essere molto più istruttivo che tenere nostro figlio per ore a pigiare tasti sull’iPad.</p>
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		<title>Scegliere i giocattoli in base all’età del bambino</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 14:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[giocattoli età bimbi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>I giocattoli possiedono lo straordinario potere di stimolare nel bambino la percezione di sé e del mondo. Essendo composti di materia solida e visibile, i giocattoli possono, infatti, essere maneggiati e visualizzati dal bimbo in tanti modi. Per evitare rischi, però, bisogna sempre scegliere quelli più adatti alla sua età. Durante la crescita, il bambino attraversa diverse fasi in cui la percezione degli oggetti</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>giocattoli</strong> possiedono lo straordinario potere di stimolare nel bambino la percezione di sé e del mondo. Essendo composti di materia solida e visibile, i giocattoli possono, infatti, essere maneggiati e visualizzati dal bimbo in tanti modi. Per evitare rischi, però, bisogna sempre scegliere quelli più adatti alla sua <strong>età</strong>.</p>
<p>Durante la crescita, il <strong>bambino</strong> attraversa diverse fasi in cui la percezione degli oggetti si modifica sensibilmente e progressivamente, venendo  accompagnata dal rapido sviluppo degli altri sensi. Considerando proprio la regola dei cinque sensi,  bisogna scegliere i giocattoli che si adattano alla <strong>capacità percettiva</strong> del bambino. I bebé, ad esempio, ovvero i bimbi da zero a sei mesi, hanno essenzialmente bisogno di due tipi di giocattoli: <strong>palestrine musicali e pupazzi di stoffa</strong> o gomma atossica.</p>
<p>Le palestrine si attaccano alla culla emanando suoni e dolci ninne nanna, questi giochi stimolano non solo la capacità visiva e uditiva del bambino, ma anche il sonno e il relax. I pupazzi di stoffa o in <strong>gomma atossica</strong> seguono immediatamente i primi mesi di vita del bimbo. Questi giocattoli, però, specie se di grandi dimensioni, sono da evitare nelle prime settimane di vita del bebé, perchè, se lasciati nella culla, potrebbero soffocare il piccolo.</p>
<p>Pupazzi e peluche accompagnano i bambini anche fino ai tre anni e oltre. Questi giochi sono infatti estremamente sicuri perché composti da pezzi unici e da parti che non si staccano. Ottimi anche i giochi musicali con tastierine e pulsanti. Questi ultimi si possono usare già dal primo anno, epoca in cui i bimbi hanno già sviluppato la capacità di toccare e di tenere in mano gli oggetti. Con gli <strong>strumenti musicali a tastiera</strong>, i bimbi si divertono a schiacciare e a udire diversi suoni, musicali e non, come i versi degli animali e la pronuncia delle vocali.</p>
<p>La scelta dei giocattoli dunque non è difficile se si tiene conto dell’età del proprio bambino. In genere, tutti i giochi da acquistare segnalano in etichetta se sono adatti o meno all’età dei nostri figli. Certamente tutti ricorderete la famosa dicitura che recita: “ <strong>Gioco non adatto a bambini di età inferiore ai 36 mesi</strong>”. Un gioco con questa dicitura sarà adatto solo a bimbi dai tre anni in poi, perché composto da parti che possono essere facilmente ingoiate e ingerite dai bimbi più piccoli.</p>
<p>Per essere sicuri, i giocattoli devono riportare anche la dicitura “ <strong>Gioco a norma CE</strong>”, dove CE indica la Comunità europea. Attenzione però a questa famigerata sigla: in molti casi, CE può riferirsi anche al termine “China Export”, dicitura commerciale che contraddistingue prodotti di fattura e provenienza cinese. Purtroppo, i merchant cinesi sono abilissimi nel contraffare sigle e prodotti; per essere davvero sicuri di non incappare in giochi insicuri, conviene sempre cercare nel prodotto la sigla che indica la sua provenienza.</p>
<p>Con i giocattoli cinesi, poi, meglio prendersi la briga di odorare i materiali: alcuni possono essere davvero pericolosi per i piccoli, specie se costruiti con materie prime tossiche e vietate dall’Unione europea. Se la plastica del gioco emette un odore fastidioso, meglio lasciar perdere e <strong>puntare su prodotti “Made in Italy”</strong> o di qualità.</p>
<p>Il criterio della qualità vale anche per i peluche, giocattoli che possono essere usati a qualunque età. Per evitare allergie, il peluche non deve rilasciare troppi pelucchi e soprattutto non deve essere realizzato con materiali sintetici troppo aggressivi. Un’ottima soluzione per i bimbi da zero a tre anni, sono i pupazzi in stoffa, giochi sicuri perché realizzati con stoffe in cotone naturale. I genitori più esigenti possono anche scegliere i <strong>pupazzi musicali</strong>. Questi giocattoli sono costruiti con un pulsante nella zona addominale: premendolo, si assiste all’emissione di suoni e voci che possono divertire tantissimo il nostro bambino.</p>
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