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	<title>Bimbi &#187; Tempo libero bambini</title>
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	<description>Informazioni, strumenti e consigli per mamma e papà</description>
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		<title>Smartwatch per bambini, connessi e controllati</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2016 06:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[biADMIN01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e nuove tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il mondo della tecnologia e della connettività sempre più negli ultimi anni si sta focalizzando su prodotti dedicati all&#8217;infanzia come ad esempio lo smartwatch per bambini. Sembra una prerogativa irrinunciabile quella di garantire ai nostri bambini la possibilità di essere connessi e comunicare con noi o tra di loro, ma è davverò un&#8217;esigenza legittima? Sul rapporto bambini e tecnologia ci siamo occupati in altri</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo della tecnologia e della connettività sempre più negli ultimi anni si sta focalizzando su prodotti dedicati all&#8217;infanzia come ad esempio lo smartwatch per bambini.<br />
Sembra una prerogativa irrinunciabile quella di garantire ai nostri bambini la possibilità di essere connessi e comunicare con noi o tra di loro, ma è davverò un&#8217;esigenza legittima?<br />
Sul rapporto <a title="Rapporto bambini e tecnologia" href="http://www.bimbi.net/bambini-tecnologici-come-i-bambini-si-approcciano-alle-nuove-tecnologie.html">bambini e tecnologia</a> ci siamo occupati in altri articoli , oggi invece vogliamo esplorare le nuove frontiere della tecnologia e &#8220;buttare&#8221; un occhio sui prodotti che arriveranno presto sul nostro mercato, eccone uno di cui si parla molto.</p>
<h2>dokiWatch</h2>
<p><strong>dokiWatch</strong> è una delle ultime frontiere di orologio intelligente o per dirla in inglese &#8220;SmartWatch&#8221;, una soluzione tra le più avanzate al mondo per i bambini da 6 a 12 anni, non solo orologio ma, soprattutto, telefono portabile e localizzatore.<br />
Ciò che rende questo SmartWatch unico è la connessione con la rete 3G che consente ai bambini di comunicare con video chiamata, chiamata vocale e funzionalità di messaggistica, tutto in un unico dispositivo.<br />
Lo smartwatch quindi deve essere munito di una SIM card (non in dotazione) esattamente come qualunque telefonino.<br />
Questo è necessario per garantire le funzioni di chiamata e videochiamata, precisando che le chiamate possono essere effettuate sia dai bambini che dai genitori ma soltanto per una lista selezionata di contatti (impostata dai genitori).<br />
Per quanto riguarda la videochiamata invece è attivabile solo dai genitori e i bambini possono soltanto rispondere.</p>
<h2>Sicurezza</h2>
<p>Questo smartwatch probabilmente anticipa o &#8220;compensa&#8221; quella esigenza sempre più pressante dei genitori di mantenersi collegati ai figli, eccessiva secondo alcuni, del tutto legittima secondo altri visti i tempi che corrono.<br />
dokiWatch è anche dotato di importanti caratteristiche di sicurezza, tra cui il tracciamento GPS, che consente ai genitori di conoscere il luogo in cui si trovano i loro figli direttamente sul proprio smartphone.<br />
Non solo, è possibile per i genitori ricevere una notifica (SMS) quando il bambino si trova in una zona oltre il &#8220;perimetro di sicurezza&#8221; definito dal genitor (es. percorso casa scuola, o casa dei nonni, etc..).<br />
A completare il set di sicurezza c&#8217;è l&#8217;SOS alert, una funzionalità attivabile dal bambino premendo per 3 secondo un ben preciso tasto dello smartwatch. Questo invierà un SMS a tutti i contatti specificati insieme alla registrazione audio ambientale di dove si trova il bambino. Se non bastasse al telefono dei genitori viene anche inviata la posizione geografica del bambino ogni 60 secondi fin quando la funzionalità Alert non viene disattivata.</p>
<h2>Attività fisica</h2>
<p>Andando alle caratteristiche più &#8220;consuete&#8221; di uno smartwatch troviamo anche un tracker fitness, una sorta di computer in grado di registrare l&#8217;attività fisica di chi lo indossa, incluso secondo i produttori per incoraggiare i bambini a rimanere attivi e in buona salute, utilizzando incentivi divertenti come badge traguardo a raggiunto.<br />
Siamo nell&#8217;era degli smartphone e bambini in età sempre più giovane accedono a questi dispositivi.<br />
Ma non tutti i bambini sono ancora pronti per i smartphone degli adulti, ecco che dokiWatch si presenta coma una soluzione intermedia che garantisce ai bambini un orologio tecnologico che stimola la loro attività fisica e ai genitori uno strumento efficace grazie al quale possono godersi la sicurezza di sapere che sono al sicuro.</p>
<p>dokiWatch è un progetto nato grazie al crowdfunding o finanziamento collettivo dove un gruppo di persone chiede agli utenti il finanziamento della loro idea affinché possa essere entrare nella fase di produzione.<br />
Lo smartwatch dokiWatch è stato totalmente finanziato rispetto al budget richiesto quindi entrerà a fine estate in produzione anche in Europa. Per maggiori informazioni <a href="http://www.doki.com/" target="_blank">http://www.doki.com/</a></p>
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		<title>Aiutiamo nostro figlio a socializzare</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2014 08:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Feste per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[socializzare]]></category>
		<category><![CDATA[socializzare con il mondo esterno]]></category>
		<category><![CDATA[socializzazione bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’uomo, si sa, per sua natura è un animale sociale. Ancora più sociali sono i bambini, che fin dai primi anni di vita hanno bisogno di socializzare con i propri simili. Il percorso di socializzazione dei più piccoli segue alcune semplici regole di comportamento che vi spiegheremo in questo post. Anche nei primi mesi i genitori farebbero bene a uscire a passeggio con il</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L’uomo, si sa, per sua natura è un animale sociale. Ancora più sociali sono i bambini, che fin dai primi anni di vita hanno <strong>bisogno di socializzare</strong> con i propri simili. Il percorso di socializzazione dei più piccoli segue alcune semplici regole di comportamento che vi spiegheremo in questo post. Anche nei primi mesi i genitori farebbero bene a uscire a passeggio con il loro bebé. Il bimbo di pochi mesi può essere trasportato in carrozzina, mentre dopo i sei mesi può anche essere messo nel passeggino.</p>
<p>La <strong>percezione dei colori, dei suoni e delle voci</strong> del mondo esterno aiuta a potenziare le capacità cognitive del bambino. Al contrario, stare sempre in casa con il piccolo rischia di farlo diventare un adulto chiuso e introverso. Nel percorso di socializzazione, però, non basta portare il bimbo dai nonni o dagli zii. L’incontro con queste figure è certamente importante, ma ancor di più lo è far incontrare il bimbo con altri bambini della sua età o anche più grandi.</p>
<p>L’esperienza dei genitori dimostra anche che i bimbi chiedono un contatto con i loro simili fin dai primissimi anni di vita. Non è raro infatti sentire pronunciare al proprio piccolo, intorno al primo anno di età, la parola “pimpi”, o ancor più precisamente, “bimbi”. In questa parola di poche lettere è racchiuso tutto il bisogno di socializzazione del nostro bambino e tutta la sua voglia di <strong>fare amicizia.</strong></p>
<p>In questo quadro è bene che i genitori abbandonino la pigrizia e programmino delle <strong>uscite nei fine settimana</strong> o nei momenti in cui sono più liberi. Durante la settimana, invece, se gli impegni familiari e di lavoro impediscono persino di mettere il naso fuori dalla porta, si potrebbero invitare in casa amici e parenti con bimbi piccoli, in modo da farli giocare con i nostri.</p>
<p>Altre modalità di socializzazione comprendono l’<strong>accompagnare il bimbo in un parco giochi</strong> o in una bambinopoli comunale attrezzata con giochi e altre attività ludiche per i più piccoli. Quali sono i vantaggi della socializzazione del bimbo con i suoi simili? Anzitutto rispondiamo col dire che i vantaggi sono tantissimi, a partire dalla possibilità di rendere il bimbo più indipendente e più ben disposto a staccarsi dalla madre o dai genitori quando questi lo lasciano dai nonni per recarsi a lavoro.</p>
<p>Anche i nonni farebbero bene a favorire e stimolare le capacità di socializzazione del bambino. Quest’ultimo, infatti, ha bisogno di osservare tutto quello che gli accade intorno. Naturalmente<strong>, l’osservazione</strong> dei bambini piccoli è indirizzata ai colori, ai suoni e alle stupende manifestazioni <strong>della natura</strong>. Un bimbo, dunque, si stupisce delle piante e degli alberi in fiore, di un cane che abbaia o di un gatto che miagola.</p>
<p>Per mettere a contatto il bimbo con i vari elementi della natura è consigliabile effettuare <strong>gite al mare o in campagna</strong> e in ambienti comunque aperti, incontaminati e con ampi spazi verdi. La vita all’aperto e il contatto diretto con il mondo esterno aiutano lo sviluppo cognitivo del bambino più degli strumenti informatici. Non è un male coinvolgere il bambino in giochi con il pc e l’ipad, ma l’indipendenza e il carattere vero si costruiscono con giochi reali e materialmente percepibili.</p>
<p>Durante la prima infanzia, dunque, meglio coinvolgere il bambino nei tradizionali <strong>giochi all’aperto</strong> ( palla prigioniera, un due tre stella, ecc.) conosciuti certamente da tutti i genitori. Le bambinopoli comunali attrezzate, i campetti di calcio estivi, i grest organizzati da associazioni e gruppi parrocchiali, consentono di immergere il bambino in una serie di attività ludiche e di socializzazione mirate a favorirne lo sviluppo psicologico e cognitivo. In sintesi: per il benessere fisico e mentale del bambino vale di più una bella partita a calcetto che una sfida alla playstation.</p>
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		<title>Giochi hi-tech per intrattenere i bimbi in viaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 08:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A volte, l’idea di mettersi in viaggio con i propri bimbi può assumere i contorni di un incubo.  Stare seduti per ore in auto o in treno non è infatti l’ideale per i più piccoli, abituati a scorrazzare per casa in libertà. La soluzione per calmare i bambini in viaggio è rappresentata dai giochi hi &#8211; tech, applicazioni digitali che possono davvero fare miracoli</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A volte, l’idea di mettersi in viaggio con i propri bimbi può assumere i contorni di un incubo.  Stare seduti per ore in auto o in treno non è infatti l’ideale per i più piccoli, abituati a scorrazzare per casa in libertà. La soluzione per<strong> calmare i bambini in viaggio</strong> è rappresentata dai giochi hi &#8211; tech, applicazioni digitali che possono davvero fare miracoli durante i viaggi medio-lunghi.</p>
<p>Ricchi di applicazioni e idee divertenti, i <strong>giochi hi-tech</strong> hanno lo straordinario potere di zittire i più piccoli durante il viaggio e di trasformarli da urlatori scalmanati a piccoli scolari silenziosi e diligenti. I giochi hi-tech sono disponibili per le varie fasce di età e non è necessario aggiungere che per intrattenere i bimbi in viaggio conviene scegliere solo le applicazioni adatte alla loro età.</p>
<p>I giochi hi-tech si possono tranquillamente <strong>scaricare su tablet e smartphone</strong> e visualizzare al semplice tocco dello schermo. Visto che in auto e in treno la connessione Internet non è sempre disponibile, conviene scaricare i giochi sul cellulare in modo da visualizzarli anche in assenza della Rete. Tante le applicazioni disponibili e scaricabili da Google Play and App Store. Ricordiamo che per un buon funzionamento dei giochi bisogna scaricare solo quelli compatibili con il sistema operativo del proprio apparecchio. I giochi hi-tech sono disponibili sia gratis che a pagamento. Quelli a pagamento hanno un costo abbastanza accessibile e compreso tra due e sei euro.</p>
<p>Tra le tipologie di giochi hi-tech più divertenti per i più piccoli: le<strong> fiabe, </strong>le<strong> lezioni di inglese interattive, </strong>i<strong> giochi Lego</strong> e la playlist con le canzoni cantate da animali. Le fiabe sono delle applicazioni molto utili per bambini dai tre ai dieci anni che soffrono il mal d’auto. Queste applicazioni consentono solo di ascoltare e di guardare la fiaba senza che il bimbo faccia movimenti bruschi e faticosi accusando i fastidi del viaggio.</p>
<p>Le lezioni di inglese<strong> </strong> interattive<strong> utili per grandi e piccini</strong>, sono corredate da divertenti illustrazioni che consentono di imparare la lingua come fosse un gioco. Su Google Play e App Store sono disponibili anche i Lego, giochi che imitano le vicende e i protagonisti della playstation e dunque molto appassionanti per i bambini. Con i Lego digitali i bambini possono, al semplice tocco dello schermo, guidare un camion o salvare altri bambini da un incendio.</p>
<p>La<strong> playlist cantata da animali</strong> è un applicazione adatta ai bambini dai zero ai tre anni. Con queste app, i bambini possono ascoltare divertenti filastrocche interpretate dagli animali più amati, ovvero gatto, cane, ma anche animali da cortile come oche e galline. Un altro ottimo intrattenimento hi-tech per bimbi in viaggio è il gioco dei colori. Scaricando l’applicazione sul tablet, i bambini possono colorare qualsiasi illustrazione digitando e scegliendo i colori del menu e senza necessità di usare quelli veri.</p>
<p>E’ proprio vero dunque che<strong> la tecnologia fa miracoli</strong>, specie e soprattutto durante i viaggi, esperienze che i più piccoli vivono sempre con una certa vivacità e agitazione. Con i giochi hi-tech, invece, due o tre ore di relax in viaggio sono assicurate. Ai bimbi, a loro volta, viene assicurato il divertimento e la possibilità di imparare cose nuove anche mentre viaggiano.</p>
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		<title>Il gioco nei primi mesi di vita</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 15:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giocare, al pari di mangiare e dormire, è una delle attività fondamentali nella vita di un bambino, anche nei primi mesi. Le attività ludiche hanno infatti il potere di stimolare lo sviluppo cerebrale del bebé e di gettare le basi per il suo futuro sviluppo cognitivo. Da zero a tre anni, però, il gioco non va inteso come nei bimbi più grandi, dove esiste</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giocare</strong>, al pari di mangiare e dormire, è una delle attività fondamentali nella vita di un bambino, anche nei primi mesi. Le attività ludiche hanno infatti il potere di stimolare lo sviluppo cerebrale del bebé e di gettare le basi per il suo futuro sviluppo cognitivo. Da zero a tre anni, però, il gioco non va inteso come nei bimbi più grandi, dove esiste già una maggiore percezione degli stimoli esterni.I giochi per bebé sono infatti più soft e meno stancanti per i genitori, che non devono far altro che coccolare il loro piccolo.</p>
<p>Per i <strong>bimbi da zero a tre mesi</strong>, il gioco fa proprio rima con le coccole: sono queste che non vanno lesinate mai, dal giorno del parto fino a tutta l’infanzia e oltre. Il neonato percepisce le coccole come segno di affetto e di protezione da parte dei genitori. Questi ultimi devono donare al piccolo tutto l’amore di cui sono capaci. Anche se i neonati sembrano non capire le parole dei genitori, le frasi affettuose hanno un grande effetto su di loro. Il gioco per i bebé sarà quindi fatto anche di parole o frasi tenere e sdolcinate come “ tesoro o piccolo mio”, ma anche “amore di mamma e papà” e simili. E’ chiaro che queste frasi vengano naturali e che non richiedano alcuno sforzo per essere pronunciate.</p>
<p>La fase iniziale del gioco con il bebé è dunque una semplice e alquanto normale sequela di parole e gesti affettuosi tra genitori e figli. Inoltre, non bisogna credere che il gioco nei primi mesi di vita del piccolo si fermi solo alle normali carinerie e coccole tipiche del rapporto genitori figli. Un&#8217;altra importante <strong>fase del gioco per bebé</strong> sono le passeggiate in braccio per casa. Queste hanno l’effetto di far rilassare il piccolo e al tempo stesso di farlo divertire. Le <strong>passeggiate in braccio</strong> possono e devono anche essere alternate da quelle in carrozzina, che il neonato percepisce sempre come rilassanti e propedeutiche a un buon sonno.</p>
<p>Nei giochi per bimbi da zero a tre mesi rientrano anche gli oggetti musicali e i pupazzetti in gomma da appendere alla culla. Far dondolare un pupazzetto o un carillon musicale svolge un potente ruolo nello sviluppo cognitivo del bambino. I neonati sono infatti molto sensibili ai rumori e ai suoni. Molto divertente per loro può anche essere <strong>l’ascolto di canzoni</strong> per bambini in Tv o via tablet e Pc. Ci sono bebé, come testimoniano anche alcuni genitori, che trovano molto divertente ascoltare le suonerie del cellulare e persino la musica rap o dance.</p>
<p>La musica attira l’attenzione del bimbo e ne stimola anche le future capacità di concentrazione. Tutte queste attività ludiche possono anche gettare le basi per lo sviluppo della fantasia e della creatività del bimbo. E’stato visto, infatti, che i bimbi più creativi e intelligenti sono quelli che hanno ricevuto <strong>stimoli sonori e visivi</strong> fin dai primi mesi di vita.</p>
<p>Anche se non è ancora in grado di parlare, il bebé è perfettamente in grado di comunicare le sue <strong>preferenze in fatto di gioco</strong>. Se un determinato suono non gli piace, inizierà subito a piangere. Se nessun’ altra melodia sortisce l’effetto di farlo calmare, allora vi trovate di fronte a un giocatore scatenato, ovvero a un bebé più vivace del solito.</p>
<p>Con questa tipologia di neonato si possono <strong>sperimentare giochi più movimentati</strong>, come il sollevarlo in alto intonando delle ninne nanna o suoni anche senza significato, oppure tradizionali frasi ludiche come “opp opp cavallino”. I neonati, sollevati delicatamente in alto al canto di “opp opp cavallino”, si divertono come matti e lo dimostrano smettendo subito di piangere, sorridendo e regalandovi delle fantastiche nottate di sonno.</p>
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		<title>Giochi per i primi passi: come aiutare nostro figlio a camminare</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2014 15:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In media, un bimbo impara a camminare tra i dodici e i sedici mesi. In questo ambito, le eccezioni sono sempre possibili e può anche capitare che il bimbo faccia fatica a reggersi da solo anche quando ha abbondantemente superato i diciotto mesi di vita. Durante la fase dei primi passi, il bambino può essere aiutato ad acquistare più sicurezza tramite il gioco. Le</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In media, un <strong>bimbo impara a camminare</strong> tra i dodici e i sedici mesi. In questo ambito, le eccezioni sono sempre possibili e può anche capitare che il bimbo faccia fatica a reggersi da solo anche quando ha abbondantemente superato i diciotto mesi di vita. Durante la fase dei primi passi, il bambino può essere aiutato ad acquistare più sicurezza <strong>tramite il gioco.</strong></p>
<p>Le attività ludiche propedeutiche ai <strong>primi passi</strong> comprendono di solito l’accompagnamento o l’azione diretta dei genitori, oppure attrezzi e giochi specifici come il girello e il box. Nel primo caso, saranno la mamma o il papà ad accompagnare il piccolo nel percorso che lo porterà a camminare da solo.</p>
<p>Prima di diventare autonomo camminando, però, il bimbo attraversa la fase del cosiddetto “ <strong>gattonamento</strong>”. Questa fase consente al piccolo di muoversi e trascinarsi sulle superfici usando gambe e braccia. Sperimentando un movimento in stile “ quadrupede”, il bimbo acquisisce lentamente la capacità di reggersi in piedi da solo. E’ infatti difficile e molto raro che un bambino impari a camminare senza aver mai gattonato. Anche il gattonamento può essere vissuto come un gioco. Accade quando mamma e papà si siedono a terra sopra un tappetino dove il piccolo comincerà a muoversi per raggiungerli e gettarsi tra le loro braccia. “Gattonando gattonando”, per dirla come un ritornello, il bimbo impara anche a camminare sulle sue piccole gambe.</p>
<p>La fase dei primi passi è quasi sempre accompagnata dall’intervento dei genitori, specie quando il bimbo non ha ancora acquisito la sicurezza per lanciarsi da solo in corse forsennate dentro casa e fuori. Se la muscolatura del piccolo non è ancora abbastanza sviluppata e abituata a consentire dei <strong>passetti autonomi</strong>, bisogna giocare con il bimbo <strong>tenendolo per le mani</strong> durante le sue prime camminate dentro casa. Quest’attività è vista come un gioco dal bambino, mentre per i genitori può rappresentare un vero e proprio esercizio ginnico, visto che le camminate del piccolo, retto dalle mani dei genitori, possono protrarsi per ore, giorni o mesi. In questa fase, il bambino può anche essere coinvolto in giochi di interazione e <strong>socializzazione</strong>. Mentre la mamma accompagna il piccolo nella sua camminata quotidiana, il papà, ad esempio, posto davanti, può incitare il figlio a correre o a superare un ostacolo o a inseguire il genitore mentre si nasconde.</p>
<p>Quando la stanchezza prende il sopravvento, il bimbo può essere posto all’interno di un box imbottito e corredato di manigliette in plastica. Questa struttura, magari riempita di giocattoli, permette al bambino di <strong>sperimentare il senso di autonomia</strong> e di indipendenza. Anche se cade, infatti, il piccolo non potrà mai farsi male all’interno del box imbottito. Man mano che il senso di paura svanisce, il bimbo impara anche ad alzarsi da solo e a reggersi tenendosi avvinghiato alle maniglie del contenitore.</p>
<p>Ottimo, per stimolare il senso di indipendenza del bambino, anche il girello, gioco composto da una superficie in plastica, da seduta con cintura di sicurezza e rotelline per lo spostamento. Il girello è un gioco che va usato intorno ai sette mesi. Questo attrezzo serve ad abituare il bimbo a <strong>poggiare i piedi al suolo</strong>. L’uso del girello deve però essere limitato nel tempo, perché il piccolo, non potendo poggiare perfettamente i piedi a terra a causa dell’ingombro del gioco, rischia di perdere la capacità di camminare da solo.</p>
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		<title>Giocare con il peluche, cosa significa per i bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 17:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[giocare con i peluche]]></category>
		<category><![CDATA[il gioco del peluche]]></category>
		<category><![CDATA[peluche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tutti ce lo ricordiamo ancora, perché ci ha fatto compagnia quando eravamo piccoli. Stiamo parlando del peluche, uno dei giochi più amati e conosciuti dai bambini di tutto il mondo. Il peluche, o i peluche, vista ormai l’abbondanza di modelli ed esemplari, sono tra i primi giocattoli a varcare la soglia delle culle o dei box per bimbi. Soffici, morbidi e facili da maneggiare</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti ce lo ricordiamo ancora, perché ci ha fatto compagnia quando eravamo piccoli. Stiamo parlando del <strong>peluche</strong>, uno dei giochi più amati e conosciuti dai <strong>bambini</strong> di tutto il mondo. Il peluche, o i peluche, vista ormai l’abbondanza di modelli ed esemplari, sono tra i primi giocattoli a varcare la soglia delle culle o dei box per bimbi.</p>
<p>Soffici, morbidi e facili da maneggiare e abbracciare, questi giochi svolgono anche un’importante funzione educativa e affettiva, tanto da avere anche un certo ruolo nell’ambito della psicologia infantile. La presenza del peluche è in grado di contribuire positivamente allo <strong>sviluppo psicoaffettivo </strong>del bambino<strong>.</strong></p>
<p>Questi pupazzi, di solito, <strong>fanno</strong> <strong>compagnia ai bimbi</strong> durante la notte o durante il giorno nei momenti in cui i genitori sono impegnati a fare altro. Il pupazzo di peluche, dunque, tiene compagnia ai bambini in diversi momenti della giornata, rivelandosi un ottimo sostituto dei genitori. I pupazzi di peluche però non devono diventare il surrogato dei genitori, cioè non devono essere usati per compensare la loro sistematica assenza.</p>
<p>Quando mamma e papà lavorano, il loro ruolo deve essere assunto dai parenti più prossimi, quali nonni o zii, mai dal peluche, anche perché, lasciare un bambino da solo, con peluche o senza, configura il gravissimo reato di abbandono di minore. Il pupazzo di stoffa o con pelo soffice e morbido va invece <strong>messo accanto al piccolo</strong> in tutte le occasioni in cui si ha necessità di staccare per un attimo gli occhi dal bimbo e di occuparsi magari di preparare pranzo e cena.</p>
<p>Per giocare con il peluche, il bambino va posto <strong>all’interno del box imbottito o del seggiolone</strong>, mai lasciarlo da solo per casa, specie se gattona o cammina, perché il solo peluche non potrebbe proteggerlo dal rischio di rovinose cadute. Durante la notte, invece, il peluche può validamente contribuire all’addormentamento del bambino, evitando anche che quest’ultimo sviluppi l’abitudine di dormire esclusivamente nel lettone dei genitori.</p>
<p>I peluche attualmente disponibili sul mercato permettono un’ampia scelta, valida per tutte le età. La forma dei peluche si rifà di solito all’aspetto di animali o personaggi dei cartoni animati. I peluche più amati e regalati in assoluto sono quelli con l’aspetto di<strong> orsacchiotto,</strong> seguono quelli a forma di <strong>coniglietto, cagnolino</strong> e micio. Molto carini sono anche quelli a forma di anatra o papera. I pupazzi con la forma di animale sono particolarmente graditi dai bimbi entro il primo anno di vita. La forma dell’animale ispira infatti un senso di protezione e di fiducia.</p>
<p>L’avvento dei cartoon ha portato anche alla diffusione dei peluche di Peppa Pig o di Winnie The Pooh, l’orsacchiotto lanciato da Walt Disney. Per evitare il rischio di allergie, il peluche deve essere realizzato in fibra naturale e senza rilasciare pelucchi in giro per casa. I più indicati in tal senso sono quelli in fibra di cotone o in spugna oppure quelli realizzati con un pelo fitto e molto corto. La <strong>funzione educativa</strong> dei peluche può essere potenziata dall’inserimento, al loro interno, di dispositivi parlanti e musicali.</p>
<p>I <strong>peluche parlanti</strong> sono in genere più pesanti di quelli muti ed è per questo che vanno usati solo in presenza dei genitori. Esistono anche i <strong>peluche sorpresa</strong>, da regalare ai bimbi in occasione del Natale o della Pasqua. Questi pupazzi sono corredati di cerniera posteriore dove all’interno sono contenuti ovetti di cioccolato o caramelle. Il costo dei peluche è abbastanza accessibile e va dai cinque ai venti euro. I più costosi, naturalmente, sono i peluche di maggiori dimensioni.</p>
<p>Per una maggiore sicurezza, si consiglia sempre di <strong>scegliere prodotti Made in Italy</strong> o di provenienza sicura. Da scartare quelli importati da paesi extracomunitari o che presentano il solito problema del cattivo odore riferito probabilmente all’uso di tessuti o materiali tossici. Il peluche può servire anche a compiere delle buone azioni: esistono, infatti, i <strong>pupazzi equosolidali</strong>. Si tratta di peluche realizzati da organizzazioni umanitarie che finanziano progetti non-profit. In tal caso, il peluche potrà avere un doppio significato: consolare il bambino e aiutare il mondo.</p>
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		<title>Abiti di Carnevale e Halloween per bambini: quali scegliere?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 07:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Feste per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[abiti carnevale e halloween]]></category>
		<category><![CDATA[abiti mascherati bimbi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Carnevale e Halloween sono le feste più divertenti dell’anno, specie per i più piccoli. Di solito comprese a fine ottobre, la prima, e tra febbraio e marzo la seconda, queste due feste sono davvero uno spasso per i bambini, i quali possono vestirsi con abiti mascherati che si ispirano anche a personaggi e volti della Tv, dei cartoni animati e delle fiabe. Quale vestito</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carnevale e Halloween</strong> sono le feste più divertenti dell’anno, specie per i più piccoli. Di solito comprese a fine ottobre, la prima, e tra febbraio e marzo la seconda, queste due feste sono davvero uno spasso per i bambini, i quali possono vestirsi con abiti mascherati che si ispirano anche a personaggi e volti della Tv, dei cartoni animati e delle fiabe.</p>
<p>Quale <strong>vestito in maschera</strong> scegliere dunque per il nostro o i nostri bambini? Intanto, per non andare nel pallone, bisogna distinguere tra maschietti e femminucce. L’abito, quindi, deve possibilmente tener conto del genere di appartenenza dei bambini. La questione di genere può essere tranquillamente messa da parte in caso di neonati o di bambini ancora molto piccoli e di età non superiore a un anno. In questo caso si possono scegliere abiti mascherati o tutine a forma di animali quali pulcino, coniglio, ma anche orso, cane e gatto.</p>
<p>In genere, però, anche in caso di <strong>neonati,</strong> si tende a scegliere abiti che identificano già da subito il genere di appartenenza del bambino. Il maschietto viene solitamente vestito da cagnolino od orsetto; mentre la femminuccia, da coniglietto o pulcino. C’è da dire che i vestiti in maschera per bebé sono spesso realizzati in felpa, tessuti imbottiti o morbido pelo sintetico, tutti materiali in grado di proteggere i più piccoli dal freddo e dai colpi d’aria tipici della stagione invernale.</p>
<p>Quando i<strong> bambini</strong> iniziano a parlare e a capire, il discorso dell’abito di Carnevale o Halloween diventa più serio e complesso, poiché la scelta del vestito deve essere fatta anche in base ai desideri del bambino. Quest’ultimo, infatti, tende a identificarsi con tutto quello che vede intorno o che viene proposto e trasmesso dai media.</p>
<p>In passato, per la festa di Carnevale, i bambini chiedevano di vestirsi da <strong>Zorro</strong> o da principe azzurro, ma anche da pirata o da uno dei tre moschettieri. Tra le maschere più gettonate c’era sicuramente quella del mitico Zorro, personaggio nato nel 1919 dalla penna dello scrittore statunitense Johnston McCulley. Le vicende del leggendario giustiziere spadaccino sono anche state oggetto di serie televisive di successo andate in onda durante gli anni ottanta. Le bimbe, invece, fino a qualche anno fa, chiedevano di vestirsi da <strong>Fata Turchina</strong>, altro mitico personaggio di “Pinocchio”, indimenticabile racconto nato dal genio di Carlo Collodi.</p>
<p>Oggi, invece, gli abiti di Carnevale più richiesti sono quello di Peppa Pig, cartoon dei giorni nostri molto amato dai bambini,<strong> Uomo Ragno</strong>, Peter Pan, spagnola e damina del Settecento. Resistono ancora le fate, non più turchine, ma sontuosamente abbigliate da raso e tulle di vario colore, dal giallo, al rosa confetto, fino al fucsia. Le bambine possono anche essere vestite da<strong> Biancaneve</strong> o Cenerentola, altri personaggi delle fiabe che ben si prestano ad essere imitati durante il Carnevale o Halloween. Prima di accontentare le scelte del proprio bambino, bisogna però stabilire o fissare un budget di spesa per il vestito.</p>
<p>In molti <strong>negozi di giocattoli</strong>, gli abiti in maschera per bambini vengono venduti a prezzi accessibili e a partire dai cinque euro. Ciò evita al genitore la fatica di dover cucire l’abito e di spendere denaro nella scelta delle stoffe. Nella scelta del vestito mascherato bisogna però privilegiare la qualità. Meglio evitare infatti abiti importati da paesi extraeuropei o abiti realizzati con tessuti o colorazioni tossiche e dannose. Alcuni vestiti in maschera si possono comunque facilmente realizzare con il fai da te.</p>
<p>Basta pensare a quello da<strong> pirata</strong> o da <strong>cowboy</strong>, dove bastano bandana e camicia bianca con pantaloni rossi nel primo e cappello da sceriffo, camicia, gilet e jeans nel secondo. Per Halloween, invece, i bambini tendono a vestirsi con maschere un po’ dark e tenebrose. I maschietti, infatti, si camuffano da teschi, mentre le bimbe da streghe. In ogni caso, la scelta del vestito in maschera va fatta sempre con saggezza e imparando a coniugare le esigenze del bambino con quelle del proprio portafogli.</p>
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		<title>Leggere le fiabe ai bambini</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 07:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tempo libero bambini]]></category>
		<category><![CDATA[favole]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Le fiabe o favole sono racconti a sfondo fantastico che hanno per protagonisti animali parlanti o esseri sovrannaturali che in realtà non esistono, come fate, streghe, maghi ed elfi. Le fiabe accompagnano da sempre l’infanzia di tutti i bimbi del mondo, ma non sempre è facile scegliere quelle più gradite ai bambini. Anzitutto occorre individuare le fiabe più adatte all’età del nostro bambino e</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le<strong> fiabe o favole</strong> sono racconti a sfondo fantastico che hanno per protagonisti animali parlanti o esseri sovrannaturali che in realtà non esistono, come fate, streghe, maghi ed elfi. Le fiabe accompagnano da sempre l’infanzia di tutti i bimbi del mondo, ma non sempre è facile scegliere quelle più gradite ai bambini.</p>
<p>Anzitutto occorre individuare le fiabe più adatte all’età del nostro bambino e la modalità in cui la fiaba deve essere presentata. Con l’avvento delle nuove tecnologie, infatti, le fiabe possono anche essere lette e ascoltate <strong>su smartphone e iPad</strong>. Nell’approccio dei bambini con le fiabe non va però trascurata la classica lettura del<strong> libro</strong> di fiabe cartaceo. Questo strumento, da alcuni ritenuto superato, è invece, sempre utile e indispensabile, specie quando gli strumenti digitali non consentono di visualizzare o leggere la fiaba su schermo.</p>
<p>Una bella fiaba, comunque, si può leggere anche su un comodo<strong> e-reader</strong>, moderno dispositivo tecnologico che consente di visualizzate diverse tipologie di e-book digitali. In genere, però, gli strumenti digitali per la lettura delle fiabe dovrebbero essere usati per distrarre i bambini in viaggio, mentre il <strong>libro cartaceo</strong> andrebbe scelto nei momenti in cui genitori e figli si trovano assieme in casa.</p>
<p>La tradizione, inoltre, suggerisce che il libro delle fiabe venga<strong> letto da uno dei genitori</strong> ( mamma o papà) poco prima che il bambino vada a nanna. L’interazione tra il genitore che legge e il bambino che ascolta, ha infatti un’enorme valenza educativa. Durante la lettura, infatti, il bambino può fare delle domande, può esprimere dubbi e saranno le risposte più o meno logiche fornite dal genitore a dare al bambino gli strumenti per capire meglio la realtà e il mondo che lo circonda.</p>
<p>La lettura delle fiabe può essere anche affidata ad altre figure adulte di riferimento, come nonni e zii, ma non vi è dubbio che la fiaba letta da mamma o papà sia sicuramente un momento importante nella crescita del bambino. Per far sì che le fiabe e il loro significato vengano percepite a pieno dai bambini, bisogna anche saper individuare l’età in cui i bambini cominciano a sviluppare attenzione e interesse verso l’ascolto di racconti e narrazioni. In genere, questa età coincide con<strong> i primi tre anni di vita</strong>. Se la fiaba, però, viene visualizzata su iPad con immagini e video, l’età dell’ascolto si abbassa anche intorno a un anno e mezzo.</p>
<p>Le fiabe su dispositivi digitali hanno per lo più la forma di veri e propri cartoni animati, con voci, disegni e colori che sono in grado di attirare anche l’attenzione dei bimbi piccoli. I gusti dei bimbi in fatto di favole variano da bambino a bambino. Alcuni bimbi amano molto i <strong>racconti</strong> che hanno per protagonisti gli animali. Una fiaba cult in tal senso è quella dei Tre Porcellini, storia in cui tre fratelli maialini si costruiscono una casa per difendersi dal lupo.</p>
<p>Questa fiaba, però, è adatta a bambini più grandi e in età scolare. Per i bimbi fino a quattro o cinque anni, infatti, sarebbe meglio scegliere favole<strong> con una struttura narrativa semplice</strong> e con un contenuto gioioso e senza la presenza di streghe, mostri o lupi cattivi che possono spaventare i piccoli compromettendo anche la loro futura creatività e fiducia nel mondo. Le fiabe con la presenza del “cattivo”, infatti, come Capuccetto Rosso, i Tre Porcellini e Hansel e Gretel, ad esempio, vanno scelte solo per i bambini più grandi, quando è necessario far capire ai ragazzi come imparare a difendersi dal male.</p>
<p>Nei più piccini, invece, la favola deve avere il puro scopo del divertimento, del relax. In questo caso vanno scelte fiabe che hanno per <strong>protagonisti gli animali</strong> (come caprette, cani, gatti, conigli e oche) o storie in cui i dialoghi assumono la forma di una divertente filastrocca. Avvincenti anche le fiabe con un lieto fine oppure racconti in cui prevalgono le esperienze magiche o le apparizioni di figure come fate e principesse.</p>
<p>Esistono anche delle collane specifiche che raccontano le fiabe classiche <strong>con dialoghi divertenti e umoristici.</strong> Le favole ricche di dialoghi sono ideali per attrarre l’attenzione dei bambini. In commercio si trovano anche libri di favole scritti con “OpenDislexic”, un carattere speciale che è leggibile anche dai bambini affetti da dislessia.</p>
<p>Per i bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie consigliamo invece libri come <strong>“Fiabe Italiane”</strong>, avvincente raccolta di fiabe in due volumi scritti da Italo Calvino. Queste fiabe, annoverate nella letteratura italiana, vengono lette e studiate persino dagli studenti delle scuole superiori.</p>
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		<title>I cartoon più amati dai bambini</title>
		<link>https://www.bimbi.net/i-cartoon-piu-amati-dai-bambini.html</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[cartoni animati bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cartoon bimbi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tra le trasmissioni tv più seguite dai più piccoli vi sono certamente i cartoni animati o cartoon, come si dice sempre più spesso in gergo anglosassone. In fatto di cartoni animati, la programmazione televisiva non solo è soddisfacente, ma addirittura ben nutrita e abbondante. Con l’avvento del digitale terrestre, poi, i canali televisivi dedicati a bambini e ragazzi sono molto più numerosi e ciò</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.bimbi.net/i-cartoon-piu-amati-dai-bambini.html">I cartoon più amati dai bambini</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.bimbi.net">Bimbi</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le trasmissioni tv più seguite dai più piccoli vi sono certamente i <strong>cartoni animati</strong> o cartoon, come si dice sempre più spesso in gergo anglosassone. In fatto di cartoni animati, la programmazione televisiva non solo è soddisfacente, ma addirittura ben nutrita e abbondante. Con l’avvento del digitale terrestre, poi, i canali televisivi dedicati a bambini e ragazzi sono molto più numerosi e ciò consente di scegliere i cartoon più interessanti e divertenti.</p>
<p>Tutto merito della programmazione legata a canali specifici dove, sempre grazie al digitale terrestre, vanno in onda cartoon per tutti i gusti e per tutte le fasce di età. Sarebbe però interessante capire quali siano i cartoni<strong> più amati dai bambini</strong> piccoli e dai ragazzi in età scolare.</p>
<p>La statistica, in questo caso, è molto semplice da effettuare. I bimbi da zero a quattro anni, infatti, amano alla follia <strong>Peppa Pig</strong>, cartoon di produzione anglosassone che sta mietendo successi nelle Tv di tutta Europa. Peppa Pig è una maialina rosa che vive in una famiglia di maialini composta dal fratellino, da mamma Pig e papà Pig. Il successo di questo cartoon è stato talmente elevato che la sua protagonista è stata usata anche come soggetto di prodotti per bambini, quali quadernoni, stickers e persino vestiti di Carnevale.</p>
<p>I bimbi intorno a un anno e un anno e mezzo vanno matti anche per <strong>Barbapapà</strong>, cartoon andato in onda alla fine degli anni ‘70 e recentemente riproposto dai canali Rai dedicati ai bambini. Anche questo cartoon ha come protagonista una famiglia di strani esseri a forma di pera che si trasformano in qualsiasi cosa, persino in barche o strumenti musicali. In questa tipologia di cartoni emerge sempre il forte senso della famiglia e dei legami familiari. I bimbi piccoli, probabilmente, non percepiscono ancora il significato affettivo di certe tipologie di cartoni, sono però molto attratti dai colori vivaci e dalle forme di questi personaggi animati.</p>
<p>Nei canali della concorrenza, ovvero nelle nuove reti digitali del Gruppo Mediaset dedicate ai ragazzi, imperano riproposizioni di cartoni animati che sono stati dei veri e propri &#8220;cult&#8221; per le generazioni precedenti. Ci riferiamo a <strong>Pollon</strong>, ad esempio, una birbante dea bambina che nell’Olimpo delle divinità greche fa perdere la pazienza un po’ a tutti. Alcune di queste reti per ragazzi hanno anche riproposto <strong>Belle e Sebastien</strong>, storia dell’amicizia tra un enorme cane bianco di montagna e un ragazzino orfano che abita in un paesino delle Alpi Francesi.</p>
<p>Proprio in questo momento, le reti per ragazzi ripropongono anche le <strong>Avventure di Lupin</strong>, cartoon nato da un manga giapponese e ispirato alle vicende del ladro gentiluomo Arsenio Lupin. Questo cartoon, a causa di scene un po’ troppo audaci, è però adatto a ragazzi più grandi, meglio se studenti delle superiori.</p>
<p>Nella lunga carrellata dei cartoon più amati dai bambini non possiamo dimenticare <strong>Masha e Orso</strong>, serie animata trasmessa sempre dalle reti Rai dedicate ai bambini e ai ragazzi. Questo cartoon, di produzione russa, è seguito anche da bimbi molto piccoli, persino da coloro che non hanno ancora compiuto il primo anno di età. Masha è una bimba dispettosa che vive a casa di un orso costretto a riprenderla in ogni momento. L’orso è anche l’insegnante di Masha e si prodiga per insegnarle le lettere, i numeri e altre cose con finalità didattiche.</p>
<p>Come si può notare, nei cartoon, gli animali parlanti, le famiglie, e gli orsi che insegnano a leggere e a scrivere, rappresentano un ottimo <strong>strumento educativo</strong> per i più piccoli. Attraverso questi cartoon, i bimbi non solo imparano a conoscere gli animali, ma vengono immersi nelle loro avventure e in un contesto didattico che ne stimola anche le capacità di apprendimento.</p>
<p><strong>I bimbi amano anche le sigle</strong> di questi cartoon. Per loro sono davvero uno spasso, per i genitori, invece, una manna dal cielo. Grazie ai <strong>cartoni animati</strong>, infatti (e alle sigle in grado di catturare l’attenzione dei più piccoli), le mamme riescono anche a trovare il tempo per cucinare e completare le altre beghe domestiche. Il fatto non è di poco conto e riesce anche a spiegare perché i cartoon siano amati non solo dai più piccoli, ma anche dai grandi.</p>
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		<title>Viaggiare con i bambini: consigli</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2014 07:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rosalba Mancuso]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[bimbi in viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[in vacanza con i bambini]]></category>
		<category><![CDATA[seggiolino auto]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare con i bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Viaggiare con i bimbi può essere un&#8217; esperienza meravigliosa e indimenticabile, a patto di seguire alcune semplici regole che rendano il viaggio e la vacanza comodi e rilassanti. Anzitutto, è bene sapere che i bambini possono viaggiare fin dai primi mesi di vita. Non esistono limiti alla scelta di programmare un viaggio con dei bebé o dei bimbi piccoli, l’unica regola da seguire è</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Viaggiare con i bimbi</strong> può essere un&#8217; esperienza meravigliosa e indimenticabile, a patto di seguire alcune semplici regole che rendano il viaggio e la vacanza comodi e rilassanti. Anzitutto, è bene sapere che i bambini possono viaggiare fin dai primi mesi di vita. Non esistono limiti alla scelta di programmare un viaggio con dei bebé o dei bimbi piccoli, l’unica regola da seguire è quella di scegliere una<strong> meta adatta</strong> alle loro esigenze.</p>
<p>Con i bimbi piccoli bisogna<strong> evitare le altezze superiori ai 1500 metri</strong>. I viaggi in alta montagna sono dunque sconsigliati. Alle alte altitudini, infatti, l’ossigeno scarseggia e ciò può innescare nei bimbi gravi e irreparabili crisi respiratorie. Per il resto, i più piccoli possono andare ovunque, i<strong>n città, al mare o in campagna</strong>. Se si desidera un soggiorno in una città, preferire mete poco affollate e poco inquinate. Al mare, invece, i bimbi vanno protetti dal sole, dal calore e dai raggi ultravioletti. I bimbi, ma anche gli adulti, devono evitare di andare in spiaggia dalle ore più calde, dalle undici alle sedici, e devono proteggersi con creme solari ad alto fattore di protezione.</p>
<p>I bebé possono essere <strong>protetti con camicine di cotone e cappellini da sole</strong> e vanno posti su carrozzine con tettoia per evitare il contatto diretto con i raggi del sole. Altra meta ideale per i più piccoli, la campagna. In ogni zona d’Italia esistono degli agriturismi attrezzati con piscina e ristorante per trascorrere una vacanza relax assieme ai bambini. Le mete scelte per le vacanze devono comunque <strong>prevedere un itinerario breve e semplice da esplorare</strong>, in modo da non stressare troppo i più piccoli, per loro natura ansiosi di vedere sempre troppe cose tutte assieme.</p>
<p>Per quanto riguarda il mezzo di trasporto scelto per il viaggio, non esiste alcuna controindicazione: i bimbi possono infatti viaggiare in auto, in treno, sul traghetto e in aereo. Per piccole distanze è <strong>meglio usare l’auto</strong>. I neonati vanno posti sull’apposito seggiolino per auto. Questo accessorio deve essere realizzato secondo le normative europee di sicurezza.</p>
<p>Per le distanze più lunghe, i bambini possono anche viaggiare nei treni ad alta velocità. Per distanze che superano i settecento chilometri, meglio scegliere l’aereo. In tal modo, il viaggio durerà poco e non stresserà il bambino. Durante i viaggi in auto è anche <strong>essenziale effettuare delle soste frequenti</strong> per passeggiare assieme ai bambini e per sgranchirsi un po’le gambe. I più piccoli, infatti, non amano l’immobilità forzata, anche se questa è dovuta a motivi di vacanza.</p>
<p>Prima di mettersi in viaggio occorre anche ricordarsi di <strong>portare tutto quello che serve per cambiare e nutrire i bambini</strong>. Se si viaggia con un neonato, non bisogna dimenticare ciuccio, biberon, thermos per riscaldare il latte in polvere o quello liquido, o tiralatte e reggiseno adatto se si allatta al seno. Per non soffrire di mal di schiena e per far stare comodo il bimbo durante l’allattamento, meglio dotarsi di un cuscino gonfiabile.</p>
<p>Per i bimbi da quattro a sei mesi, ricordarsi anche di portare dei giochi per farli distrarre durante il viaggio o all’arrivo in hotel. Per i bambini che già possono consumare cibi solidi, ricordatevi anche di<strong> portare</strong> gli<strong> omogeneizzati</strong> e i <strong>cucchiaini usa e getta per la pappa</strong>. Per bimbi di età compresa tra i tre e i dodici anni, ricordarsi anche di portare succhi di frutta e merendine a base di cereali o di prodotti naturali e biologici.</p>
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